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Servizio civile, domande solo on line “ma poche per fare assistenza”

Linda Pellizzoli, progettista e operatrice di Arci Servizio Civile Rimini APS, racconta l’andamento del bando di Servizio Civile 2019, pubblicato il 4 settembre e in scadenza il 10 ottobre alle ore 14:00. Due le novità di quest’anno: le domande si presentano solo online con credenziali SPID sulla piattaforma DOL accessibile dal sito del Dipartimento delle Politiche Giovani e del Servizio Civile Universale www.serviziocivile.gov.it e le ore sono ridotte da 30 settimanali a 25, con compenso mensile pari a euro 439,50.

Linda Pellizzoli

Mancano pochi giorni al termine del bando. Come procede la raccolta delle candidature?

«La novità introdotta quest’anno, ovvero la presentazione delle domande esclusivamente online, è un’esperienza del tutto nuova anche per noi. Non c’è più fila alla porta per consegnare le domande, ogni mattina ci connettiamo al portale e scopriamo quanti sono i nuovi aspiranti operatori volontari. Per quanto ci riguarda, le domande stanno arrivando in modo costante, ne registriamo in media 4 al giorno. Eppure non sono abbastanza e soprattutto non sono distribuite in modo equo fra i progetti. In questi giorni ci stiamo interrogando molto sul perché e sul modo in cui il Servizio Civile viene comunicato».

In che senso?

Del Servizio Civile non si parla abbastanza, se non nel periodo del bando, e di solito lo si fa con una retorica che poco ci appartiene. È certamente vero che il Servizio Civile è “una scelta che cambia la vita, tua e degli altri”, come ricorda lo slogan del Dipartimento, ma ci pare un modo parziale di descrivere questa esperienza. Dal nostro punto di vista, nei nostri progetti, e considerando anche quanto sia importante e proficuo il rapporto fra gli enti che si occupano di Servizio Civile e le realtà del Terzo Settore, questa esperienza è un modo per entrare in contatto con la comunità in cui si vive, con organizzazioni, persone e situazioni diverse, che possono essere da stimolo per aprirsi a nuove strade e a nuove prospettive. Non bisogna dimenticare inoltre che si tratta di un anno estremamente formativo, non solo perché nei nostri progetti ci sono circa 120 ore di formazione, generale sul Servizio Civile e specifica in relazione al progetto scelto, ma anche perché ogni giorno si impara qualcosa di nuovo. Può sembrare banale ma essere inseriti in un ambiente di lavoro, collaborare e lavorare in gruppo, condividere obiettivi sono insegnamenti fondamentali per affacciarsi al mondo del lavoro in modo consapevole. Lo dimostra il fatto che negli anni, molti volontari sono rimasti in contatto con le associazioni per le quali hanno prestato servizio. Anche nel mio caso, ad esempio, le cose sono andate così».

Quindi anche tu hai fatto il Servizio Civile?

Sì, nel 2008/2009 in un progetto di Arci Servizio Civile, con l’associazione Arcobaleno. Mi dedicavo alle stesse attività che ancora oggi i giovani in servizio in quel progetto sono chiamati a svolgere: lezioni di lingua italiana a cittadini stranieri, segreteria organizzativa della scuola di italiano, laboratori pomeridiani di aiuto compiti nelle scuole primarie e secondarie di I grado. Ma oltre a tutte queste attività, l’anno di Servizio Civile ha rappresentato l’opportunità di conoscere l’ambito del sociale a Rimini. Ero da poco laureata in Relazioni internazionali, indecisa su se e come proseguire nella mia formazione. Dopo quell’anno, le cose sono andate velocissime: in dieci anni ho avuto diverse esperienze lavorative, mi sono laureata in Sociologia e da due anni mi occupo della progettazione per Arci Servizio Civile Rimini e sono certa che non sarei mai arrivata qui, né a scoprire tante cose di me stessa se non avessi fatto il Servizio Civile. E conosco tante persone che sarebbero pronte a dichiarare lo stesso, tanti colleghi e colleghe di associazioni socie o con le quali collaboriamo condividono con me la stessa esperienza».

Tornando alla questione della non equa distribuzione delle domande sui progetti, puoi dirci qualcosa di più?

Certamente, la piattaforma consente a tutti di vedere il numero di candidature pervenute sui singoli progetti. Mai come quest’anno, registriamo una carenza di domande nel settore dell’assistenza. Noi abbiamo a disposizione tre progetti in questo ambito: uno rivolto agli anziani, uno ai disabili e uno a persone affette da tossicodipendenze. Nell’ultimo anno abbiamo lavorato molto con la nostra rete associativa per poter proporre progetti di assistenza che fossero altamente formativi e qualificanti. Ma purtroppo la risposta da parte dei giovani è debole e vediamo lo stesso andamento per i progetti di altri enti nello stesso ambito».

