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“Sì alle pale”, “No solo fotovoltaico”: l’eolico spacca gli ambientalisti di Rimini

Eolico sì, eolico no. Le pale spaccano gli ambientalisti, tanto più quelle che un progetto prevede nel mare al largo di Rimini.

Da una parte Aps Basta Plastica in Mare ribadisce il suo no, cher era sto condiviso da tutti i sindaci della costa, chiedendo di puntare tutto sul solare fotovoltaico. E senza megaimpianti, meno che mai con pannelli galleggianti in mare.

Dall’altra Europa Verde, che invece giudica il mettere ancora un dubbio l’eolico in mare “anacronistico e fuori luogo” mentre “urge sbloccare tutti i progetti di fonti rinnovabili”.

La posizione di Aps Basta Plastica

Aps Basta Plastica in Mare chiede a gran voce al mondo della politica di non abdicate al proprio ruolo, relegandosi alla condizione di improvvisare misure d’emergenza, rinunciando a una visione lungimirante e alla capacità di programmazione per la quale è deputata.

Il contesto nazionale
La guerra in atto in Ucraina ha reso ancor più drammatico e urgente l’approvvigionamento energetico del nostro paese, in una situazione nazionale carente per programmazione e uso razionale delle risorse, si riscopre il carbone e si rialimentano le trivellazioni in mare. In momenti come questi – ai quali ci siamo fin troppo abituati – le soluzioni emergenziali hanno il sopravvento sulle più razionali capacità di pianificare e programmare nel medio-lungo periodo, ottimizzando i consumi e senza sprecare preziose risorse naturali (mare, campi e colline).
Il contesto locale.

Nei giorni scorsi i Sindaci della Provincia di Rimini insieme al Presidente Bonaccini hanno sottoscritto il “Patto per il lavoro e per il clima” (giunto tardivamente rispetto alle premesse regionali datate dicembre 2020) che pone in una prospettiva ragionevole e complessiva le necessità energetiche provinciali. Nel contempo diverse voci della politica stanno tornando a parlare della possibilità di realizzare un impianto eolico al largo della costa riminese che, a partire dalla netta posizione dell’associazione Basta Plastica in Mare, aveva portato la quasi totalità degli enti locali e delle forze politiche a esprimere una valutazione estremamente negativa e contraria al progetto di realizzazione della “Centrale eolica offshore Rimini” (330 MW), in ragione della dimensione eccessiva e degli impatti estremamente negativi a essa correlati.

La proposta.

In anticipo e sintonia con la recente affermazione del Presidente di RER Stefano Bonaccini, l’opinione di APS Basta Plastica in Mare, è che la soluzione ai problemi energetici della provincia di Rimini debba poggiare principalmente sull’utilizzo del sole, attrezzando i tetti di tutti gli edifici, a qualsiasi uso deputati e in qualsiasi contesto, con pannelli fotovoltaici, secondo un principio da decenni affermato e ormai da tutti condiviso che “Locale è globale” e “Globale è locale”.

Un principio che afferma la necessità di affrontare e risolvere i problemi localmente, applicando i principi dell’impronta ecologica a ogni territorio, senza cercare improbabili e dannose soluzioni delegate a soggetti che non hanno come obiettivo la sostenibilità ambientale, sociale ed economica di un territorio, ma che perseguono finalità di tipo industriale e di, seppur lecito, profitto. Altro che “nimby o dire no a tutto”: sono sciocche le affermazioni di qualcuno rivolte alla nostra associazione ambientalista, così come troviamo inopportuno che un segretario di partito capovolga il parere espresso dai primi cittadini di tutto il territorio con in testa (il suo del Pd) Andrea Gnassi, sindaco di Rimini fino a ottobre 2021.

Già due anni orsono nel redigere le osservazioni contrarie in Capitaneria di Porto sui 60 piloni in mare (alti due volete il grattacielo di Rimini) la nostra APS Basta Plastica in Mare proponeva. Proposta tanto precisa e competente quanto inascoltata, come succede troppo spesso faccia la politica con la partecipazione attiva e responsabile. E già due anni sono passati a vuoto.

La soluzione che noi proponiamo è quella di realizzare una o più “Comunità energetiche locali”, capaci di generare una programmazione virtuosa, meglio se promossa dagli enti locali che, con ruolo di garanzia sul bene comune, sappiano mettere al centro politiche di autoproduzione e autoconsumo energetico; a partire dalla realizzazione di tetti fotovoltaici sugli edifici pubblici in rete con le attività produttive e gli edifici privati. Utilizzando il già consumato, non il mare coi pannelli solari galleggianti o i campi da coltivare.

Marco Zaoli, coordinatore scientifico dell’associazione ambientalista, ha calcolato che l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici del territorio riminese consentirebbe largamente un’autonomia energetica locale. E attualizzando a marzo 2022 aggiunge anche che: “Adesso il recepimento della Direttiva EU RED 2 (Renewable Energy Directive) individua regole e percorsi capaci di attuare pratiche virtuose nell’utilizzo di risorse rinnovabili, alla base del futuro energetico della UE. Col Gestore Servizi Energetici nazionale che affianca enti locali, imprese, comunità di autoconsumo locale di energia, con adeguati contributi economici, quando le finalità siano sostenere progetti di sviluppo da fonti rinnovabili ed efficienza energetica.

In questi giorni la stessa Provincia di Rimini, oltre ad aver approvato il “Patto per il lavoro e per il clima” sta affrontando questi temi cruciali con il “Piano Territoriale di Area Vasta” in cui sta impostando strategie che guardano in questa direzione, anche presentando casi di studio e di buone pratiche al riguardo che ci dicono possibile il raggiungimento di questi obiettivi entro due anni, con la messa in rete dei pannelli fotovoltaici installati sui tetti degli edifici.

