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QUALCUNO HA TROVATO LA FONTE DELL’ETERNA GIOVINEZZA

C’è un paese dell’entroterra riminese che è considerato a ragione la ‘Porta della Valconca’, un comune abbastanza ricco, ben tenuto e curato, dove si vive bene e dove sono insediate tante aziende prestigiose, del settore della moda e non solo.

Parliamo di San Giovanni in Marignano, paese di origini medievali, dominato fino ai primi del Cinquecento, come gran parte del territorio riminese, dalla Signoria dei Malatesta; e fu proprio Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini, che quando riorganizzò le difese del territorio, dotò il paese di San Giovanni di una nuova cinta muraria, con sei torrioni e due torri portaie con ponte levatoio, con lo scopo di difendere l’importante deposito di grano conservato nel sottosuolo del castello, ricco di fosse per la conservazione di cereali, che hanno attribuito a San Giovanni il nome, conservato ancora oggi, di “Granaio dei Malatesta”.

Dal dopoguerra ad oggi il governo della ridente cittadina marignanese è stato ininterrottamente e saldamente in mano alla sinistra, che ha espresso sempre una classe dirigente di tutto rispetto.

Tra i Sindaci che si sono avvicendati, ad esclusione ovviamente dell’attuale Morelli, ve ne è uno ancora molto attivo, che esprime probabilmente il record di longevità negli incarichi ricevuti e ricoperti di ogni ordine e grado: Gianfranco Cenci.

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Fu Sindaco dal 1985 al 1995, in seguito nominato da Ermanno Vichi Assessore della neonata Provincia di Rimini dal 1995 al 1999, e poi consigliere nello stesso ente dal 1999 al 2004.

Nel frattempo, dopo diversi anni, rientra ad occupare quel posto in pianta organica che ha sempre avuto nel Comune di Riccione, e da un anonimo ufficio del settore ambiente passa nella segreteria dell’allora Sindaco Daniele Imola, diventandone uno degli uomini più fidati. Tanto è vero che lo stesso sindaco riccionese ne caldeggia la candidatura alla Presidenza di S.I.S. spa (Società Italiana di Servizi), azienda nata nel 1995 a seguito della trasformazione del “Consorzio Potenziamento Acquedotti” in Società per Azioni; va a ricoprire il ruolo svolto per diversi anni dal riccionese Mario Masi.

Da quel momento inizia una vera e propria seconda giovinezza per il Cenci, che nel frattempo ricopre anche l’incarico di segretario cittadino degli allora Democratici di Sinistra, giusto per non farsi mancare nulla.

I mandati da Presidente della S.I.S. si susseguono: 2004, rinnovo nel 2007, poi nel 2010 e ancora nel 2013.

In molti si sono sempre chiesti, silenziosamente per la verità, perché nei DS diventati poi Partito Democratico non si facesse rispettare il principio statutario del limite del doppio mandato per gli incarichi pubblici dei propri appartenenti.

L’ultimo atto avviene nella scorsa primavera, quando a seguito della modifica dello statuto di S.I.S. che ha dato la possibilità di eliminare il Consiglio di Amministrazione ed introdurre la figura dell’Amministratore Unico, l’assemblea dei soci ha deciso che questo incarico dovesse essere ricoperto sempre ed ancora dal Sig. Cenci Gianfranco da San Giovanni in Marignano!

Decisione trasversale, trovata con l’accordo di tutti. O meglio, nonostante i tanti mal di pancia, mai espressi però pubblicamente e conditi dalle chiacchiere dei corridoi della politica, dove pare che tutti si siano scandalizzati dalla riproposizione dello stesso nominativo per l’ennesimo mandato, senza che però nessuno abbia avuto il coraggio mai, chissà perché, di fare scelte diverse e di svolta. Nessuno che dallo stesso Partito Democratico abbia mai osato dire nulla di nulla, dal livello provinciale a quelli comunali.

Solitamente la figura del Presidente di un Cda è ‘politica’ in quanto esprime le volontà dei soci che lo eleggono ed è il tramite tra essi e l’apparato tecnico dell’azienda guidato dal Direttore. Ma ove si opti per la figura dell’Amministratore Unico, solitamente la scelta ricade su chi ha anche competenze tecniche, e non è questo il caso (anche se è ragionevole pensare che dopo tanti anni una certa dimestichezza la si sia acquisita…).

Particolare non di poco conto, la compagine sociale di S.I.S. spa comprende i seguenti comuni nelle rispettive quote indicate: Comuni di Riccione (45,64%), Cattolica (26,87%), Misano Adriatico (16,30%), Gabicce Mare (2,16%), San Giovanni in Marignano (4,67%), Gemmano (0,06%), Mondaino (0,92%), Montescudo-Monte Colombo (0,89%), Montefiore Conca (0,16%), Montegridolfo (0,63%), Morciano di Romagna (0,57%), Saludecio (0,86%), San Clemente (0,26%).

E’ evidente che senza l’accordo col Comune di Riccione nulla si fa. Ed è chiaro che la riconferma di Cenci, nonostante il cambio di colore politico in quel di Riccione, suoni quanto meno ‘strana’. Se però si scava un po’ più a fondo tra le frequentazioni e i rapporti politici intrattenuti dal ‘Richelieu del Granaio’ tutto diventa più chiaro.

Tutti gli addetti ai lavori dell’ambiente politico e amministrativo sanno che intercorre un legame solido tra lui e Cristian Amatori, ex Pd, ex Capo di Gabinetto dell’ex Sindaco Massimo Pironi, bollato come ‘traditore’ quando la sera del ballottaggio a Riccione si fece immortalare in un’istantanea con l’allora neo eletto Sindaco Renata Tosi, attirandosi gli strali e le ire di tutti i piddini locali. Solo per la cronaca, è bene ricordare che il buon Amatori trovò poi la conferma nella squadra della Tosi nel ruolo di dirigente che ricopre tuttora.

I due Richelieu in salsa nostrana hanno sempre condiviso all’interno del partito la stessa frequentazione dell’area cosiddetta ‘liberal’, che vede nel Viceministro dell’economia Enrico Morando (renziano doc) l’esponente di punta, già appoggiato dal marignanese ai tempi del congresso dei Ds del 2001 quando ad affermarsi fu Piero Fassino.

Resta da capire perché il tanto sbandierato rinnovamento non debba mai riguardare chi nelle poltrone pubbliche di nomina politica ci siede da tempo, alla faccia della tanto acclamata “rottamazione” che ormai, è chiaro, è diventato solo uno slogan, a sua volta già rottamato.

Ultima nota di cronaca. Fino alla nomina dell’Amministratore Unico i compensi dell’ex Cda di S.I.S. spa erano i seguenti: 12.000 euro il Presidente e 3.600 euro cadauno i due consiglieri, per un totale spese di 19.200 euro (fonte: Bilancio S.I.S.spa); oggi l’Amministratore Unico percepisce un’indennità di 15.000 euro (fonte: sito web S.I.S. spa) e quindi è giusto affermare che i costi generali degli amministratori sono diminuiti. Ma lui, il sempreverde del Granaio, in quelle che da queste parti chiamano le ‘bascocce’, non vede calato un solo euro in meno, anzi, un bel 25% in più, che non risulta corrispondere all’attuale tasso di inflazione…

L’Arciunes

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