Cosa intendi quando affermi che i progetti di assistenza sono formativi e qualificanti?

Credo che i progetti di assistenza siano considerati da qualcuno come l’ultima spiaggia perché spesso non ci si prende il tempo necessario per leggere bene la descrizione delle attività o delle figure professionali con le quali ci si troverà a collaborare. Essere operatore in un progetto rivolto agli anziani o ai disabili, ad esempio, non significa passare le giornate a occuparsi dell’igiene personale o dei pasti degli utenti delle strutture, anzi! Non sono previste attività di questo tipo. I giovani sono impegnati in attività di animazione, di stimolazione della memoria, raccolta delle storie di vita, compagnia, supporto nelle attività laboratoriali, il tutto a contatto con i professionisti degli enti. E anche la formazione specifica è tenuta da professionisti del settore e pensata per dare ai volontari gli strumenti adeguati per stare con i beneficiari, capire come ci si relaziona con loro, anche in considerazione, ad esempio, delle patologie più frequenti. Per fare un esempio di formazione qualificante, dallo scorso anno nel progetto dell’ASP Valloni Marecchia abbiamo introdotto nella formazione specifica un corso con il quale i ragazzi conseguono l’attestato di alimentarista».

Quali sono gli enti che realizzano i progetti di assistenza sul nostro territorio?

Il nostro progetto di assistenza anziani, Generazioni in dialogo, è realizzato dalle associazioni Alzheimer a Rimini, Auser a Rimini e Riccione e, per il primo anno, dalla cooperativa Formula Servizi alle Persone, nella sede di CRA Pullé a Riccione. Quello dell’ASP Valloni Marecchia, Un anziano per amico, oltre alla sede di Casa Valloni, ha posti a Rimini all’Istituto Maccolini, al Comune di Montescudo Monte Colombo e all’associazione MPA a Cattolica.
Con il nostro progetto sulla disabilità Diversabilità, mettiamo a disposizione posti al Comune di Coriano, all’associazione Io Centro di Misano, alla UILDM a Rimini e in due strutture a San Clemente e Montescudo Monte Colombo gestite da Formula Servizi alle Persone. Collaboriamo anche con i Comuni di Bellaria Igea Marina, Cattolica e Misano per il progetto Oltre i limiti – seconda edizione, di cui è capofila la cooperativa Il Millepiedi.
Anche i nostri colleghi di Arci Servizio Civile Cesena hanno a disposizione alcuni posti sulla nostra provincia nei progetti di assistenza anziani e disabili. Oltre a questi, quest’anno abbiamo progettato con la Cooperativa Cento Fiori nell’ambito delle dipendenze. Anche In-dipendenza sarà un progetto altamente qualificante e formativo, credo soprattutto per chi si sta formando nell’ambito. Sarà interessante vedere come i volontari collaboreranno con i professionisti e gli utenti della Comunità terapeutica di Vallecchio».

Quali sono gli altri ambiti nei quali operate?

Abbiamo prevalentemente progetti nell’ambito della promozione culturale. Collaboriamo da anni con Santarcangelo dei Teatri, Motus, Arboreto, Arcipelago Ragazzi, Riccione Teatro, Movimento Centrale e Giardini Pensili per la realizzazione di progetti nel settore del teatro e delle arti visive. Con le biblioteche comunali di Coriano, Gemmano, Morciano e Saludecio e l’Istituto Storico di Rimini abbiamo un progetto finalizzato alla cura e conservazione delle biblioteche, con UISP Rimini e il Circolo Nautico di Cattolica uno sulla promozione dello sport, con le associazioni Arcobaleno ed Educaid, le cooperative Pacha Mama, Cento Fiori ed Eucrante e l’Istituto di Scienze dell’Uomo un progetto sull’accoglienza di cittadini stranieri e la cooperazione internazionale. Con il CEIS realizziamo un progetto di tutoraggio scolastico in favore di bambini con disabilità. E da quest’anno abbiamo riattivato una collaborazione importantissima: quella con l’Università di Bologna Campus di Rimini, con un progetto che rappresenta un’altra bella sfida per il prossimo anno di Servizio Civile».

Per informazioni sul bando e sui progetti di Arci Servizio Civile Rimini APS:
viale Principe Amedeo 11, 21/e – Rimini
0541.791159 – rimini@ascmail.it
www.arciserviziocivile.it/rimini

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