Home > Intervista > Tacchi da gattina e Africa, ecco la moda riminese dell’estate 2017

Tacchi da gattina e Africa, ecco la moda riminese dell’estate 2017

Una bionda e una mora. Una esperta di scarpe e l’altra esperta di abbigliamento nel suo insieme. Una ha uno showroom dal sapore eccentrico e raffinato, l’altra una boutique elegante e all’avanguardia. Parliamo di Monica Para ed Elena Sabattini. Entrambe protagoniste del fashion e figure di riferimento per tutte le donne riminesi, e non solo, che amano la moda e il buongusto.

Monica è una designer di calzature. Ha iniziato la sua attività da stilista quasi per gioco, nel 1984, per il calzaturificio Vicini, e da lì ha continuato senza interruzione a disegnare per prestigiosi brand. Oltre alla collaborazione ormai consolidata con il celebre Stuart Weitzman, da quattro anni si è cimentata in una nuova avventura, con l’apertura del punto vendita ‘Spot Design Space’, dove espone alcuni dei suoi modelli firmati ‘monicapara’.

Monica Para

Monica Para

Elena, figlia d’arte, dopo essersi diplomata presso la scuola internazionale IED di Milano, ha proseguito l’attività dei genitori, assumendo la gestione dello storico negozio ‘Sabattini Boutique’, che dalla nascita si contraddistingue nel settore della maglieria. Oggi è diventato un Concept Store multibrand, e le sue vetrine non possono non calamitare lo sguardo delle passanti. La sua architettura glamour, l’eterogeneità e l’esclusività della proposta lo ha reso un vero tempio dello stile e delle tendenze, impreziosito dalla disponibilità e professionalità di Elena.

Elena Sabattini

Elena Sabattini

Comes si affronta la gestione di un’attività nel mondo del fashion a Rimini? Quali sono i pro e i contro?

MONICA: “Spot Design Space è un negozio particolare, è, diciamo…un’atelier di calzature. Le mie clienti possono avere la scarpa che desiderano nei materiali e colori preferiti in qualsiasi momento dell’anno. Tra l’altro, collaborando con varie aziende per le quali disegno e faccio ricerca, posso sempre disporre delle ultime novità. Essendo però la mia una proposta sui generis che permette di personalizzare i modelli a volte capita che le clienti abbiano difficoltà a immaginarsi la scarpa da realizzare”.

ELENA: “I miei acquisti combaciano con il mio gusto. Quando seleziono i modelli d’abbigliamento e gli accessori mi lascio trasportare dal fattore emozionale. Inoltre tengo sempre in considerazione lo stile delle mie clienti in modo da poter soddisfare le loro più svariate richieste, da chi ama uno stile più trendy a chi uno più ricercato ed esclusivo. Un occhio di riguardo anche al territorio, in cui esercito la mia professione. Ogni città impone uno stile di vita, che influenza inevitabilmente la scelta d’abbigliamento delle persone”.

Cosa cercano le donne riminesi quando vengono nel tuo negozio?

MONICA: “Eleganza, unicità e disponibilità. Molte clienti si rivolgono a me per occasioni importanti come matrimoni e cerimonie, in questo caso lavoriamo insieme ‘a porte chiuse’ creando la scarpa o il coordinato più adeguati all’abito e alla situazione, magari sorseggiando un caffè”.

ELENA: “Le esigenze sono varie, ogni donna ha un proprio gusto. Comunque, sicuramente, gli elementi che contraddistinguono la mia proposta sono l’eleganza e l’esclusività. Oggi la cliente cerca un capo speciale, quando acquista un pezzo è perché se ne innamora. Poi, possono anche entrare in gioco le esigenze specifiche, come eventi importanti o che richiedono una determinata etichetta nel vestire. In una città come Rimini, per esempio, vissuta nella sua quotidianità, si tende a indossare un abbigliamento sportivo – chic, trasversale, ma si presentano anche numerose occasioni che presuppongo una certa eleganza”.

Quale stile hai voluto dare alla tua proposta?

