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SANITÀ GRATIS E GARANTITA, DECIDERÀ LEA

LEA non è una ragazza e nemmeno una signora: parliamo di sanità. Si potrebbe allora pensare all’ennesima complicazione burocratica, come qualche volta ci capita di dover osservare in questo settore. Ma LEA non è neppure questo: sta per Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria ed è il semplice, e lungo, elenco delle prestazioni sanitarie che lo Stato Italiano garantirà ai cittadini, gratuitamente, con il solo pagamento dei ticket per le fasce di reddito più elevate, con lo stesso meccanismo in vigore attualmente (fasce di esenzione per reddito ed età e categorie esenti).

Si tratta quindi di una riedizione aggiornata dei vecchi elenchi delle prestazione sanitarie, diagnostiche e terapeutiche, che hanno sempre ‘governato’ il Servizio Sanitario Nazionale. Prestazioni garantite a tutti i cittadini italiani o agli stranieri residenti in regola con l’iscrizione a esso.

Ma, come sappiamo ormai da tempo, la medicina corre rapidamente e occorre aggiungere prestazioni, sulla base delle tante acquisizioni scientifiche e tecnologiche di questi ultimi anni, oltre che una loro robusta razionalizzazione sulla base di quelli che sono considerati i principi ispiratori della Medicina dell’evidenza.

COSA E’ LA MEDICINA DELL’EVIDENZA

Spesso in campo medico-sanitario nella pratica quotidiana “prendono piede” delle abitudini sanitarie, diagnostiche, ma anche terapeutiche, che nulla hanno a che fare con una buona medicina.

Per fare degli esempi concreti, la richiesta di numerosi esami diagnostici per sintomi lievi o di esami estremamente specialistici, sofisticati e costosi, per sintomi o patologie che non richiederebbero il loro utilizzo, appartiene al capitolo della “medicina del superfluo e dell’inutile”, con dispendio di risorse che potrebbero essere usate meglio.

Per quanto attiene le terapie, poi, un uso sproporzionato di antibiotici, soprattutto di quelli di ultima o penultima generazione quando non utili, oppure di gastroprotettori in modo estensivo e improprio per sintomi gastrici banali, e così via.

La Medicina dell’evidenza suggerisce invece di fare la cosa giusta, seguendo i dettami che la letteratura medica ha messo in rilievo per dati problemi, senza che il medico si abbandoni a concezioni troppo personali della sua professione: o per compiacere il paziente, o per fare bella foggia di sé sottolineano la propria (in)competenza e personalità.

In realtà, a questi livelli il confine diventa molto labile e può risultare discutibile mettere dei limiti troppo rigidi alla esecuzione degli esami e alla loro programmazione.
Costringere il medico e il paziente in confini troppo rigidi, infatti, può far correre il rischio che il paziente non raggiunga il ‘bersaglio’, ovvero quello che noi chiamiamo la tutela della salute. Mentre il rischio per il medico è di non fare la diagnosi o di farla con ritardo.

La variabilità individuale, infatti, appare molto ampia di fronte a sintomi e malattie. Le circostanze occasionali richiedono attenzione professionale, mentre un atteggiamento ipocondriaco del paziente può indurre il medico in inganno, trascurando invece sintomi che sono in realtà significativi.

Appare quindi necessario un atteggiamento sufficientemente flessibile. Ma serve anche un elenco aggiornato di prestazioni, per offrire a medico e paziente il meglio che la medicina oggi possa offrire.

Da queste considerazioni è nato un elenco aggiornato e corretto, che il Ministero della Salute, sotto la guida di Beatrice Lorenzin (nella foto), ha redatto e ha poi fatto approvare dalle Regioni dopo ampia discussione, ottenendo anche un placet scientifico dalle Società medico-sanitarie nazionali.

COME SONO ARTICOLATI I LEA ?

Nei LEA sono contenute:

  • le attività, i servizi e le prestazioni garantite ai cittadini
  • le descrizioni con maggior dettaglio di tutte le prestazioni
  • l’elenco delle malattie rare e delle patologie invalidanti
  • gli elementi dell’assistenza protesica.

