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Sindaco in camicia nera, Sacchetti (Pd): “Prefetto di Rimini intervenga”

Il caso del sindaco di Pennabilli in camicia nera è ormai nazionale e ora il segretario provinciale del PD chiede l’intervento del Prefetto di Rimini.

“Il moto di sdegno, deplorazione e vergogna è stato per fortuna fragoroso – sottolinea Filippo Sacchetti – e il post a stampo palesemente fascista intitolato “E’ tempo di riconsegnare la divisa ma non deporrò mai le armi” del sindaco di Pennabilli Mauro Giannini (Prima che Facebook giustamente lo rimuovesse all’inizio si leggeva “Quando sono partito per servire la bandiera avevo solo un credo e la camicia nera”, lo scritto si concludeva con “Il mio pensiero va a tutti i camerati presenti e morti…” e nella risposta a un commento il primo cittadino spiegava “Sono nato con la camicia nera e morirà con la camicia nera”) è rimbalzato su tutti i media nazionali”.

Ora Sacchetti lancia una sorta di appello all’ufficio territoriale del governo: “A questo punto riterremo quantomeno auspicabile un intervento della Prefettura in materia. E speriamo altrettanto che il sig. Prefetto vorrà accettare l’invito ad un incontro presentato in data 3 ottobre dal gruppo di minoranza di Pennabilli ORIZZONTE COMUNE”.

E il segretario PD aggiunge un richiamo alla storia: “Pennabilli è conosciuta in tutto il mondo per “il mondo di Tonino Guerra”, le sue opere, i film che ha sceneggiato, la sua poesia, il suo sguardo sul mondo. Tonino la barbarie e l’atrocità del regime nazifascista l’ha provata purtroppo sulla sua pelle venendo internato in un lager ma riuscendo poi per fortuna a tornare libero a differenza di milioni di persone che in quel posti maledetti ci sono morte. Da internato iniziò a scrivere poesie in dialetto perché i suoi compagni dicevano che gli ricordavano casa. Dopo la fine del conflitto mondiale, avendo conservato le poesie composte nel campo, le fece leggere a Carlo Bo, che ne rimase piacevolmente colpito. Il docente (e futuro rettore) riconobbe in esse «una volontà di pulizia interiore, un senso esatto delle cose e delle voci». Guerra decise dunque di pubblicarle, a sue spese. La raccolta s’intitolò I scarabocc (Gli scarabocchi); lo stesso Bo ne firmò la prefazione”.

“Attualmente a Pennabilli nel palazzo del bargello c’è una mostra sulla relazione tra Guerra e Bo. Consiglierei al sindaco una visita alla mostra e delle scuse per il ruolo che ricopre e per aver denigrato con le sue affermazioni questo pezzo di storia della sua comunità”, conclude Sacchetti.

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