MONICA: “Femminile ma mai lezioso. Mi piace sperimentare abbinamenti insoliti di materiali e colori con l’obiettivo di creare un oggetto che duri nel tempo, che renda le donne felici di indossarlo anche a distanza di anni, a prescindere dalle mode”.

ELENA: “Nella mia boutique non c’è un unico stile, però sicuramente c’è un’anima che coordina l’intera proposta. Quando mi approccio ad un acquisto immagino il mondo della mia clientela, seleziono varie aziende, perlopiù made in Italy, per creare un’offerta che possa amalgamare situazioni uniche, mai standardizzate. Ricerco oggetti significativi: dalla scarpa, al vestito, all’accessorio”.

Come affronti le tipiche clienti snervanti?

MONICA: “Mi reputo fortunatissima (dice ridendo), le mie clienti non sono stressanti. Ormai tra me e loro c’è un rapporto di fiducia e confidenza”.

ELENA: “Con professionalità. Che è fondamentale per chi esercita un lavoro come il mio, in cui tutti i giorni si è in contatto con tantissime persone”.

Qual è un pezzo che non può assolutamente mancare nel guardaroba di una donna?

MONICA: “Decolletè nera, senza dubbio, e con tacco stiletto”.

ELENA: “Come diceva Chanel, il ‘petit noir'”.

Cosa pensi della commistione tra un capo ‘low cost’ e un capo che porta una firma importante?

MONICA: “Divertente. Trovo che abbinare un capo griffato a uno no logo possa dare risultati molto chic”.

ELENA: “Oggi al cliente piace mixare, giocare con il vestire. È cambiato l’approccio psicologico delle persone di fronte all’acquisto, è più indipendente e scevro da certi canoni. Inoltre oggi questa commistione è diventata una tendenza, una moda”.

É terminata da poco la settimana della moda. Quali saranno le nuove tendenze della primavera-estate?

MONICA: “Non c’è un unico trend, le proposte sono varie. Sicuramente c’è un ritorno alla femminilità, scarpe con punte sfilate e tacchi stiletto, non necessariamente vertiginosi, anzi un must have sono i Kitten heels, ‘ tacchi gattina’, sottili con altezza da 3 a 5 cm , tanto amati da Audrey Hepburn. Inoltre non può mancare nel guardaroba estivo la ‘mule’, la raffinata ciabattina rasoterra sia in versione punta sfilata che aperta.

ELENA: “Ogni stagione racchiude un mondo. Io, ad esempio, Aspesi la riconduco alla tendenza Future Africa. Penso che non ci sia stagione estiva che non contempli tendenze etniche, l’Africa è nuovamente al top, in particolare per quanto riguarda le geometrie del popolo Matabele. Inoltre continua la tendenza invernale Fancy, che si caratterizza per l’utilizzo di jacquard, preziosi tessuti figurativi, che io riconduco alla collezione di Michele Rossi. Un’altra tendenza è la Military Academy, che riprende le forme delle divise militari degli anni ’80. Comunque le stampe a righe e le stampe floreali sono le fantasie più ricorrenti”.

Qual è la particolarità del tuo lavoro che ti stimola di più?

MONICA: “Tantissime, è quasi difficile trovarne una. Mi piace molto il mio lavoro. Comunque, per quanto riguarda ‘Spot Design Space’, il lavoro manuale è ciò che preferisco e mi coinvolge di più. Quando mi arrivano i materiali mi vengono subito in mente mille idee sulle mie future creazioni. Inizio a mischiare i tessuti tra loro, a inserirli su diverse strutture, a cercare i colori giusti. Parto da un’idea specifica, poi mi lascio trasportare completamente. Ogni costruzione è per me una avventura nuova, in cui non vedo l’ora di immergermi”.

ELENA: “Senza dubbio la ricerca. È la cosa che preferisco. Mi piace acquistare i miei pezzi da più aziende, ognuna delle quali si identifica in un determinato capo. Così creo la mia collezione e raccolgo vari profili di tendenza all’interno della stessa offerta. Questa accurata selezione mi permette di essere una sorta di ‘buyer personalizzata’ per ogni cliente”.

Benedetta Cicognani

Scroll Up