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SIS: non verranno più distribuite le riserve straordinarie. Fondate le critiche del PD

Nei giorni scorsi il Partito Democratico di Riccione ha sollevato dubbi e preoccupazioni circa la decisione assunta dall’assemblea soci di SIS spa di distribuire le RISERVE STRAORDINARIE della società di proprietà dei comuni della zona sud della provincia di Rimini che si occupa di amministrare le reti e gli impianti relativi al servizio idrico integrato, comprese le reti fognarie e gli impianti connessi ed accessori.

Il PD ha ‘denunciato’ la volontà, espressa in primis dal Sindaco di Riccione Renata Tosi, di intaccare tali riserve, pari a DUE MILIONI DI EURO, perché in tal modo si mette a rischio la possibilità che SIS possa intervenire efficacemente nella manutenzione e sugli investimenti, con tanto di diminuzione della qualità del servizio per i cittadini di tutto il territorio.

Inoltre, l’assemblea dei soci aveva autorizzato l’Amministratore Unico Gianfranco Cenci a sottoscrivere un contratto di FINANZIAMENTO BANCARIO per dotare la società stessa della liquidità necessaria alla distribuzione di questa riserva straordinaria; e lo ha fatto di fronte a un PARERE EVIDENTEMENTE NEGATIVO del Collegio dei Revisori dei conti della società, il cui Presidente puntualizzava che “indebitare la società per distribuire gli utili accantonati al fondo di riserva straordinaria debba essere attentamente ponderato e occorrerà prevedere le modalità e i mezzi attraverso i quali la società sarà in grado di far fronte a tale indebitamento, per non esporla al rischio di CRISI AZIENDALE”.

Ma vi è una grossa novità, rappresentata dal fatto che l’Amministratore Unico Gianfranco Cenci ha comunicato ufficialmente negli ultimi giorni ai soci “la volontà di sospendere il perfezionamento del contratto di finanziamento finché non sarà possibile predisporre un piano di rientro fondato su valori certi…”.

Tradotto in ‘soldoni’, quel rischio paventato di mettere in difficoltà l’azienda e il suo futuro come denunciato dal Partito democratico era fondato.

Oggi, probabilmente non casualmente, l’amministrazione comunale di Riccione comunica la volontà di discutere del futuro delle proprie partecipate in chiave di razionalizzazione delle stesse, perché il ‘piano A’ (lo smembramento) di fatto è saltato. Saremo vigili in futuro come lo siamo stati finora, affinché le principali aziende partecipate dal Comune di Riccione siano gestite con l’unico obiettivo di garantire servizi ai cittadini (Sis, Geat) e alla città (Palariccione).

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