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Sondaggio EMG: a Riccione è testa a testa con Angelini avanti

A Riccione è testa a testa, ma con Daniela Angelini in leggero vantaggio su Stefano Caldari. E’ il risultato del sondaggio EMG sulle elezioni comunali del 12 giugno e del ballottaggio, praticamente certo, di due settimane dopo.

L’indagine è stata svolta fra il 20 e il 24 maggio per conto dell’osservatorio EMG su un campione di 800 casi, “rappresentativo della popolazione comunale maggiorenne per sesso, età ed istruzione”, al 75% con metodo CATI e il restante con quello CAMI. Intervallo fiduciario delle stime: ±3,5%. I contatti cono stati 6.018 con 5.218 rifiuti, per un tasso di risposta del 13%. E’ l’ultimo sondaggio che può essere reso pubblico prima del voto.

Fra gli altri dati che spiccano, Claudio Cecchetto che non sfonda e il Movimento 3V più che dimezzato rispetto al recente voto di Rimini. Non mancano le sorprese nelle intenzioni di voto ai partiti, che sono state sondate anche nella prospettiva di elezioni politiche nazionali.

Si parte con il giudizio sulla passata amministrazione. Che è largamente positivo. Addirittura, se gli elettori del centrodestra promuovono Renata Tosi praticamente all’unanimità, il sindaco uscente è apprezzato pure da ben la metà di chi si appresterebbe a votare per Daniela Angelini.

E qui sta infatti la prima sorpresa. Nonostante quasi due riccionesi su tre siano contenti di quanto fatto finora,  il 50% crede che sia ora di cambiare, come si vedrà oltre. Ma con chi? A riscuotere più fiducia, praticamente alla pari, sono Angelini e Caldari, ma Claudio Cecchetto non è molto distante; tutti abbondantemente sopra il 50%. Dove il talent scout prevale è nella conoscenza “per sentito dire”, mentre Angelini e Caldari possono contare su più persone che li conoscono “abbastanza bene” e “molto bene”.

 

 

Come si colloca l’elettorato riccionese? EMG conferma il dato di sondaggi precedenti, con centrodestra di poco avanti sul centrosinistra, un robusto centro e soprattutto ben il 35% che non si riconosce in alcuna etichetta politica.

 

Andranno a votare i riccionesi? Secondo questo sondaggio certamente sì, oltre il 70%; di gran lunga più numerosi dei riminesi che nell’ottobre scorso non toccarono il 56% di affluenza. Ma anche più del 2017, quando nella Perla Verde al primo turno votò il 61,78%.

 

 

 

E veniamo al voto per le liste. Primo partito risulta il PD con 7 punti sulla Lega. Nel centrodestra Forza Italia resta davanti a Fratelli d’Italia, mentre le liste che portano il nome di Renata Tosi assommano al 6% e quella con il nome di Caldari è al 4%.

Nel centrosinistra, il MoVimento 5 Stelle è dato alla pari con Riccione Coraggiosa, Riccione col Cuore e la civica per Angelini.

La somma della liste contrapposte produce una parità perfetta, con nessuno sopra la soglia del 50% che eviterebbe il ballottaggio.

Un lieve vantaggio separa invece Daniela Angelini da Stefano Caldari. Claudio Cecchetto non arriverebbe al 5% mentre Sinicropi del M3V si fermerebbe all’1,5%. Ma anche qui nessuna maggioranza assoluta.

 

Ballottaggio dunque certo. E secondo EMG a vincerlo sarebbe Daniela Angelini. Con un margine non larghisssmo, ma nemmeno risicato.

 

Dove andrebbero a prendere i voti i due candidati favoriti nel sondaggio? Le donne preferiscono Angelini, mentre Caldari gode di un consenso lievemente più maschile. Il candidato del centrodestra sarebbe nettamente in testa fra i più giovani (18-34 anni), mentre quella del centrosinistra stravincerebbe fra gli over 65. L’elettorato di Angelini sembra lievemente più infedele, dato che il 20,5% dei voti a Caldari provverrebbe da chi si colloca a centrosinistra, mentre i transfughi sulla riva opposta sarebbero meno del 19%. Ma la grande maggioranza di chi non si colloca da nessuna parte preferirebbe Daniela Angelini.

 

Secondo i riccionesi come andrà a finire? Assoluta parità, rispecchiando esattamente le percentuali dei voti attibuiti a ciascuna delle due coalizioni favorite.

 

 

Infine, il sondaggio ha chiesto ai riccionesi come voterebbero se al aseggio trovassero anche le schede per le elezioni politiche nazionali. Di nuovo PD primo e Lega secondo partito, entrambi con percentuali superiori al voto locale. Di nuovo Forza Italia la spunterebbe su Fratelli d’Italia. Chi andrebbe nettamente meglio che alle comuniali, con percentuale più che doppia, è il MoVimento 5 Stelle. Italia Viva, Verdi, +Europa e Sinistra Italiana si equivarrebbero a quota 2%, con quest’ultima a doppiare Articolo 1 – MDP.

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