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Sanità, via libera in Regione a fondi per 8,3 miliardi

La commissione Politiche per la salute e politiche sociali della Regione Emilia Romagna, presieduta da Paolo Zoffoli, ha espresso parere favorevole, in sede consultiva e in riferimento alle materie di competenza, alla manovra di bilancio della Regione per il 2019 e pluriennale 2020-2021, della quale è relatore di maggioranza Gianni Bessi (Pd) – quello di minoranza non è ancora stato nominato. Parere favorevole anche all’aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (Defr) per il 2019 e alle disposizioni normative collegate alla legge di stabilità regionale per il 2019. Hanno espresso parere favorevole i gruppi Pd, Si e Misto-Mdp, mentre hanno votato contro i gruppi Ln, M5s, Fi e Misto.

In merito all’aggiornamento al Defr per il 2019, il relatore dem, Gianni Bessi, ha fatto riferimento all’attesa approvazione, da parte della Regione, del via libera all’autonomia rafforzata, che amplierà competenze e funzioni anche in ambito di politiche per la salute e welfare, e ha richiamato gli impegni assunti col governo per il contenimento delle spese e il rilancio degli investimenti, nel rispetto del saldo di bilancio. Riguardo al bilancio di previsione, i tecnici della Regione hanno spiegato come per la Sanità sia stato confermato per il 2019 e per il biennio successivo il riparto dei fondi stanziato per il 2018, cioè 8 miliardi e 377 milioni di euro.

In merito alla legge di stabilità regionale per il 2019, i tecnici hanno evidenziato come alla Sanità siano dedicati tre gli articoli: quello inerente al programma di valorizzazione degli immobili, con vendita agli enti locali; quello che elimina l’obbligo di pubblicazione, per più di 15 giorni, degli atti dirigenziali da parte di aziende sanitarie e aziende ospedaliere, infine, quello che ridefinisce l’assetto dell’Ausl di Modena tramite il passaggio dell’ospedale di Baggiovara dall’Asl all’azienda ospedaliera.

Daniele Marchetti (Ln) ha bocciato l’aggiornamento al Defr 2019, richiamando il dissenso radicale della Lega all’impianto del Defr, e, in merito alla legge di stabilità regionale, ha chiesto chiarimenti riguardo alla ridefinizione dell’assetto dell’Ausl di Modena, per capire se sia il preludio a quello delle altre Ausl della regione sul modello di quanto avvenuto in Romagna. Infine, ha domandato se nelle linee d’indirizzo contenute nel Defr per il 2019, in materia di assistenza sanitaria, si tenga già in considerazione la distinzione tra richiedenti asilo e profughi di recente introdotta dal Decreto sicurezza del governo.

I tecnici della Regione gli hanno risposto che la norma contenuta nella legge di stabilità regionale si riferisce solo alla ridefinizione dell’assetto dell’Ausl di Modena e che, in merito al contenuto del Decreto sicurezza, la Regione lo recepirà nei tempi e modi dovuti.

Giuseppe Boschini (Pd) ha polemizzato con Marchetti chiedendo se il senso del suo intervento sia la fuoriuscita dei richiedenti asilo dal sistema sanitario. Il leghista ha replicato che il Decreto sicurezza precisa in modo inequivocabile che i richiedenti asilo già inseriti nel sistema Sprar continueranno a godere di tutte le forme di assistenza.

Andrea Bertani (M5s) ha chiesto chiarimenti sul piano alienazioni degli immobili delle Asl, criticando quella che, a suo giudizio, si configura come l’imposizione di una variante urbanistica, e ha puntato il dito contro l’eliminazione dell’obbligo di pubblicazione oltre i 15 giorni degli atti dirigenziali da parte di aziende sanitarie e ospedaliere, rilevando come in tal modo non sia possibile avere uno storico degli atti, a differenza dell’Albo pretorio dei Comuni. Infine, circa l’edilizia sanitaria, ha chiesto se siano previsti fondi per l’ospedale di Cesena.

I tecnici della Regione gli hanno risposto che per ogni singolo immobile conferito, in caso di inerzia dell’ente locale, sarà possibile per la Regione adottare una variante mirata per preservarne il valore patrimoniale. In merito alla norma sulla pubblicazione degli atti dirigenziali, i tecnici hanno evidenziato come si tratti di un riallineamento alla normativa nazionale, in quanto la Regione aveva adottato una linea più estensiva. Infine, riguardo all’ospedale di Cesena, i tecnici hanno sottolineato come non siano previsti finanziamenti statali.

Ha concluso il dibattito il presidente Paolo Zoffoli, che ha chiesto chiede lumi sui fondi statali per la riduzione delle liste d’attesa.

I tecnici regionali hanno risposto che ogni verifica è rinviata all’approvazione della manovra finanziaria del governo da parte delle Camere.

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