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Spiagge, bagnini all’attacco: “Abolire i canoni per il 2020”

Al sindacato italiano balneari (SIB) aderente al Confcommercio non va bene la soluzione trovata nel decreto di agosto per i canoni del demanio turistico: In particolare s vi sarebbe un trattamento di disparità tra i cosiddetti “pertinenziali” e le strutture dedicate alla nautica da diporto. Inoltre, per le concessioni demaniali marittime con finalità turistica non vi è nessun intervento sui canoni demaniali

Scrive il SIB:

  • “ha abrogato i canoni cd OMI non da quest’anno ma “con effetto dal 1° gennaio 2021”(comma secondo) per i pertinenziali
  • al contrario nel caso “di strutture dedicate alla nautica da diporto” l’abrogazione dei canoni OMI ha ”effetto a decorrere dal 1° gennaio 2007” con diritto, esclusivamente per i porti turistici, a vedersi ricalcolati i canoni corrisposti negli ultimi 13 anni e con la conseguenza di poter compensare, con le somme versate in eccesso, i canoni di quest’anno e dei prossimi (comma terzo).”

Per questa ragione il sindacato dei balneari ritiene

  • “incomprensibile l’eliminazione dei canoni cd pertinenziali solo dal prossimo e non anche da quest’anno;
  • inaccettabile la disparità di trattamento fra i pertinenziali: ai balneari il sistema tabellare di determinazione del canone viene applicato a partire dal prossimo anno nel mentre alla nautica l’eliminazione dei valori cd Omi è retroattiva dal 2007 con diritto alla compensazione nei prossimi anni dei canoni versati in eccesso;
  • eccessiva e sproporzionata l’esclusione del beneficio della sospensione delle decadenze anche in presenza di lievi contravvenzioni (come per esempio innovazioni non autorizzate anche se di limitata entità).”

A fronte di questa situazione il SIB si sta “adoperando per far apportare, in sede di conversione di siffatto decreto legge, le opportune modifiche e integrazioni per eliminare, ridurre o sospendere il pagamento del canone.”

Anzi dichiara di essere pronta l’associazione “ad invocare la riduzione del canone demaniale marittimo sulla base della legge nr. 296\2006 che la prevede “nella misura del 50 per cento: 1) in presenza di eventi dannosi di eccezionale gravità che comportino una minore utilizzazione dei beni oggetto della concessione, previo accertamento da parte delle competenti autorità marittime di zona”

Per chi si occupa di demanio la presa di posizione del SIB appare quanto meno inopportuna. Infatti per la portualità, giustamente, il decreto interviene sin dal 2007 per la semplice ragione che aveva modificato in senso unilaterale un contratto tra i porti turistici e lo Stato stipulato all’atto della costruzione delle darsene. Una modifica unilaterale che faceva saltare tutti i piani finanziari di ammortamento degli investimenti fatti. Infatti in questo caso non si sta parlando di strutture di proprietà dello Stato. Per i cosiddetti pertinenziali invece si tratta di strutture di proprietà dello Stato e soggette ad un canone da concessione. Nel periodo 2007-2020 il decreto prevede una sanatorio pagando il 30% del dovuto se in un’unica rata oppure il 60% spalmato su 6 anni. Dal 2021 vi è una riduzione significativa dei canoni per i pertinenziali eliminando il riferimento ai valori OMI (Osservatorio Mercato Immobiliare).

Nella sua nota il SIB dimentica che il decreto agosto all’articolo 78 prevede l’abolizione della seconda rata dell’Imu per gli “immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonchè immobili degli stabilimenti termali”.

Dimentica anche che alcune Regioni sono intervenute con stanziamenti a fondo perduto per gli stabilimenti balneari. In Emilia Romagna, 5 milioni di euro.

In conclusione, sono in tanti a chiedersi per quale ragione i balneari non siano mai a posto nonostante la dichiarata soddisfazione per come è andata la stagione balneare. Sono bel altri i settori che stanno subendo ripercussioni ben più pesanti per il coronavirus,

La circolare del SIB

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