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“SanPa: luci e tenebre di San Patrignano”: prima docuserie di Netflix dal 30 dicembre

“SanPa: luci e tenebre di San Patrignano” è il titolo della docuserie, la prima prodotta in Italia da Netflix, disponibile dal 30 dicembre. Tre anni di lavoro per realizzare cinque puntate da un’ora, con i racconti di chi c’era, le immagini, i filmati d’archivio e queli più privati, per raccontare la storia della comunità di recupero fondata da Vicenzo Muccioli sulle colline di Coriano. Sarebbe diventata la comunità più grande d’Europa, ma facendo discutere fin da subito, sia per per metodi adottati che per la personalità stessa del fondatore

Una vicenda che spaccò l’Italia, divisa fra innocentisti e colpevolisti quando se ne dovettero occupare i tribunali, prima con accuse di sequestro di persona, poi per la morte di uno degli ospiti e il tentativo di far sparire il suo cadavere. E la ricostruzione dà voce a entrambi gli schieramenti, in un continuo botta e risposta, “con il cotributo fondamentale di Andrea Muccioli” per il reperimento di molti materiali.

La serie è stata creata e scritta da Gianluca Neri, con Carlo Gabardini e Paolo Bernardelli, con la regia di Cosima Spender. Gli anni raccontati vanno dal 1978, anno della fondazione, al 1995, quando Vincenzo Muccioli morì prima che la giustizia potesse pronunciarsi definitivamente su di lui.

Dice Gabardini intervistato da Repubblica: “Nessuno ha mai tentato in questa forma, con la docuserie. Credo che in molti abbiano progettato lavori a tesi, per sostenere una parte o un’altra: ma a quel punto sapevi che in metà si sarebbero rifiutati. Non si può essere neutrali se hai vissuto dentro una storia come questa”. E voi? “Raccontiamo tutto senza fascinazioni ma vivendo il contraddittorio esistente. Risultato? Su molti aspetti, la docuserie fornisce verità definitive. Ma alla fine, l’insieme, rimane comunque un dilemma”.

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