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Santarcangelo, vieta alla moglie di imparare l’italiano e la controlla attraverso telecamere

Questa mattina, i Carabinieri della Stazione di Santarcangelo hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla residenza ed ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Rimini su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 51enne di origini marocchine, da anni stabilmente residente in Italia. Sulla sua testa pende il reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie.

Il provvedimento cautelare scaturisce dal perdurare di una serie di violenze fisiche ma soprattutto morali da parte dell’uomo nei confronti della moglie, 35enne sua connazionale.

L’attività info investigativa dei militari nasce nell’ottobre 2017 quando i Carabinieri della Stazione di Santarcangelo hanno ricevuto un mail in lingua araba dal padre della donna, residente in Marocco, nella quale spiegava ai militari che sua figlia che veniva continuamente minacciata, sottomessa e tenuta reclusa in casa dal marito.

I Carabinieri, in seguito, hanno accertando le responsabilità dell’uomo in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia.

La donna riferiva ha riferito che dal 2010 ad oggi, il marito le avrebbe vietato di intrattenere contatti di qualsiasi tipo con estranei, obbligandola a rimanere sempre chiusa in casa, impedendole di apprendere la lingua italiana e senza permetterle di svolgere alcuna attività lavorativa.

La donna ha raccontato inoltre di non avere mai avuto denaro a disposizione per soddisfare le proprie esigenze e quelle dei due figli minori: era il marito, infatti, che faceva la spesa acquistando solo i prodotti strettamente necessari e quelli di suo gradimento.

L’uomo, inoltre, per controllare costantemente la donna e verificare eventuali contatti della stessa con l’esterno, aveva installato 4 telecamere lungo in perimetro dell’abitazione e le aveva portato via i documenti di riconoscimento e di soggiorno al fine di impedirle di lasciare l’Italia.

Le risultanze investigative dell’Arma sono state immediatamente rapportate alla Procura della Repubblica di Rimini che, riscontrando la gravità del fatto, ha tempestivamente richiesto al G.I.P. l’emissione del provvedimento restrittivo in parola. L’atto, notificato nel corso della mattinata, prevede che l’uomo non possa più avvicinarsi alla residenza e ai luoghi frequentati dalla moglie, con obbligo di rimanere a debita distanza, non inferiore a 1 km, con divieto altresì di comunicare con qualsiasi mezzo con la vittima ed i suoi familiari.

Questo è l’ennesimo episodio di violenza domestica, oggettivamente una situazione gravissima subita da una donna madre, che i Carabinieri sono riusciti ad affrontare grazie anche alla volontà della vittima e dei suoi familiari di rivolgersi alle forze dell’ordine e di denunciare. Si tratta, purtroppo, di un fenomeno drammatico in questo caso accentuato dalla cultura marocchina, che si può contrastare solo con un lavoro quotidiano condiviso e diversificato in cui assume un ruolo fondamentale la fiducia delle vittime verso le istituzioni e quanti operano per la loro tutela, in primis magistratura e forze dell’ordine. L’Arma dei Carabinieri impiegherà ogni risorsa per affrontare con professionalità e competenza lo specifico fenomeno.

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