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Scuole, la ripartenza a Rimini dalle elementari alle superiori (FOTO)

L’ultima campanella aveva suonato lo scorso 21 febbraio. Era la fine del primo quadrimestre, nel cuore dell’inverno e all’indomani il governo avrebbe decretato la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.  Si procedeva, in un Paese disorientato dalle prime centinaia di casi accertati di contagio di coronavirus, in una lenta marcia di avvicinamento a tappe verso il lockdown, che i riminesi hanno conosciuto qualche giorno prima dell’intero Stivale. Il primo passo fu la chiusura degli istituti.

Questa mattina, dopo quasi sette mesi, la campanella è tornata a suonare e le scuole – le prime a chiudere e le ultime a riaprire– sono tornate operative in presenza in 13 regioni italiane. C’è anche l’Emilia Romagna e in Provincia di Rimini, questa mattina, circa 25.000 studenti sono tornati tra i banchi di scuola. Una scuola rivoluzionata, con i distanziamenti entrati sin dalla prima ora a regolare la vita quotidiana di studenti, professori e bidelli. Ma non solo, perché la nuova routine comincia già prima dell’ingresso in aula.

A casa, per gli studenti della fascia 0 -14 anni, che da oggi faranno colazione termometro alla mano. E, per tutti sugli autobus, tra distanziamenti, mascherine obbligatorie e capienza dei mezzi ridotta all’80%.

Al bus terminal del centro studi della Colonnella di Rimini, la differenza rispetto a un anno fa è stata tangibile. Nessuna ressa alle fermate e capienza ridotta rispettata a bordo dei mezzi. Gli autobus impiegati sulle corse più frequentate, in particolare quelle della linea 9 o della linea 4, si sono attestati alle fermate scaricando poche decine di studenti scesi dai bus con la mascherina ben calcata sul naso e sulla bocca. Alcuni ragazzi hanno preferito toglierla dopo alcuni passi verso gli istituti della zona. Al liceo scientifico Einstein e all’Istituto Belluzzi sono stati aumentati i varchi di entrata, separati da quelli di uscita e gli ingressi sono stati scaglionati.

La campanella ha suonato per tutti alle 8 ma gli studenti sono stati accompagnati a scuola a piccoli gruppi. Inevitabili – va detto – gli assembramenti di fronte agli ingressi al di fuori del recinto delle scuole con molti studenti che hanno preferito indossare la mascherina d’ordinanza e altrettanti che ne hanno fatto a meno ma quando i professori hanno chiamato i singoli gruppi per procedere con l’ingresso a scuola tutti si sono ricordati di indossarla, varcando il cancello in fila ordinata. Pochi i genitori presenti. Qualcuno ha scelto di immortalare la scena scattando foto o girando qualche breve video con lo smartphone, ma senza creare capannelli.

Alle scuole elementari Edmondo De Amicis e alle scuole medie Alfredo Panzini dell’istituto comprensivo del centro storico di Rimini a regolare i flussi di ingresso ci hanno pensato i volontari della protezione civile, attrezzati con una scorta di mascherine nell’eventualità che qualche studente l’avesse dimenticata a casa. Tre gli ingressi preposti all’entrata degli studenti mentre gli stessi volontari della protezione civile hanno ricordato ai genitori che hanno accompagnato i figli a scuola di non creare assembramenti. Una prescrizione per lo più seguita anche grazie ai richiami dei tutori. Rispettate in linea generale anche le direttive che impongono ai genitori o ai parenti di accompagnare singolarmente i piccoli a scuola anche se qualche coppia di genitori non ha resistito a vedere entrare i propri figli nell’istituto. Fatto sta che tutti i genitori, nessuno escluso, ha indossato correttamente le mascherine anche quando la distanza canonica di un metro era stata rispettata, sia negli ambienti interni, che esterni.

All’Istituto Tecnico Roberto Valturio di Rimini, nella mattinata di oggi sono entrati solo gli studenti delle classi 1° – 2° e 3° . “Domani entreranno solo le 4° e le 5° – spiega la preside Daniela Massimiliani – questo per far capire a tutti gli studenti le nuove regole. Li sto incontrando personalmente tutti”. Per entrare nell’edificio sono stati predisposti ben 7 varchi e i ragazzi dovranno seguire percorsi diversi, suddivisi in base a un colore che troveranno indicato in un cartellino personale di riconoscimento. “Così sanno dove entreranno e da dove usciranno. Oggi sta andando tutto molto bene ma le prove generali andranno in scena mercoledì quando avremo l’istituto al completo“.

 

Al liceo Classico Giulio Cesare spicca, fuori dal cancello principale un cartellone che indica con colori diversi i percorsi differenziati di ingresso di uscita per gli studenti. Cinque i varchi di entrata e di uscita dai diversi lati dell’edificio.

Il cartellone che indica i diversi percorsi da seguire agli studenti al Liceo Classico Giulio Cesare.

A pochi passi dal Liceo Classico, al Ceis, il centro educativo italo – svizzero, è andata in scena una grande festa inaugurale per i bimbi e i genitori con i piccoli studenti seduti a debita distanza negli ampi spazi aperti dell’istituto.

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