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Santarcangelo, due cittadini donano al Comune un bassorilievo di Guido Baldini

Santarcangelo ha ricevuto in dono un bassorilievo dell’artista e ceramista riminese Guido Baldini: negli scorsi giorni la Giunta comunale ha infatti accettato la donazione di due cittadini santarcangiolesi, Bruno Migani e Mirella Pizzioli, che hanno deciso di devolvere all’Amministrazione comunale la preziosa opera.

 

Nel dettaglio, si tratta di un bassorilievo di 3,5 metri di lunghezza per 60 centimetri di larghezza raffigurante una scena di butteri a cavallo. L’artista, Guido Baldini, è stato un pittore, scultore, caricaturista e medaglista, particolarmente rinomato per i suoi lavori con la ceramica che nel 2003 sono stati anche oggetto di una mostra al Museo della città di Rimini.

 

Il bassorilievo acquisito gratuitamente dall’Amministrazione comunale verrà installato all’interno del municipio, in uno spazio visibile al pubblico e che ne esalti il valore artistico. “Ringrazio a nome dell’Amministrazione comunale i signori Migani e Pizzioli – afferma la vice sindaca e assessora alla Cultura Pamela Fussi – il cui gesto valorizza l’arte del ceramista, un’antica tradizione del territorio che a Santarcangelo è stata portata avanti principalmente da Lucio Bernardi, e dall’altro ne diffonde la conoscenza grazie a un’arte pubblica e libera”.

 

Guido Baldini – Pittore, scultore, caricaturista e medaglista, nasce a Rimini, nel 1933. Pittore, scultore, caricaturista e medaglista Guido Baldini nasce a Rimini nel 1933. Dopo il diploma ottenuto alla Scuola Industriale della sua città nel 1951 si iscrive all’Istituto d’Arte “G. Ballardini” di Faenza, allievo di Anselmo Bucci e Angelo Biancini. Nel 1957 apre un proprio laboratorio ceramico a Rimini che mantiene attivo fino al 1999, anno della sua morte. Nel 1961 riceve il Premio della Camera di Commercio di Ravenna, per opere a decorazione pittorica, al XIX° Concorso Nazionale della Ceramica di Faenza. Compì numerosi viaggi all’estero dove tiene numerosi corsi di ceramica. Negli anni Cinquanta realizza ceramiche di sapore arcaico e primitivo di forte impatto materico che negli anni successivi si trasforma in una sorta di astratto espressionismo. Negli anni Settanta trascorre un periodo in Svezia dove frequenta lo studio di Berndt Friberg, direttore della manifattura ceramica di Gustavsberg. Tornato in Italia le ceramiche da lui realizzate si ammantano di una suggestiva essenzialità influenzata dalla cultura scandinava e i suoi decori risentono fortemente dell’imperante corrente artistica psichedelica. Degli anni Settanta è la sua collaborazione con la “Cooperativa Ceramica Imola”.

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