Stop a finanziamenti per Centri anti-violenza di Bologna, Rimini e Modena
14 Maggio 2025 / Redazione
Stop al servizio civile per la Casa delle donne di Bologna. A renderlo noto è lo stesso centro antiviolenza, spiegando che, dopo 20 anni, il progetto per il 2025 “non ha raggiunto i requisiti richiesti per ottenere i finanziamenti. O meglio, il progetto ha ottenuto lo stesso punteggio degli anni precedenti, ma quest’anno non è stato abbastanza per ottenere il finanziamento”. Per la Casa delle donne di Bologna, questo “rappresenta un disastro annunciato, non solo perché porterà a una riduzione dell’organico in un momento in cui le operatrici sono già in condizione di sovraccarico, ma anche perché viene meno un sistema di formazione fondamentale per il contrasto alla violenza di genere”. Delle 34 dipendenti e personale a partita Iva che lavorano alla Casa oggi, spiega il centro, “16 hanno iniziato proprio con il servizio civile, tra cui quattro operatrici che ad oggi sono responsabili di settore”.
Contando anche le operatrici entrate come volontarie, poi formate grazie a progetti di servizio civile, “il totale sale a 23, quasi il 70% dell’organico”. Nel 2024, la Casa delle donne di Bologna ha accolto quasi mille donne, “il numero più alto di sempre”. Le nove operatrici di accoglienza, di cui quattro volontarie, “hanno una media di 190 percorsi aperti contemporaneamente, un carico di lavoro altissimo, simile a quello degli altri settori della Casa”. I finanziamenti, sottolinea il centro antiviolenza, “non sono mai stati sufficienti a permettere il funzionamento” della struttura, tanto che nel 2023 “le ore di volontariato erano state quasi 13.000, di cui più della metà erano garantite dal servizio civile”. A conti fatti, dunque, “a fronte di un continuo aumento delle richieste d’aiuto, il mancato rinnovo del servizio civile metterà in forte difficoltà il centro e la sua capacità di rispondere a tutte le richieste”.
Per la Casa delle Donne di Bologna, peraltro, è “ancora più grave il disinvestimento nella formazione e nelle possibilità per le giovani” che sarà conseguenza dello stop al servizio civile. Il mancato finanziamento del progetto, infatti, “mette in crisi un meccanismo di formazione e passaggio di competenze fondamentale, soprattutto nell’ambito del contrasto alla violenza”. Il prossimo 27 maggio, dunque, “si concluderà il percorso delle volontarie del servizio civile entrate alla Casa delle donne nel 2024”.
E non si saranno nuove leve. Quello di Bologna, peraltro, “non è l’unico centro antiviolenza della regione a scontrarsi con questa situazione- afferma la Casa delle Donne- anche i Cav di Rimini e Modena, che partecipavano alla stessa cordata, non hanno ottenuto i finanziamenti. E molte di più sono le realtà che ogni anno rimangono tagliate fuori”. Il problema è che gli enti sono alle prese con una “coperta troppo corta che fatica a garantire l’effettiva universalità del progetto”.
Quest’anno sono stati finanziati in tutto 62.549 progetti. “Ci chiediamo se questo possa davvero garantire l’universalità del servizio civile- commenta Arci servizio civile di Bologna, con cui la Casa delle donne partecipa al bando dal 2004- poiché le risorse stanziate non riescono, ancora, a fare fronte alle richieste che arrivano e ai progetti che gli enti propongono”.
(Agenzia DIRE)