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Tagliaferri (FdI): “Iran Air a Rimini, rischio coronavirus e terrorismo”

Coronavirus e terrorismo, gli accordi tra la società gestrice dell’aeroporto di Rimini e la compagnia di bandiera iraniana mettono a rischio la salute e la sicurezza degli emiliano-romagnoli?

A porre questo quesito è, con un’interrogazione, il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che prende le mosse da alcuni articoli di stampa pubblicati nei giorni scorsi da cui emergerebbero accordi tra lo scalo di Rimini e l’Iran. Per il consigliere Fdi i rischi sono di due tipi: sanitari e per la sicurezza nazionale. Motivo? Nel primo caso si nota come in Iran la pandemia sarebbe ancora a livello emergenziale e anche i collegamenti aerei con la  Cina fuori da piani di stretto controllo sanitario (“Rischiamo di importare casi di Covid”, taglia corto il consigliere), mentre per quel che riguarda la sicurezza nazionale a far paure è sempre il terrorismo internazionale legato al fanatismo islamista che da quasi un ventennio preoccupa la comunità internazionale.

“Vi è un problema di sicurezza: la Iran Air – attacca Tagliaferri – risulta essere inserita nella lista delle sanzioni americane, così come la Mahan Air, fermata in Europa per i suoi rapporti con i Pasdaran iraniani. La compagnia di bandiera iraniana potrebbe fungere, quindi, da collegamento aereo per il trasferimento di jihadisti sciiti dall’Iran alla Siria, la preoccupazione è che ciò possa facilitare l’ingresso in Italia di comandanti Pasdaran, elevando il rischio di attentati contro obiettivi sensibili”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla Giunta regionale “se e quali valutazioni siano state effettuate riguardo ai rischi sanitari per l’Emilia-Romagna e il resto d’Italia, a fronte delle differenze dei due paesi nelle misure utilizzate per il contenimento e la gestione del contagio da coronavirus, e se siano stati interessati gli organi competenti al fine di poter stimare il rischio reale di una compromissione della sicurezza nazionale a cui andrebbe incontro il nostro paese, con un’ulteriore apertura al regime iraniano attraverso la Iran Air”.

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