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Silvia e Chiara: “E noi torniamo a fare le contadine a Viserba”

“Dalla Terra con Amore”. È questo il nome dell’azienda agricola aperta da due sorelle riminesi, a Viserba, poco più di un anno fa. Chiara (28 anni) e Silvia (35) Lappi hanno deciso di alimentare la passione per l’agricoltura, tramandata dai genitori. Queste due imprenditrici della terra, nel loro ettaro e mezzo, producono tutto senza usare né pesticidi e tanto meno prodotti chimici, insomma in maniera totalmente biologica ed è proprio da questo che nasce il segreto del loro successo.

Silvia, perché avete deciso di buttarvi in questa avventura?

«Abbiamo avuto la fortuna di nascere in campagna e di poter gestire insieme alla nostra famiglia la “Pensione Corallina”, a Torre Pedrera. Maurizio, nostro babbo, ha sempre avuto la passione della terra, tramandata dai nonni agricoltori, e un po’ alla volta ha organizzato l’orto in modo da  produrre frutta e verdure per i nostri clienti. Poi, improvvisamente ci ha lasciato e abbiamo dovuto chiudere, a malincuore, l’attività. Ma non potevamo abbandonare questo paradiso verde che abbiamo amato e a cui ci siamo dedicati senza risparmiarci mai. Così tra letture, corsi, studi e prove ci siamo buttate in questa nuova sfida».

Chiara, avete qualcuno che vi dà una mano?

«Solo io, mia sorella e nostra mamma, che ci aiuta curando la casa, perché non abbiamo proprio tempo».

Silvia, che cosa coltivate esattamente?

«Possiamo contare su una parte di frutteto, una di oliveto e una di campo aperto. Coltiviamo peschi, albicocchi, susini, ciliegi, fichi, cachi, melograni e produciamo anche olio. Nell’orto, a rotazione, piantiamo pomodori, zucchine, cetrioli, melanzane, peperoni, insalata, meloni e angurie, sia in serra che all’aperto. Coltiviamo tutto in modo totalmente naturale. Produciamo macerati con le erbe spontanee che servono come repellenti contro i parassiti. Concimiamo con letame, compost fatto da noi e prodotti organici e pratichiamo anche le consociazioni di diversi ortaggi che si aiutano a vicenda».

Chiara, a chi cedete i vostri prodotti?

«Quasi esclusivamente a privati».

Silvia, quanti ne producete all’anno?

«Non so quantificarlo, direi qualche quintale per ogni tipo di prodotto, più o meno».

Quale obiettivo vorreste raggiungere con la vostra azienda?

«Oltre alla passione che ci porta a prenderci cura delle piante ci preme molto diffondere il valore del rispetto della natura senza inquinare la terra che lavoriamo. L’importanza di riciclare e riutilizzare i materiali e di stimolare a consumare prodotti di stagione e, soprattutto, locali. Inoltre, usiamo imballaggi di recupero per contenere i prodotti, mai quelli di plastica. Ma la cosa ancora più importante è che il cliente deve avere piena fiducia nel venditore che propone i propri prodotti, coltivati con tanta fatica e soddisfazione, piuttosto che acquistarli  all’ingrosso e spacciarli per tali o per biologici».

Non ne avete solo uno, ma sono tanti gli obiettivi che vi siete prefissati…

«Eh sì. Ci piacerebbe anche che la gente non si fermasse all’aspetto di un frutto imperfetto ma che capisse invece e che andasse oltre e capisse che una pesca o un pomodoro un po’ ammaccato è comunque buon e forse più buono di altri, perché non ha ricevuta nessuna sostanza tossica. Troviamo anche importante la trasparenza e il dialogo col cliente che vorremmo ci fosse quando magari non soddisfiamo le aspettative. Oltre a questi obbiettivi etici e morali desideriamo, per ora, continuare su questa strada, sperimentando nuove piante, nuove tecniche, magari creare uno spazio apposito per aumentare la biodiversità e aiutare la natura a ristabilire un piccolo equilibrio».

Nicola Luccarelli

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