Home > Economia > Spiagge, la “patacata” del numero chiuso

Spiagge, la “patacata” del numero chiuso

“Pensiamo di contingentare gli ingressi in spiaggia, magari con tanto di prenotazione. Sarà una vacanza diversa, più attenta e responsabile, ma sarà sempre una vacanza. Noi romagnoli siamo gente combattiva che accetta le sfide”.

Queste sono le parole testuali riportate dalla stampa locale e nazionale che sintetizzano la ricetta del Sindaco di Riccione, Renata Tosi, nella prospettiva dell’attuazione della cosiddetta fase 2 di rientro graduale alla normalità da Covid 19.

Non è mia intenzione dilungarmi sulle soluzioni pensate e proposte dal primo cittadino di Riccione per evidenziarne l’impercorribilità. Se non altro perché la vedo in buona compagnia in quanto i suoi colleghi nazionali e locali (Sindaci e Presidenti di Regione) a certe proposte, chiamiamole bizzarre, non gli sono certamente da meno. Rimodulo alla bisogna il proverbio africano del “leone e della gazzella” chiamato The Essence of Survival (L’essenza della sopravvivenza). Da un po’ di tempo a questa parte sembra che “ogni mattina in Italia come sorge il sole, un Sindaco si sveglia e sa che dovrà spararla più grossa del collega amministratore o verrà dimenticato. Ogni mattina in Italia come sorge il sole, un Presidente di Regione si sveglia e sa che dovrà spararla più grossa del collega amministratore o verrà dimenticato. Ogni mattina in Italia, come sorge il sole, non importa che tu sia Sindaco o Presidente di Regione, l’importante è che cominci a spararle’.”

Riprendo per un attimo le sue parole: “noi romagnoli siamo gente combattiva”; certo ma anche di buon senso, aggiungo io, e nonostante la nostra proverbiale scanzonatezza nell’ affrontare le situazioni più disparate, sappiamo però anche quando fermarci nel raccontare “patacate”. Dopo la seconda, se detta bene, la terza non tiene più…neanche se la dovesse racconta “Biscein” di Amarcord.  Chiudo su Riccione e non me ne deve volere Sindaco; lo so ho violato l’ordinanza e sono venuto senza un giustificato motivo nel tuo Comune, ma era troppo succulenta la “patacata” detta. Comunque i riccionesi sapranno rispondere con le dovute maniere e con i giusti toni al loro Sindaco, se vorranno.

Ne approfitto, invece, per ampliare le considerazioni a livello nazionale in quanto la questione potrebbe presentarsi più seria di una innocua “patacata romagnola” visto che anche altri amministratori sono pronti a sostenere la teoria della “selezione”, del “numero chiuso” del “contingentamento”, parole spettrali che evocano ricordi non proprio compatibili con un sistema di pari opportunità e con il principio di eguaglianza sostanziale e formale.

Siccome la questione dell’ulteriore limitazione di un nostro diritto al di là della necessità, in questo caso del diritto di accedere liberamente al demanio marittimo, alla spiaggia, al mare, sta assumendo toni preoccupanti è bene ricordare innanzitutto quale sia lo stato dell’arte in tema di competenze, di legittimazione di intervento e di poteri da esercitarsi sul “bene comune” demanio marittimo.

Con tutte le riserve che già attualmente possono inficiare gli ultimi provvedimenti restrittivi emanati per impedire ad un cittadino l’accesso alla “spiaggia”, è sicuramente improponibile la possibilità di futuri provvedimenti ammnistrativi emanati da Regioni, Comuni e/o Guardie Costiere (tutte autorità competenti in materia demaniale marittima) finalizzati a limitare, a contingentare l’accesso all’ arenile che possano resistere a censure di legittimità una volta passato il lockdown. Forse sono pensabili a Paperopoli, a Topolinia, o a Gotham City non certo a Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria, Misano Adriatico o in altri comuni costieri italiani.

E quali sarebbero, poi, i futuri “guardiani della sabbia” deputati, eventualmente, a sfogliare la margherita del “lui sì e lui no” o magari a chiamare il numero progressivo del bikini di turno come al supermercato? Gli attuali detentori di fatto delle concessioni scadute e prorogate con leggi dichiarate inapplicabili nei tribunali di ogni ordine e grado? Badate bene, avremmo la situazione da “Repubblica delle Banane” di un soggetto senza titolo che si vede attribuito anche il potere di selezionare il cittadino nell ‘esercizio del suo diritto di libertà di andare a “prendere il sole o a fare il bagno”. Scenderemmo nel ridicolo (oltre a scendere tutti in piazza per contestarne l’arbitrio con gli ombrelloni e paletti in mano….). Una barzelletta, anche se pericolosa.

