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Sindacati: “Riapertura scuole, in Emilia Romagna DAD rischio concreto”

A poco più di un mese dalla riapertura delle scuole, torna a levarsi l’allarme del sindacato su classi pollaio, ritardo nella campagna vaccinale e supplenze temporanee. E’ tutto nella presa di posizione di Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e Gilda regionali.

In Emilia Romagna, sottolinea il sindacato, il numero degli studenti “resta pressoché lo stesso dello scorso anno (circa 544.000 di cui oltre 19.500 con disabilità certificate). Con una differenza: che aumentano in modo importante gli studenti delle superiori (+1.200 Bologna, +900 Modena, +200 Piacenza, +300 Ferrara) mentre calano quelli del primo ciclo. Un dato solo apparentemente non significativo ma che invece richiede un aumento di organico che non c’è se vogliamo anche solo prevedere la riduzione del numero degli studenti per classe”.

In queste ore, infatti, “sale la preoccupazione delle scuole perché non solo sono alle prese col problema degli spazi (da reperire) ma anche con un numero davvero troppo elevato di alunni per classe, fino a 30. E non sono casi isolati”. Come fanno sapere i rappresentanti dei lavoratori della scuola “arrivano segnalazioni ovunque, da Piacenza a Rimini. E l’amministrazione non ha soluzioni perché mancano le risorse e la possibilità di adeguare l’organico alle esigenze di fatto che sono più stringenti a causa dell’emergenza sanitaria che sicuramente ci accompagnerà ancora per tutto il prossimo anno”. Una situazione “inaccettabile”, secondo il sindacato. “Siamo in piena pandemia e il rischio che si torni alla scuola a distanza è molto concreto al di là dei proclami”.

Le sigle dei confederali, Snals e Gilda, invitano poi ad accelerare sulla campagna vaccinale, per quanto riguarda il personale scolastico (“che già ha risposto in grande parte”) ma anche gli studenti “che, ad oggi, risultano aver aderito al 17%”.

Per quanto riguarda gli organici, problema numero uno, in Emilia-Romagna il ministero “ha autorizzato l’assunzione di oltre 9.450 posti (che almeno nei fatti raddoppiano) che rappresentano il 18% dell’organico complessivo di circa 64.000 unità. Se si considera che ad oggi sono stati assunti poco più di 2.000 docenti a cui dovranno aggiungersi circa 600 posti tra infanzia e primaria e altri 500 circa dei concorsi Stem in via di definizione. A conti fatti, saranno almeno 5.000 i posti non coperti che andranno a a supplenza a cui si aggiungeranno per essere ottimisti, altrettanti posti liberi per supplenze brevi”. Una situazione “davvero critica”.

Circa il 28-30% dei posti “non solo andrà a supplenza ma il rischio che si corre è che le graduatorie siano prive del personale necessario, per mancanza di un’adeguata politica del reclutamento frutto di scelte errate, miopi e di una puntuale programmazione”. Inizio d’anno in emergenza anche per il sostegno: “Aumentano gli studenti con disabilità di oltre 500 su un totale complessivo di 19.500 unità (+2,75%) ma le deroghe di posti assegnate sono le stesse dello scorso anno, con il conseguente aumento del rapporto alunni/docenti. Questo determina già da ora preoccupazione e caos nell’organizzazione del servizio che non potrà essere adeguato alle esigenze dei ragazzi”.

Infine, nel decreto sostegni bis appena approvato “non è stato adeguatamente finanziato l’organico cosiddetto ‘Covid’ (in Emilia Romagna sono stati attivati circa 7.000 posti lo scorso anno) che dovrebbe essere da supporto per far fronte alla situazione pandemica. Si potrà, infatti, solo utilizzare ciò che è residuato dello scorso anno (350 milioni a fronte di 1,850 miliardi dello scorso anno) per il medesimo organico e conferire supplenze solo fino al 30 dicembre”.

(Agenzia DIRE)

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