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Scuola. La ministra Azzolina non può essere definita “populista ed incompetente”

“Mancano meno di 2 mesi e la confusione regna sovrana”. Cosi i coordinatori riminesi di Italia Viva in un recente post. Riferendosi ovviamente alla riapertura di settembre delle scuole. Esattamente il 14 nella nostra regione. Ma di fatto il primo. Perché è quella la data in cui inizieranno le attività didattiche relative sia al piano di integrazione degli apprendimenti, sia al piano di apprendimento individualizzato. Credo non abbiano tutti i torti. Nondimeno vediamo di fare un po’ di chiarezza con particolare riferimento alla nostra realtà locale. In questo articolo focalizzando l’attenzione sulle Superiori. Successivamente agli altri ordini e gradi.

Primo dato: il covid é “vivo”. Agosto è alle porte. Che verranno ulteriormente spalancate. Da noi in particolare  “o sei un imbecille o un irresponsabile”…parole forti quelle del presidente Bonaccini…Ma esistono termini diversi per appellare i negazionisti e le crescenti costellazioni delle loro risibili motivazioni? Isolamento, distanziamento e DPI (dispositivi di protezione individuali) hanno oggettivamente provocato la decrescita dei contagi. E se il vaccino non c’è, ma il covid continua a circolare confidiamo nel caldo o nell’immunità di gregge? Qualcuno potrebbe  legittimamente etichettare queste precisazioni ridondanti e inflazionate..Andate a leggere i commenti di genitori, insegnanti, politici alle linee guida del Miur (ministero all’istruzione)…Una levata di scudi generica e generalizzata..Non va bene nulla, critiche a senso unico senza una proposta alternativa praticabile. Ricomposizione delle classi del trascorso anno scolastico. Didattica in presenza. Aule e spazi dimensionati alle nuove esigenze. Trasporti efficienti e tempestivi. Queste in sintesi le “alternative “suggerite..Ma che platea di coglioni presenzia e alimenta i social?

Secondo dato “ i nostri insegnanti, i presidi, il personale scolastico e le istituzioni locali ce la stanno mettendo tutta….”, sempre Bellucci e Fabbrani di Italia Viva.. Non è affatto così..sono solo i presidi a farlo (e parte del personale ATA, ovvero le segreterie). Tutti gli altri sono in vacanza, come da contratto. Ma prima di farne degli eroi,  vogliamo dire che hanno ben poche possibilità di sfuggire al “ martirio”? Abbiamo manegerizzato le loro funzioni e autonome le scuole che dirigono, ridotto a larve gli organi collegiali, confinato le responsabilità dei docenti, ridotto le RSU a “chi le ha viste?”…dopodiché? Certo che ce la mettono tutta..possono fare una scelta diversa? Ma la domanda è: possono da soli risolvere le numerose e complesse criticità insite nella riapertura? Domanda retorica ovviamente! Buone notizie sembrano provenire dal comportamento delle istituzioni locali. Comune e Provincia si sono mossi da tempo, così come risulta dalle dichiarazioni rilasciate dall’assessore alla PI (pubblica istruzione) e dal presidente provinciale. Precisato che il nostro “parco edilizio” non è tra i peggiori del Paese, si sono affrontati e si stanno affrontando specifiche criticità di ogni Istituto su tavoli di lavoro in presenza dei competenti DS (dirigenti scolastici). Il problema grosso rimasto insoluto pare essere quello dei trasporti. La concentrazione di diverse tipologie scolastiche nei centri studi della Colonnella e di Viserba rendono molto, ma molto problematico l’accesso in orari differenziati agli edifici. E con esso la garanzia del distanziamento di sicurezza evitando assembramenti. Cosa comporta una mancata soluzione da parte di AMR (agenzia mobilità Romagna)? Orari differenziati di ingresso con riduzione monte ore giornaliero, oppure doppi turni, oppure DaD (didattica a distanza) per una parte di studenti..Eh si…capito l’antifona miei cari leoni da tastiera?

