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Strage Viareggio, il riminese Mauro Moretti condannato a 5 anni nell’appello bis

L’ex amministratore delegato di FS e Rfi Mauro Moretti è stato condannato a 5 anni nel processo di appello bis per la strage ferroviaria di Viareggio. Moretti al momento della lettura della sentenza non era presente in aula, mentre questa mattina ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Nel primo appello Moretti era stato condannato a 7 anni; in questo nuovo processo disposto dalla Cassazione la Procura generale aveva chiesto 6 anni e 9 mesi.

Il collegio dei giudici della Corte d’Appello di Firenze, chiamati a emettere una sentenza nell’ambito del processo d’appello bis, si erano ritirati in camera di consiglio poco prima delle 11:30; la sentenza è stata emessa nel pomeriggio.

Alle 23:48 del 29 giugno 2009 un treno merci partito da Trecate, in Piemonte, e diretto a Gricignano, in Campania, deraglia poco dopo aver superato la stazione ferroviaria di Viareggio. Una delle cisterne, in tutto 14, che trasportano Gpl si rovescia su un fianco e si squarcia sbattendo a forte velocità contro un ostacolo (un picchetto secondo quanto sostenuto dall’accusa, una ‘zampa di lepre’ stando alla ricostruzione della difesa) e da un foro di 40 centimetri comincia a fuoriuscire il gas che avvolge i binari e le abitazioni affacciate sulla linea ferroviaria.

Pochi minuti più tardi, nell’aria satura di Gpl un’esplosione d’improvviso sprigiona una tempesta di fiamme che investe in una frazione di secondo tutto quanto si trova nel raggio di centinaia di metri. Tutto intorno, case, negozi, uffici, automobili vengono inghiotti e distrutti dal fuoco. La zona più gravemente colpita è quella di via Ponchielli, quasi completamente rasa al suolo, e via Porta Pietrasanta.

Pesantissimo il bilancio delle vittime: 32 morti, alcuni deceduti a distanza di settimane, l’ultimo dei quali una giovane donna ecuadoriana, morta alla vigilia di Natale, dopo quasi sei mesi di agonia. Saranno 25 i feriti.

I processi

Dopo 13 anni, ancora non è sata scritta la parola fine, dal punto di vista giudiziario. Più di 150 udienze nelle aule dei palazzi di giustizia di Lucca, di Firenze, di Roma e di nuovo Firenze, per un appello bis che ha il compito di ridisegnare le pene anche per i principali imputati. Come Mauro Moretti, ex ad delle Ferrovie dello Stato, che a differenza dei precedenti giudizi, beneficerà dell’intervenuta prescrizione

Le date più importanti

Il 18 luglio 2013, a distanza di quattro anni dai fatti, il Gup del Tribunale di Lucca decide il rinvio a giudizio di 33 imputati e fissa per il 13 novembre la prima udienza del processo.

Il 31 gennaio 2017, dopo sette anni e mezzo dal disastro, arriva la sentenza di primo grado emessa dai giudici di Lucca che porta alla condanna di 23 dei 33 imputati accusati a vario titolo di disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni personali.

Fra questi il nome di maggior spicco è quello di Mauro Moretti, all’epoca dei fatti amministratore delegato di Ferrovie, condannato a sette anni di reclusione. Ma vengono ritenuti colpevoli anche Vincenzo Soprano e Michele Mario Elia, rispettivamente ad di Trenitalia e Fs logistica e ad di Rete ferroviaria italiana.

Due anni e mezzo più tardi, il 20 giugno 2019, nove giorni prima del decennale della strage, arriva la sentenza della Corte d’appello di Firenze. Di fatto una ratifica dell’impianto accusatorio del verdetto pronunciato dai giudici di primo grado e, in primo luogo, conferma le condanne ai vertici di Ferrovie: sette anni per Mauro Moretti, sei anni per Michele Mario Elia e Vincenzo Soprano. Una sentenza contro la quale le difese degli imputati presentano ricorso in Cassazione.

Il 2 dicembre 2020, al Palazzo di Giustizia di Roma, di fronte alla quarta sezione penale della Corte di Cassazione, si apre il giudizio di terzo grado. Ma con un colpo di scena: il sostituto procuratore generale chiede la conferma delle condanne pronunciate in secondo grado e un nuovo processo d’appello per Mauro Moretti.

(Rainews)

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