Allora chi? I dipendenti comunali muniti di paletta (da vigile) per dirigere il traffico dei bambini che muniti di secchielli e palette (da sabbia) camminano composti “in fila per tre” sulle pedane? Oppure i percettori del reddito di cittadinanza assunti a tempo determinato muniti di maglietta con la dicitura “selezionatore per signore”? E quanti “droni” servirebbero per “segnalare” alla pattuglia munita di “quad” il sovversivo bagnante da rincorrere che si è permesso, in boxer e senza “prenotazione”, di aggirare o forzare il “posto di blocco” per andare a fare un tuffo in mare? E con quali criteri si dovrebbe scegliere il fortunato della tintarella? Età, sesso, religione, anzianità, etnia, appartenenza calcistica, fascicolo sanitario elettronico, censo, partita a black jack, bussolotti…?

Un altro pericoloso e potenziale attentato ai nostri diritti di liberi cittadini si nasconde dietro il “falso problema” del controllo delle spiagge libere, additate come terra di nessuno e meta preferita, a quanto sembra, degli untori da coronavirus asintomatici. Sembra quasi che si creino appositamente dei problemi per poi immediatamente proporsi con la soluzione già pronta e prendersi gli “applausi” per averli risolti. In realtà si nasconde la vera finalità che è quella di limitarne ulteriormente il numero (delle spiagge libere) magari allargando le zone controllate dagli attuali detentori di fatto che sotto la falsa prospettazione della sorveglianza e dei servizi erogati si allargano nella gestione per poi rivendicarne in un futuro più o meno prossimo l’ affidamento creato, il diritto “quesito”, la futura prelazione in caso di messa a bando e …..“va tutto bene madama la marchesa”..

Insomma da una situazione conclamata di illegittimità se ne creerebbe un’altra restringendo ulteriormente i diritti di libertà dei cittadini. Gli enti locali, invece, dovrebbero indirizzare maggiormente i loro sforzi anche economici nell’ attrezzare in sicurezza e potenziare le spiagge libere per dare la possibilità di utilizzarle a chi non può più permettersi di pagare l’ombrellone e il lettino, oltre a chi, per scelta, vuole essere libero di sdraiarsi sulla sabbia con solo l’asciugamano e di godersi pienamente un bene (l’arenile) che è anche il suo.

Quindi sarebbe forse meglio che invece della “prenotazione” i detentori delle prerogative amministrative sul demanio marittimo, Comuni e Regioni, pensino ad organizzarsi per ripristinare la legalità violata predisponendo i criteri per contingentare, non tanto gli ingressi in spiaggia, ma le concessioni da attribuire tramite pubbliche evidenze.

In una situazione come quella attuale dove non si conoscono ancora le imprese turistiche che potranno riprendere l’ attività (ad esempio quelle nel settore della ristorazione o dell’ intrattenimento),  perché deve continuare ad essere impedito ad un imprenditore turistico, solo perché “il pubblico” non adempie ai propri doveri di porre in pubblica evidenza le concessioni scadute, di poter partecipare all’assegnazione di un bene demaniale (spiaggia), che è anche il suo, quando può essere verosimile che debba rinunciare per sempre alla propria attività d’impresa ?

Non è anche questa una lesione di un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione (Art. 41)?  Non è questo un perpetuarsi illegittimo di una divisione tra cittadini (ed imprenditori) di serie A e di serie B? Tra chi continua ad usufruire di una rendita di posizione, per altro non più conforme all’ ordinamento giuridico, utilizzando un bene di tutti e chi è impossibilitato ad accedervi per il tramite di una competizione corretta?

Forse è arrivato il tempo per gli enti locali di pensare maggiormente alla difesa dei diritti sociali ed economici di tutti i cittadini ed evitare di continuare ad appiattirsi ai voleri di chi vuole mantenere una rendita di posizione da tempo non più sostenibile giuridicamente né più giustificabile economicamente anche e soprattutto alla luce di questi ultimi chiari di luna.

Roberto Biagini

Scroll Up