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Scuole chiuse, in Romagna è rivolta di sindaci e genitori

Sindaci in rivolta e genitori in subbuglio oer la chiusura delle scuole, nidi e materne escluse, che entrerà in vigore da domani con la provincia di Rimini, quella di Ravenna e il cesenate  che diverranno zona “arancione scuro”.

I sindaci di Bellaria Igea Marina, Gatteo, Sarsina, Verghereto, Novafeltria, Casteldelci, San Leo, Talamello, Coriano e Morciano hanno condiviso un appello alla Regione; vi hanno poi aderito Riccione, Montefiore, Bagno di Romagna: tutte amministrazioni di centrodestra o “civiche”.

“All’indomani dell’incontro della Regione con i sindaci di tutti i distretti, la situazione è tutt’altro che chiara.
Saranno “arancione scuro” da martedì e per due settimane anche i Comuni dell’Ausl Romagna delle province di Rimini, di Ravenna, di Cesena e il Rubicone, mentre rimane escluso il distretto di Forlì, in quanto unico territorio con numeri sotto la soglia di rischio”.

“Da ordinanza regionale, e”All’indomani dell’incontro della Regione con i sindaci di tutti i distretti, la situazione è tutt’altro che chiara.
Saranno “arancione scuro” da martedì e per due settimane anche i Comuni dell’Ausl Romagna delle province di Rimini, di Ravenna, di Cesena e il Rubicone, mentre rimane escluso il distretto di Forlì, in quanto unico territorio con numeri sotto la soglia di rischio”. non dei singoli sindaci che avevano richiesto la possibilità di diversificare le misure a seconda dell’andamento pandemico sul proprio territorio, sarà predisposta anche la chiusura di tutte le scuole lasciando, però, invariata la frequenza in presenza per la fascia 0 – 6 anni e, a discrezione degli Istituti scolastici, dei bambini disabili che beneficiano del sostegno”.

“Pur preoccupandoci la situazione della bambina di undici anni attualmente ricoverata e intubata all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, questa decisione drastica della Regione ci risulta di difficile comprensione, anche perchè non suffragata da dati numerici che permettano di attribuire la responsabilità del contagio agli ambienti scolastici, mettendo, al contempo, migliaia di famiglie nella condizione di dover ricorrere all’aiuto dei nonni, categoria da proteggere maggiormente”.

“Noi sindaci della Romagna, considerando essenziale la tutela della salute pubblica delle nostre comunità, ma ben consapevoli che altrettanto importanti sono la tenuta psicologica delle persone e, in particolare, dei ragazzi fortemente provati da questa pandemia, stiamo sottoscrivendo un appello alla Regione affinché, ad un anno di distanza dall’inizio degli eventi pandemici, da ora in poi tre punti siano imprescindibili:

– la somministrazione prioritaria del vaccino al personale scolastico delle zone dichiarate “arancione scuro” o “rosse”, perché crediamo vadano immunizzate le persone che devono stare accanto ai nostri figli, in obbligo scolastico, e assicurare loro il diritto allo studio di cui lo Stato è garante;

– predisposizione di strumenti economici capaci di venire incontro alle esigenze delle famiglie che da domani dovranno organizzarsi tra i piccoli che resteranno a casa in DAD e il loro lavoro, anch’esso da tutelare soprattutto in questo frangente;

-che ci sia presto un confronto serio con la Regione che ci conduca ad un rapido ritorno alla didattica in presenza e in sicurezza, almeno per le scuole primarie, reputando questa sospensione un carico troppo gravoso sulle spalle dei nostri bambini, in termini di formazione e relazioni, e per le famiglie in generale.
È ormai un anno che chiediamo ai nostri cittadini sacrifici, dobbiamo poter comprendere qual è il piano di tutto questo.

Al momento sembra mancare una visione e, dopo un anno di pandemia nella gestione della nostra amministrazione quotidiana, tutto questo ci sembra alquanto problematico”.

Ma anche fra i genitori cresce lo scontento e in molti si dicono già pronti a scendere in piazza o a proclamare scioperi, rifiutando la didattica a distanza per i loro figli.

Si legge in uno di questo appelli che stanno facendo il giro dei social:

Gentile Presidente Bonaccini,
Veniamo a sapere che ancora una volta le Regioni propongono la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e il ricorso alla DAD al 100% mentre contemporaneamente chiedono una riapertura delle attività economiche. È inaccettabile che il nostro Paese e la nostra Regione possano prendere una decisione che FA PAGARE AGLI STUDENTI IL PREZZO DI UNA MANCATA E PIANIFICATA GESTIONE DELLA PANDEMIA.
La esortiamo piuttosto a compiere scelte politiche per CONSENTIRE AI BAMBINI E AI RAGAZZI LA DIDATTICA IN PRESENZA. Le stiamo chiedendo quindi di NON OPERARE ULTERIORI RESTRIZIONI SULLA SCUOLA MA DI LAVORARE PER GARANTIRNE L’APERTURA.
L’Emilia Romagna può e deve essere un modello per le altre regioni italiane e in linea con le politiche europee e le indicazioni dell’OMS EUROPA nel considerare LA CHIUSURA DELLE SCUOLE COME ULTIMA ED ESTREMA MISURA!

Le scuole non meritano di essere chiuse. Con la presente, che inviamo anche al Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza e all’assessore all’Istruzione, La invitiamo a seguire la linea di GARANZIA DEL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE IN PRESENZA. Noi docenti, studenti, genitori emiliano-romagnoli riuniti nel movimento Priorità alla scuola LE CHIEDIAMO DI TUTELARE IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE, QUELLA VERA, IN CLASSE, IN PRESENZA! Il diritto all’infanzia e all’adolescenza include anche il DIRITTO AD ANDARE A SCUOLA.
Anche questa volta ci faremo vedere in piazza uniti, pacifici, ma fermi nella nostra richiesta a tutela di un unico diritto: ANDARE A SCUOLA. IN PRESENZA!”.

Altri hanno annunciato una “piccola manifestazione” di fronte al Comune di Bellaria per domani, martedì 2 febbraio,, salvo poi comunicare  di attendere ulteriori informazioni in quanto non erano riusciti ad organizzarsi.

A Santarcangelo alcuni genitori si dicono prnti a chiedere l’autorizzazione alla Questura per manifestare giovedì pomeriggio. Mentre c’è chi si è rivolto “all’ avv. Maria Virgilio di Bologna che ha già fatto e vinto una causa analoga (relativamente alle scuole superiori) nel gennaio 2021”. Lo stesso annuncia dalle pagine del Resto del Carlino Annalisa Calvano, mamma e portavoce del movimento che in gennaio portò in piazza Cavour la protesta degli zaini vuoti: “Leggeremo attentamente l’ordinanza e valuteremo il ricorso al Tar come era stato fatto nel gennaio scorso”.

Altri ancora hanno condiviso sul gruppo Facebook “Tutti a scuola” un appello allo “sciopero generale di genitori e studenti”, ma in questo caso è stato un rappresentante del “Comitato #lascuolaascuola che fa riferimento alla pagina La Scuola a Scuola ed al relativo sito” a invitare a otrganizzarsi con più ordine in modo da diffondere informazioni corrette.

 

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