Insegnanti. All’obiezione che qualche giorno fa rivolgevo ad un mio ex collega divenuto preside sul fatto che non era né corretto, né giusto che si sobbarcasse gli oneri di tutte le decisioni, ha risposto “ci pagano per questo, per organizzare la vita nelle scuole”. Vero, ma non del tutto. Le competenze sulla didattica (fortunatamente ) sono rimaste in capo al Collegio Docenti. E di didattica non si può non parlare quando si tratta di intervenire sul monte ore dell’insegnamento e sulle modalità con cui viene espletato. In tempi non sospetti ho caldeggiato la proposta di nominare in ogni istituto una ristretta commissione ad hoc di insegnanti da affiancare al preside per assisterlo nelle sue incombenze e soprattutto redigere una serie di ipotesi didattiche da sottoporre al Collegio prima della riapertura. E dal momento che il lavoro doveva essere fatto nel periodo feriale retribuirlo degnamente e doverosamente…Parole al vento…

Collaboratori scolastici: nel lockdown sono rimasti pressoché con le mani in mano..In ogni luogo di lavoro normale, ai dipendenti delle aziende chiuse si è imposto di ricorrere alle ferie. E perché a loro no? Vale ovviamente anche per gli insegnati che non hanno svolto alcuna attività…Ci volevano provvedimenti legislativi e concertazione con le rappresentanze sindacali? Certo che si. Ma che giustificazione è questa?

Terzo dato: le risorse umane e materiali. Come in tanti altri settori e in particolare quello della sanità, il covid ha evidenziato la fragilità e l’ ìnadeguatezza del nostro sistema scolastico. Per le carenze logistiche degli edifici. Per i tagli e la mancanza di investimenti dei tanti governi che si sono avvicendati da molto tempo. “….si deve parlare di edilizia scolastica, digitalizzazione dell’insegnamento, e formazione degli insegnanti…..com’era stato fatto con La buona Scuola del 2015”,continuano a scrivere la Bellucci e Fabbrani. Tutto giusto. E’ quel parlare che stona. Il tempo delle parole è finito. Ora è tempo di agire. Specialmente per chi siede sui banchi del governo! Perché? Per due buoni motivi: rimanere alle parole vuol dire non riaprire. E secondo: rispetto al 2015 ora le risorse per dare “gambe” a quelle parole ci sarebbero. Uso il condizionale perché non ho ben capito quale sia la forma con cui finanzieranno  le grandi somme destinate alla Scuola. Scostamento di bilancio- e questo è chiaro. Ma coperto come? Recovery Fund? No perché i fondi saranno utilizzabili solo dal 2021. Mes? No perché i 5Stelle non vogliono. Morale: il covid, come ho già detto in un articolo precedente; può anche essere letto come “una provvida sventura”. A patto che dalle parole si passi ai fatti. Su questo e su tanti altri provvedimenti enunciati dal governo. Troppo spesso rimasti alla verbosità dei proclami o lettera morta di decreti inattuati.

Quarto ed ultimo dato. Che i problemi siano tanti, da quelli incancreniti, agli inediti, ai complessi… nessuno credo possa negarlo. Dopodiché anziché caricarsi sulle spalle le responsabilità come forze politiche e sindacali, insegnanti, operatori scolastici, genitori, che facciamo? Tiro al bersaglio sull’Azzolina, ministra grillina incompetente e populista! In altre parole abbiamo trovato il capro espiatorio e liberato la nostra cattiva coscienza. Eh no!…Così non andiamo da nessuna parte. Dal 1946 ad oggi abbiamo avuto più di 70 ministri alla P.I: tutti rigorosamente democristiani fino al 1998 con sole 4 eccezioni. Un feudo/roccaforte democristiano spartito tra le sue correnti e sparito con il crollo del partito. Dopodiché la carica ministeriale è stata affidata a tecnici, intellettuali, ricercatori e politici.  Anche di notevole spessore.  Ma con una caratteristica pressoché comune: non avevano mai messo un piede in una scuola E qualora questo fosse accaduto l’edificio riguardava o l’Università (Giannini), o il Politecnico (Profumo),  o l’Accademia (Carrozza). L’attuale ministra sfugge a questa “regola”: ha studiato conseguendo due lauree (Filosofia e Giurisprudenza), è stata insegnante liceale, ha conseguito la specializzazione nel Sostegno, ha fatto esperienza sindacale nel settore della conoscenza. Ma soprattutto una volta eletta in Parlamento si è battuta per aumentare le risorse al mondo della scuola. Senza alcun successo per le allora compatibilità di bilancio. Definirla incompetente e populista pertanto non mi pare essere la terminologia più appropriata.  Le manca la lucidità derivante dalla consapevolezza di possedere un progetto di cambiamento serio e concreto. Le manca un buon consulente alla comunicazione. Le manca un supporto adeguato dei tecnici del MIUR, Le manca la condivisione della responsabilità della maggior parte delle forze politiche e sociali. Le manca la condivisione degli insegnanti sui progetti di  rinnovamento della didattica attivando le competenze maturate in tante scuole italiane. Come la rete testimonia. Questo si… E francamente non mi pare poco..

Giorgio Grossi

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