Nelle nuove elencazioni saranno contenute molte attività assistenziali prima non comprese, come le prestazioni relative alla procreazione medicalmente assistita, fino ad oggi erogate solo in regime di ricovero; l’elenco delle prestazioni di genetica medica compresa la consulenza genetica; alcune prestazioni ad alto contenuto tecnologico per la radioterapia quale la Adroterapia o terapia con protoni (si esegue solo in pochi centri, in Italia a Pavia) e le indagini diagnostiche endoscopiche con la enterocamera ingeribile per gastroscopia, esame intestinale e colonscopia, che comporteranno gradualmente la eliminazione dei tubi endoscopici.

Nel nomenclatore (cioè l’elenco) delle prestazioni protesiche, viene dato grande spazio agli ausili a base di tecnologia digitale, sia per i disturbi visivi che acustici, sia per il telesoccorso e la mobilità del paziente, sia per arti e articolazioni mancanti.

Fra le malattie rare sono comprese sia la Sarcoidosi che la Sclerosi sistemica progressiva e la Miastenia srave, mentre sono introdotte sei nuove patologie esenti quali la Sindrome da Talidomide, l’Osteomielite cronica, patologie renali croniche, il Rene policistico genetico, l’Endometriosi per la donna, la Broncopneupatia cronica. Tutte le prestazioni, nelle patologie ricordate, saranno considerate esenti.

Vengono poi introdotti nuovi vaccini, quali quello per il Papilloma.virus (anche per i maschi), l’antipneumococcico e antimeningococcico e gli screening neonatali per sordità e cataratta congenita e malattie metaboliche ereditarie.

IL PUNTO SU ENDOMETRIOSI, CELIACHIA E AUTISMO

In Italia si calcola possano esservi circa 3 milioni di casi di Endometriosi (dislocazione delle mucosa endometriale al di fuori dell’utero, a isole di tessuto, entro l’addome) e di questi i moderati e gravi (300 mila) saranno soggetti a esenzione.

Per la Celiachia si passa da malattia rara a malattia cronica, con semplificazioni procedurali se certificata da uno specialista del settore, con esenzione per tutte le prestazioni descritte nell’elenco dei LEA.

Una particolare attenzione sarà dedicata all’Autismo per quanto si riferisce a diagnosi precoce, cura e qualità assistenziale, con integrazione sociale e coinvolgimento della famiglia.

CARA LEA, MA QUANTO CI COSTI?

Questa maggiore attenzione ai nuovi test diagnostici comporteranno un aumento di spesa di circa 800 milioni, di cui 600 dedicati all’assistenza distrettuale sul territorio e 220 per la prevenzione vaccinale.

Come ultimo elemento, viene istituita una Commissione Nazionale per l’aggiornamento periodico dei LEA, in modo che gli elenchi non diventino col tempo un’espressione vetusta di una medicina statica, mentre al contrario evolve sempre più rapidamente.

I PERICOLI DA EVITARE

Come in tutte le modifiche in campo sanitario, occorrerà tempo per capire quanto funzioneranno i LEA e se la loro introduzione non determinerà un allungamento delle liste di prenotazione, già nel nostro Paese non brevissime. L’Italia è varia, articolata in molte Regioni e altrettante sanità: ma non è più tollerabile un’assistenza a due, se non tre velocità.

Il secondo elemento di riflessione riguarda gli elenchi stessi.
Come per tutte le elencazioni, vista la loro così ampia enumerazione, si correrà il rischio che in molti vorranno rientrarvi per gli ovvi risvolti economici.
Stabilire criteri equi e poco criticabili non sarà facile e un compito non di poco conto sarà attribuito alle Regioni e alle Aziende Sanitarie.

Il terzo elemento di valutazione riguarderà i medici.
Considerarli solo come meri esecutori di elenchi burocratici, sarebbe l’atteggiamento più deleterio al riguardo.
La flessibilità che si lascerà al sanitario di poter essere, secondo scienza e coscienza, l’interprete dei nuovi livelli assistenziali, sarà un elemento fondamentale e distintivo di una sanità che vorrà porsi in modo sempre più equo verso il cittadino utente.
Un monitoraggio continuo dei LEA, intervistando operatori e cittadini, sarà quindi necessario, sia per le loro modifiche che per il loro funzionamento concreto.

L’elencazione dei LEA quindi è solo l’inizio, non la fine del percorso.
Ma in ogni caso, un fatto va riaffermato: è proprio grazie a questi “misteriosi” LEA CHE siamo fra i Paesi con la Sanità più aggiornata in Europa.

Alberto Ravaioli

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