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Tanto gentile e tanto onesta pare…

Forse sarà per effetto dell’anno dedicato al Sommo Poeta se una delle ultime leziose amenità fatte recitare da Nanà Tirasbusciò a Gloria Lisi mi rimanda all’incipit di quel celebre sonetto dantesco. «Ogni nostro sforzo sarà concentrato (sic!) per entrare nelle case dei riminesi e nei loro cuori con sobrietà, educazione e gentilezza», ha infatti lei cinguettato inaugurando il suo salotto elettorale. Ma si capiva bene che solo il buon cuore le impedisse di completare il concetto, aggiungendo: “mica come quei buzzurri gnassiani con i quali sono stata costretta a convivere per dieci anni, dovendo anche far finta di trovarmi bene”.

«Io voglio essere a capo di una squadra», ha poi aggiunto; guardandosi però dal chiamarla con il suo nome: “il club degli scartati”.

Infatti Mariotto, il paperone suo sponsor, è stato scartato da candidato sindaco del centrodestra; Nanà Tirabusciò, che le fornisce quei testi sintattico-lesi, ha avuto il benservito dal clan degli amici di Renata Tosi, che pure aveva contribuito non poco a creare; Gloria Lisi, come sappiamo, s’è auto-scartata lei stessa, attratta dalla gratificante prospettiva di diventare la nuova crocerossina della destra riminese, ovviamente nel nobile intento di liberare questa Rimini «prigioniera dell’egemonia di una sinistra padrona».

Per favorire una tale prospettiva, l’ex vicesindaca voluta dal PD sta facendo gli occhi dolci anche ai Cinque Stelle riminesi; i quali, per sua fortuna, non hanno mai ascoltato con le loro orecchie quanto, in questi anni, lei pensasse e dicesse dei grillini.

Ma dove Gloria Lisi riesce a dare il meglio di sé è nel cercare di blandire il “riminesismo d’accatto” di chi, per ignoranza o malafede, dubita o finge di dubitare che Jamil sia quel Riminese di nascita che da anni si dedica al bene della sua città. Non occorre infatti essere maliziosi per capire quale sia il messaggio subliminale dell’annunciata distribuzione di una pacchiana maglietta dal sapore “sovranista”, recante la scritta «A so ad Remni».

Fa comunque piacere che Nanà Tirabusciò abbia fatto dire a Gloria, rivolgendosi al PD: «Io andrò avanti usando solo e semplicemente il confronto, il dialogo e l’incontro. Lascio a loro il veleno».
Sempre che di veleno gliene avanzi un po’, visto l’uso smodato che ne sta facendo.

Nando Piccari

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