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Sull’abbattimento di un centinaio di alberi nei parchi , facciamo il punto, perché qualcosa non torna, nel metodo e nel merito

I fatti

Per le escavazioni già progettate sul tratto della dorsale Sud del Psbo (impianto fognario), verso il depuratore di Santa Giustina, passando dai Parchi Cervi, Bondi, Fabbri, praticamente il centro della città, la situazione è molto confusa e intricata. Incapacità, leggerezza, risparmio, errore umano? Non se ne viene a capo, su chi ha deciso cosa: dal Comune e da Hera, Provincia, Atersir e Conferenza dei Servizi, nessuno è disposto ad ammettere responsabilità, la sottostima del grave impatto ambientale che un intervento così invasivo crea alla città.

Non sarebbe la prima volta, ma ce ne chiediamo la ragione. Perché, data l’importanza per sostenibilità e la pubblica utilità, oltre che di prevedibile ricaduta sull’opinione pubblica, non ne sia stata data corretta informazione neppure al Consiglio Comunale, che i cittadini li rappresenta. Anzi pare il progetto approvato inizialmente avesse altro tracciato, non prevedendo il passaggio dentro i parchi. Solo successivamente, nell’aprile 2017, il percorso è stato modificato dalla Conferenza dei Servizi col consenso di Atersir, respingendo il parere contrario della Provincia di Rimini, le cui osservazioni, allarmate, restano agli atti. E in Consiglio fino alla recente interrogazione del consigliere di opposizione Gioenzo Renzi e all’intervento dell’Assessore, non è mai ritornato con le modifiche sostanziali apposte.

Come mai, visto che le associazioni hanno un tavolo sempre aperto con l’Assessore alle Politiche Ambientali, si chiede il presidente di Commissione preposta, Giovanni Casadei stupìto… su questi abbattimenti, come anche in merito alla quarantina di alberi eliminati qualche mese fa intorno al Parco della Cava – per convenienza degli immobiliaristi che lì hanno costruito – gli ambientalisti non sono stati informati? Il corto circuito che si è consumato tra amministrazione e cittadini, è evidente. I fatti, per chi avesse voglia di conoscerli, sono davvero intricati e per certi versi inspiegabili. E’ tardi ma bisogna provare a trovare una soluzione o una mediazione che vada nella direzione della riduzione del danno (come già detto nella richiesta di sopralluogo). Per il 10 di ottobre l’assessore Anna Montini, ha fissato l’incontro nei parchi insieme alle associazioni ambientaliste, i tecnici del Comune e di Hera: il sopralluogo sarà fatto. Al Comune gli ambientalisti chiedono, anche coinvolgendo i cittadini con la raccolta delle firme (modulo in allegato) che dimostri concretamente la volontà di riconsiderare il progetto.

Siamo tutti arrivati troppo lunghi? Ebbene sì.

A cominciare dai soggetti decisionali… da quanto viene riferito dai consiglieri (quattro del Pd) è perfino stata la precedente legislatura a occuparsene, mentre poi la Conferenza dei Servizi di cui fanno parte i soggetti pubblici interessati (Comune, Provincia, Atersir, etc.), nell’aprile 2017 ha approvato un progetto definitivo, elaborato da Hera, che prevede di realizzare la condotta all’interno dei tre Parchi… sostanzialmente differente il tracciato da quanto era stato approvato dal Consiglio Comunale, pare addirittura nel 2016.

In definitiva quanto sembra sia successo e che Renzi sostiene nella sua interrogazione, e per cui abbiamo avuto altre conferme, la Conferenza dei Servizi ha approvato un diverso e successivo progetto che prevede il passaggio della condotta all’interno dei Parchi, mai sottoposto e approvato dal Consiglio Comunale ripetiamo… attendiamo una smentita, perché se così fosse il problema c’è, ed è serio.

Chi dice cosa

Roberto Fabbri il 25 settembre (ing. responsabile d’area Hera): Posso convenire che non sia l’ideale l’abbattimento degli alberi nei parchi. Ma portare a termine il Psbo è nell’interesse di tutti. La scelta del tracciato non è stata una decisione nostra, ma dei tecnici comunali. Sono disponibile al sopralluogo purché anche loro siano presenti. In definitiva si tratta di soluzioni ingegneristiche e di costi economici che solamente loro possono valutare, sempre che altre soluzioni siano possibili.

Anna Montini in Consiglio il 27 settembre 2018 (assessore alle Politiche Ambientali): La scelta è stata dettata dalla necessità. Poiché mi dicono i tecnici comunali che non è possibile, per molti tratti occupati dai sottoservizi, fare il percorso sotto la ciclopedonale e per questioni tecniche neppure utilizzare il microtelling (ndr. talpa piccola, rispetto alla grande usata su via Roma).

Marco Gennari 30 settembre 2018 (Anpana, portavoce associazioni ambientaliste): Impensabile distruggere tanto valore ecologico. E’ il polmone al centro della città, con alberi di pregio e preziosi di qurant’anni e più. Che depurano l’aria dagli inquinanti in atmosfera, mitigano il clima e in ultimo creano appeal alla città, in termini di vivibilità per i cittadini e di immagine per i turisti. Sono centinaia, forse migliaia le persone che godono del percorso e del respiro “ricreandosi” in quei  parchi ogni giorno.

Riccardo Santolini 1 ottobre 2018 (ecologo, già assessore all’Ambiente della Giunta Chicchi): Mi sono messo a disposizione di quanti vogliano approfondire i problemi riguardanti l’ambiente e la conservazione del ‘capitale naturale’ e delle sue funzioni. Alle associazioni ho detto che la mia opinione è quella che il problema non si risolve andando a selezionare albero dopo albero, ma facendo calcolare dall’Agenzia Arpae (ndr. che pare abbia risposto che non ne è in grado) di calcolare l’impatto provocato: cioè quanti elementi inquinanti in più respireremo, quanto ossigeno per ogni pianta abbattuta non sarà a disposizione degli esseri viventi. E quanto tempo occorrerà per ripianare le perdite al buon respiro.

Gioenzo Renzi in Consiglio il 27 settembre 2018 (Consigliere comunale gruppo Fratelli d’Italia), alla fine della propria interrogazione: “Le opere sono previste nel Piano degli Investimenti di Atersir e finanziati sulla Tariffa del Servizio Idrico Integrato pagata dai cittadini/utenti. Per l’abbattimento di 95 alberature esistenti, quasi tutte piantumate 50 anni orsono, il Comune dovrebbe rilasciare le autorizzazioni nel rispetto del Regolamento Comunale del Verde. Ritengo necessario che l’Amministrazione Comunale riporti in Consiglio Comunale il diverso tracciato della condotta all’interno dei Parchi per ristabilire l’autorevolezza del Consiglio.”

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