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Santarcangelo: dal 7 novembre la mostra dei burattini

Cinquanta burattini, scenografie, attrezzature e costumi della collezione del Museo Etnografico in mostra alla Baldini e al Musas da sabato 7 novembre: “Per intelligenza e grazia. I burattini hanno casa a Santarcangelo” è il titolo dell’esposizione curata da Claudio Ballestracci e promossa da Focus per celebrare i trent’anni dalla nascita della rassegna di burattini.

Appartenuta alla famiglia Salici-Stignani – burattinai tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento – e donata a Santarcangelo da Tinin Mantegazza negli anni ’90, la collezione è costituita prevalentemente da “burattette”, considerate un anello di congiunzione tra burattini e marionette. Come i burattini, anche le “burattette” agiscono in baracca, ma presentano le gambe come le marionette; come i burattini sono mossi da sotto ma come le marionette non hanno un rapporto diretto con la mano, a guidare i loro movimenti sono infatti delle stecche di ferro.

A completare questo importante patrimonio, oltre ai numerosi fondali scenografici, cartonaggi, attrezzature, oggetti, anche parte degli oltre 300 costumi, appartenuti sempre alla Famiglia Salici-Stignani e donati al Museo nel 2003 da un privato cittadino. I vestiti, come i burattini, venivano realizzati direttamente dalle abili mani dei burattinai: le “burattette” ad esempio disponevano di un ricco guardaroba, potendo così cambiare abito e interpretare più ruoli. Grazie a un finanziamento dell’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, la collezione è stata sottoposta a un importante intervento di restauro tra il 2006 e il 2012, eseguito dal Consorzio Tela di Penelope – Museo del Tessuto di Prato, mentre l’intervento sui costumi è stato eseguito dalla Ditta Archè di Carpi.

All’inaugurazione della mostra, in programma alle ore 16 di sabato 7 novembre, saranno presenti la sindaca Alice Parma e il curatore Claudio Ballestracci. A seguire sarà possibile effettuare la visita guidata con partenza dalla Baldini e arrivo al Musas in programma ogni 30 minuti dalle 16.30 alle 18.30 (prenotazione obbligatoria al numero 0541 624703). La mostra in biblioteca sarà visitabile fino al 6 gennaio, mentre quella al Musas, dove proseguono anche le visite guidate tematiche alla collezione permanente, fino al 28 febbraio.

Dalle parole del curatore Ballestracci: “Burattini e marionette mi sono stati consegnati racchiusi in tre grandi scatole di cartone, dove ogni personaggio era avvolto in una sottile carta bianca che li rendeva tutti somiglianti a bozzoli di baco in attesa della metamorfosi o, più prosaicamente, a piccoli funebri sudari. Il momento della sbozzolatura, ossia del togliere le bende alle piccole mummie, è solenne. La lacerazione della carta porta in luce, l’uno dopo l’altro, volti dagli occhi sgranati, attenti, alcuni allucinati, imbellettati, il corpo perfettamente vestito: non ne avevo mai veduti da così vicino. Ciò che appare – sebbene immobile – sprigiona una sorta di energia occulta, una forza impressa per anni e anni in quei “fantocci lirici”: è palese il tentativo arcaico di verosimiglianza con l’umano, e l’impressione che ne viene è la stessa che si prova davanti a un corpo inanimato o, per meglio dire, morto. Osservando e maneggiando queste goffe e al contempo eleganti imitazioni dell’umano, mi ha sorpreso l’estrema cura nel dettaglio degli abiti, la ricercatezza dei tessuti, degli accessori. A volte, la vestizione comprende biancheria o sottogonne che sarebbe impossibile vedere sul palcoscenico, semmai forse nell’intimità del guardaroba. Muovendo da queste suggestioni, nell’allestire la mostra mi sono focalizzato sul burattino/marionetta quale opera d’arte, soffermandomi a osservare da vicino le fattezze e i preziosi addobbi di questi attori in attesa. Estraniati dal loro naturale contesto di fondali coloratissimi e suggestivi, dall’ambito drammaturgico delle loro vicende, divengono essi stessi portatori di storie”.

Nel frattempo, domenica 1° novembre tornano gli espositori di antiquariato, modernariato e vintage de “La Casa del Tempo”: appuntamento dalle 9 alle 19 in piazza Ganganelli e sotto al porticato del municipio.

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