La nostra Aps BPS chiede a gran voce al mondo della politica:

1. Si abbandonino proposte dannose e impattanti di mega-impianti sul nostro territorio e sul nostro mare.
2. Si promuova un tavolo di area vasta sulle energie rinnovabili, per le Comunità Energetiche locali e l’autoconsumo energetico.
3. I bei proclami non restino sulla carta. Insieme e fattivamente ci si metta seriamente al lavoro per rendere possibile il cambio di paradigma capace di attuare una reale transizione ecologica, a partire dalla condivisione delle risorse, nel rispetto del loro limite e nella responsabilizzazione delle comunità locali e dei singoli cittadini.

Per il Direttivo di Aps Basta Plastica in Mare Network

Manuela Fabbri, presidente
Massimo Fusini, vicepresidente
Marco Zaoli, coordinatore scientifico

La posizione di Europa Verde

“E’ terminata la conferenza programmatica di Europa Verde – Verdi , due giorni di confronto e approfondimenti che hanno coinvolto oltre 1.000 persone da Nord e Sud dell’Italia. Abbiamo negli anni costruito una grande e coesa comunità di persone che è capace di entrare nel merito dei problemi indicando le soluzioni perché studia e approfondisce. Di questo dobbiamo essere fieri. Noi intendiamo la politica come un progetto collettivo che vuole cambiare il paese per affermare con competenza la giustizia sociale e climatica, altri , non noi, ahimè pensano alla politica come strumento per affermare il proprio destino personale.

Le fonti fossili generano guerre, ecco perché abbiamo lanciato dalla conferenza programmatica la richiesta di sbloccare le autorizzazioni per le rinnovabili per liberarci dalla dipendenza dal gas , non solo quello russo.
Il ministro Cingolani ha denunciato che gli aumenti del prezzo dei carburanti sono una colossale truffa: sono d’accordo, ma ricordo che lui è un ministro della Repubblica, non un semplice cittadino che si limita a fare affermazioni, è ha il dovere di produrre atti di governo e siccome la truffa è un reato Cingolani ha il dovere di segnalare all’autorità giudiziaria le violazioni del codice penale di cui è a conoscenza.
L’aumento del prezzo del gas di questi ultimi mesi, che ha messo in ginocchio imprese e famiglie, non ha visto alcun provvedimento da parte del ministro Cingolani per fermare la speculazione dell’aumento dei costi del gas che dal prezzo di acquisto di 30 centesimi di € da parte delle società di distribuzione viene venduto alle famiglie ad oltre 1 euro a mc.

Dalla conferenza programmatica abbiamo ribadito la richiesta di tassare gli extraprofitti derivanti dall’aumento del prezzo del gas, che sono pari a 4 mld euro per il 2021 e la previsione per il 2022 è di 14 mld, perché questi soldi vanno restituiti a famiglie e imprese. Un ministro che dice che è inutile ridurre di 2 gradi il riscaldamento perché non c’è problema di approvvigionamento da gas russo perché ne importiamo tanto a tal punto che lo esportiamo, deve cambiare mestiere e dimettersi. Il risparmio energetico deve essere alla base della politica energetica di un paese che vuole combattere il cambiamento climatico, ma ridurre il riscaldamento di 2 gradi e’ anche un gesto etico a sostegno del popolo ucraino perché ogni giorno la Russia di Putin incassa 1 miliardo di euro dall’Europa dalla vendita del gas con cui finanzia la guerra.

Alla nostra conferenza programmatica abbiamo presentato le nostre proposte che verranno pubblicate , ma che hanno l’obiettivo di creare lavoro, diminuire drasticamente i prezzi dell’energia.
I Verdi con Europa Verde-Verdi europei ci sono e sono una grande famiglia aperta, stiamo crescendo e il nostro obiettivo è molto più ambizioso del superare lo sbarramento elettorale perché vogliamo portare in parlamento una forza politica Verde, progressista, civica, solidale e femminista che si avvicini alle 2 cifre.”

Queste le parole del nostro co-portavoce nazionale Angelo Bonelli dopo la conferenza programmatica di Europa Verde dello scorso fine settimana a Roma, che ha visto, tra gli altri, ospite il segretario PD Enrico Letta il quale ha ribadito la necessità di un’alleanza verde, democratica, progressista, ecologista e femminista, tratteggiando il perimetro della nuova coalizione di centro sinistra in vista delle prossime elezioni politiche del 2023, tesi sostenuta anche dal sindaco di Milano Beppe Sala, già in giunta con il partito Europa Verde. Alla luce di tutto quello che sta succedendo a livello globale, tutti abbiamo compreso che non è più pensabile dipendere dall’energia importata da stati totalitari, Russia compresa. Risulta quindi anacronistico e fuori luogo il dibattito ancora in corso sull’opportunità di avere un parco eolico al largo delle nostre coste che contribuirà al fabbisogno energetico nazionale. Urge sbloccare tutti i progetti di fonti rinnovabili, Rimini può e deve contribuire alla causa, altrimenti risulterebbe discutibile la proclamata sensibilità ambientalista più volte sbandierata dall’attuale amministrazione.

Noi di Europa Verde Rimini confidiamo nella posizione possibilista assunta dal sindaco Jamil Sadegholvaad durante la campagna elettorale, sarebbe davvero un segnale importante, per il bene di tutti e di tutte e che darebbe anche seguito alle dichiarazioni unitarie di Letta e Bonelli.

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