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Sei cuccioli trovati abbandonati con il muso legato a Coriano

Due cittadini residenti in Valmarecchia, una donna di venticinque e un uomo di cinquantuno anni sono stati indagati per il reato di maltrattamento di animali dopo il ritrovamento di sei cuccioli di pastore maremmano in un bosco nei pressi di Mulazzano a Coriano. La scoperta risale all’11 giugno quando alcuni passanti chiamarono i carabinieri forestali dopo essersi imbattuti in cinque cuccioli abbandonati. Avevano il muso avvolto nel nastro adesivo, ed uno di loro era già morto, mentre gli altri erano in pessime condizioni di salute.

L’indagine a carico dei due cittadini – che non sarebbero fidanzati o legati da rapporti di lavoro o amicizia – è legata alle analisi del sangue effettuate sui cani. E’ emerso che i due posseggono in tutto quattro esemplari di pastore maremmano puro sangue. Tre sono del cinquuantunenne, uno è della giovane che lo aveva acquistato tempo fa proprio dall’uomo. Le analisi hanno fatto emergere un rapporto di parentela tra i cuccioli e due cani posseduti dai due indagati che in virtù dell’articolo 415 bis potranno comparire in tribunale per difendersi e depositare una memoria.

Entrambi si dichiarano estranei ai fatti. In più è emerso che il pastore maremmano della ragazza – una femmina – non è legata da rapporti di sangue con i cuccioli. Tutti e quattro i cani – compresi quelli – del cinquantunenne vivono però in un casolare di Poggio Torriana di proprietà dell’uomo.

“La mia assistita – spiega il legale della venticinquenne Enrico Graziosi – si dichiara estranea ai fatti ed è anche un amante degli animali, dispiaciuta per quel che successo ai cuccioli”.  La difesa non esclude che i cuccioli sarebbero dovuti finire in carico ad un agricoltore di Coriano e che qualcosa sia andato storto.

Nei mesi precedenti alla vicenda dei piccoli abbandonati il suo pastore maremmano era stato prelevato dal canile dopo un morso inferto a un passante. Durante i sopralluoghi avvenuti il 10 giugno era stata notata la presenza di uno dei cuccioli – per la Procura uno dei cuccioli che sarebbero stati trovati il giorno dopo – all’interno del casolare di Poggio Torriana. Qui durante le indagini gli inquirenti avrebbero riscontrato la presenza fissa della donna, che rispondeva sempre al citofono e che avrebbe addirittura litigato con il cinquantunenne per questioni legate al cibo dei cani.

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