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Spiagge, il caos dei canoni: ecco quanto pagano bagnini e chioschi di Rimini

In settimana alla Fiera di Rimini inizia  il Sun, la manifestazione fieristica di riferimento per le attrezzature all’aria aperta. Ma da qualche anno il Sun è anche il momento di confronto politico più importante per le concessioni demaniali turistiche dopo l’inserimento di queste attività nella direttiva servizi, o “Bolkestein”.

Ogni anno sono promossi convegni con ministri e parlamentari. Ogni anno i più importanti sindacati dei balneari svolgono le proprie assemblee per discutere dei temi più rilevanti della categoria ad iniziare dalla Bolkestein. Anche l’edizione di quest’anno in programma il 10-12 ottobre rispetta questo cliché. Con una novità. Sarà il debutto su questi temi del governo 5 Stelle-Lega, con la presenza del ministro al turismo della Lega Gian Marco Centinaio.

Il Ministro dovrebbe partecipare a più di una iniziativa e dovrebbe svelare la strategia del Governo sulle concessioni demaniali. Infatti nel pomeriggio del 9 ottobre si riunirà il tavolo tecnico convocato da Gian Marco Centinaio insieme ai ministri Paolo Savona (Affari europei), Erika Stefani (Affari regionali), Danilo Toninelli (Infrastrutture) e al viceministro Massimo Garavaglia (Economia). La riunione del tavolo tecnico dovrebbe servire per definire la strategia da portare in Europa.

Ma non sarà il tavolo tecnico a risolvere i problemi. Infatti mentre la Lega è da sempre sulla posizione di far uscire gli stabilimenti balneari dalla Bolkestein, più articolata e meno chiara è la posizione dei 5 Stelle.

Che l’uscita dalla Bolkestein non sia percorribile lo sanno anche i sassi. Ed è per questa ragione che il ministro Centinaio in più di una occasione allo slogan di bandiera ha aggiunto l’annuncio di “un piano B”. Tra pochi giorni ne sapremo di più.

Ma nella discussione sugli stabilimenti balneari, che dura da anni, raramente si parla di canoni, cioè di quanto paga un concessionario di uno stabilimento balneare alla Stato per l’uso a fini economici della spiaggia o arenile. L’introito complessivo della Stato è di circa 103 milioni di euro per tutti i 21.400 stabilimenti. Una media di 4.800 euro a concessione. In Sicilia corte dei Conti ha aperto una indagine per gli introiti troppo bassi.

E cosa succede a Rimini? Abbiamo analizzato i canoni demaniali riferiti al 2017, delle concessioni di spiaggia del territorio del comune di Rimini. Come è noto, sulla riviera romagnola vi sono due concessionari che operano sulla spiaggia: il chiosco bar\ristorante e il bagnino che fornisce ombrellone e lettino.

Il litorale di Rimini è lungo Km 14,813 e vi insistono 234 concessioni di operatori privati (quelle numerate) a cui vanno aggiunte 22 concessioni non numerate per usi vari (spiagge libere, colonie, istituti, circoli ed associazioni). Complessivamente sulla spiaggia vi sono manufatti permanenti (non stagionali) per circa 48 mila mq, di cui 10 mila mq a nord del porto canale e 38 mila mq a sud del porto.

Nel dettaglio, dalle concessioni dei chioschi\bar\ristoranti lo Stato introita, in un anno, poco più di 36 mila euro con una media per singola concessione di 450 (quattrocentocinquanta) euro all’anno.

Le concessioni delle spiagge adibite alla balneazione e distribuite sui km 14,8 del territorio riminese rendono alla Stato un introito di circa 1,9 milioni di euro, per un canone medio di circa 8.000 euro. Nel caso delle concessioni delle spiagge ad uso balneazione il canone è molto variabile: si va da 500 euro a 15 mila euro. Spiccano la spiaggia di San Giuliano con un canone annuo di 66 mila euro, la spiaggia del Grand’hotel (unica spiaggia classificata in fascia A) che paga un canone annuale di 43 mila euro. La concessione che si è accorpata in zona Pascoli (58,59,60 e 61) paga un canone annuo di 25 mila euro.

Stabilimenti balneari Rimini Nord

Gli stabilimenti di Rimini Sud

Il demanio ha altre concessioni.
Come i parchi acquatici (i gonfiabili in acqua),  che complessivamente danno un entrata alla Stato di 13 mila euro. E poi le pertinenze, ovvero l’immobile di proprietà dello Stato e non solo l’area. Sulla spiaggia di Rimini vi sono due pertinenze al bagno 127 e 128 che pagano di canone 16 mila euro. Una terza pertinenza è il Nettuno in piazzale Kennedy, che paga 141.244,98 euro. Anche il delfinario (chiuso per le note vicende) è una pertinenza e paga (o dovrebbe farlo) 91.463,92 euro. Complessivamente le pertinenze (otto in tutto) pagano € 457.062,50.

Da questi dati emerge l’enorme disparità di canoni sulle spiaggia di Rimini, che diventano ancora più macroscopiche a livello nazionale. Sarebbe quindi fondamentale che nel necessario riordino complessivo delle concessioni demaniali si rivedessero anche gli importi dei canoni che sono molto al di sotto di qualsiasi valore di mercato. E in parecchi casi al di sotto anche della soglia della decenza.

L’introito dei canoni va tutto allo Stato. Per la gestione amministrativa che viene svolta dalla Regione e Comuni lo Stato riconosce loro un aggio del 5% sull’incasso complessivo.

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