HomeTurismoScuole al via il 31 agosto? Loretta Scaroni: “Così si danneggia il turismo romagnolo”

L’albergatrice ed ex assessora alle Attività Economiche di Bellaria: “Serve una riflessione approfondita”


Scuole al via il 31 agosto? Loretta Scaroni: “Così si danneggia il turismo romagnolo”


2 Giugno 2026 / Redazione

La proposta lanciata dalla Regione Emilia Romagna, di anticipare l’apertura delle scuole il 31 agosto (ad adesione volontaria), per dare una mano ai genitori nell’accudimento dei figli, continua a generare polemiche tra gli addetti ai lavori del turismo romagnolo.

 “L’ipotesi di anticipare l’apertura delle scuole al 31 agosto in Emilia-Romagna merita una riflessione approfondita – spiega Loretta Scaroni, albergatrice ed ex assessora alle Attività Economiche di Bellaria -. Da operatore turistico ed Amministratore locale, considero questa scelta un errore che rischia di produrre effetti negativi per un territorio che basa una parte fondamentale della propria economia proprio sul turismo”.

“Da anni si parla della necessità di allungare la stagione e di destagionalizzare i flussi turistici. Si investono risorse pubbliche e private per promuovere settembre come mese ideale per le vacanze, valorizzando il clima favorevole, gli eventi, l’enogastronomia e l’offerta del nostro territorio. Anticipare l’inizio dell’anno scolastico andrebbe però nella direzione opposta”.

“La realtà è semplice e sotto gli occhi di tutti. Le famiglie con figli in età scolare rappresentano una quota importante del turismo regionale e nazionale. Le loro scelte sono inevitabilmente condizionate dal calendario scolastico. Lo vediamo chiaramente ogni anno a giugno: il vero incremento delle presenze arriva soltanto dopo la fine delle lezioni. Questo dato dovrebbe bastare a far comprendere quanto il movimento turistico sia strettamente legato alla scuola” – sottolinea Scaroni.

“Se l’anno scolastico iniziasse il 31 agosto, molte famiglie sarebbero costrette ad anticipare il rientro dalle vacanze, rinunciando ai soggiorni di fine estate o riducendone la durata. Il risultato sarebbe un ulteriore indebolimento di settembre, un mese che già oggi fatica a raggiungere i numeri del passato e che rappresenta invece una risorsa fondamentale per alberghi, campeggi, stabilimenti balneari, ristoranti, negozi e per l’intero indotto turistico”.

“È difficile comprendere la logica di una decisione che rischia di penalizzare uno dei principali motori economici della nostra regione. In un periodo in cui le imprese devono affrontare costi sempre più elevati e una concorrenza internazionale crescente, servirebbero misure che favoriscano la permanenza dei turisti e non provvedimenti che potrebbero scoraggiarla”.

“Nessuno mette in discussione l’importanza della scuola e della qualità dell’insegnamento. Tuttavia, è legittimo chiedersi se qualche giorno in più di lezione possa davvero compensare il danno economico che una simile scelta potrebbe generare per migliaia di attività e lavoratori. La Romagna e gran parte dell’Emilia-Romagna vivono di turismo – continua l’albergatrice -.. Ogni decisione che incide sui flussi turistici dovrebbe essere assunta dopo un confronto con gli operatori del settore e con le realtà economiche del territorio. Prima di modificare un equilibrio consolidato sarebbe opportuno ascoltare chi ogni giorno lavora sul campo e conosce le esigenze delle famiglie e del mercato”.

“Se davvero vogliamo sostenere il turismo, l’occupazione e l’economia locale, la strada non è accorciare la stagione turistica, ma rafforzarla. E settembre, da questo punto di vista, non è un problema da ridurre, ma un’opportunità da valorizzare” – conclude Scaroni.