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Spiagge fuori dalla Bolkestein, il Governo approva risoluzione di Forza Italia (che non risolve nulla)

Il governo ha accolto, nella seduta del 27 giugno al Senato, la risoluzione presentata da Forza Italia  da alcuni senatori di Fratelli d’Italia, che invita il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ad intraprendere, nel prossimo Consiglio Europeo, tutte le iniziative necessarie all’esclusione degli operatori del settore Balneare e del commercio ambulante dalla cosiddetta direttiva Bolkestein.

La risoluzione approvata fa riferimento alle recenti considerazioni del Signor Bolkestein, che in un convegno a Roma ha sostenuto che le concessioni demaniali sono beni e non servizi e pertanto vanno escluse dalla direttiva servizi.

Uno dei primi firmatario della risoluzione, il senatore Maurizio Gasparri, parla di un governo che “è stato costretto ad dover dare un parere favorevole sulla nostra risoluzione per superare la Bolkestein”  di “una vittoria in una battaglia che stiamo conducendo da anni” contro “gare e procedure inaccettabili”.

Da parte sua, il senatore riminese di Forza Italia Antonio Barboni dichiara: “Un successo di Forza Italia ora in aula Senato: il governo dà parere favorevole alla risoluzione mia, di Gasparri, Mallegni ed altri per cancellare la Bolkestein per balneari e ambulanti. Difendiamo imprese e paese reale”.

Questa risoluzione in realtà provoca ancora più confusione e crea aspettative che andranno deluse.

Infatti, vi è un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea che ha ribadito che le concessioni per gli stabilimenti balneari non possono essere rinnovate automaticamente ma serve una selezione “imparziale” e “trasparente” attraverso delle gare d’appalto.

Vi sono i  pronunciamenti della Corte Costituzionale Italiana, la quale ha più volte sottolineato che “i criteri e le modalità di affidamento delle concessioni su beni del demanio marittimo devono essere stabiliti nell’osservanza dei principi della libera concorrenza e della libertà di stabilimento, previsti dalla normativa comunitaria e nazionale”.

D’altra parte al di là delle interpretazioni, è sostenibile l’idea che un bene demaniale come le spiagge possano essere date in concessione senza limiti di tempo e con rinnovi automatici?

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