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Tanto peggio, tanto meglio?

Il leader/non leader del PD, in vista dell’accordo fra Lega e Cinquestelle, ha detto via FB: ”Questo governo non ci piace, ma quello che conta è che piace agli italiani. Le urne hanno parlato!” ed ha aggiunto: ”Adesso Lega e Cinquestelle mantengano le loro folli promesse, se ne sono capaci!”.

Qual è il significato di queste affermazioni di Renzi, come sempre apodittiche della strategia politica che le produce?

Significano in sostanza che il governo Di Maio-Salvini si dimostrerà a tal punto incapace di risolvere i problemi degli italiani, che ben presto il suo fallimento aprirà la strada alla rinascita del Partito Democratico e al suo ritorno al governo.

Questa, come vedremo in seguito, è una teoria che viene da lontano. Ma prima cerchiamo di capirne il significato reale.

C’è un messaggio tranquillizzante proveniente da un leader che ha collezionato una straordinaria serie di sconfitte (referendum, Roma, Torino, Liguria, Sicilia, Molise, Friuli, ecc.) e che si rivolge ai suoi dicendo: tranquilli, si faranno male da soli, possiamo sederci sulla sponda del fiume ad aspettare il loro cadavere, o sederci in poltrona mangiando pop corn!

C’è un messaggio cinico: questo governo non riuscirà a mantenere gli impegni con gli elettori. Intanto però il Paese sarà esposto alla speculazione, non ci saranno più soldi per i servizi pubblici perché gli interessi sul debito saliranno, le barche degli immigrati saranno respinte nei lager in Libia e aumenteranno le espulsioni indiscriminate, infine l’Europa ci considererà carne da cannone. Così, vedrete, la povera gente che li ha votati capirà di avere sbagliato!

C’è un messaggio di sconfitta della politica: non riesco a capire perché il 4 marzo abbiamo perso, eppure sono così bravo a fare battute e vengo così bene in TV! Confesso però che fatichiamo a capire i bisogni del popolo e dar loro risposte. Ho rotto con i sindacati, ho spezzato il patto che stava dietro allo Statuto dei Lavoratori, ho distribuito soldi a chi voleva lavoro e quelli non hanno capito che l’ho fatto per il loro bene?!

C’è un messaggio di sconfitta del parlamentarismo: decido consapevolmente di impedire al mio 18% di agire come leva per ridurre i danni che verranno al popolo italiano e preparare nuovi scenari politici. Se avessimo seguito quel somaro di Martina, ora ci troveremmo a fare come Craxi che con il suo 14% condizionava la grande Balena bianca.

Ebbene, questo approccio “cinico” alle crisi politiche in Italia non è nuovo. Si manifestò apertamente nel conflitto fra le forze della sinistra italiana e non solo italiana, di fronte al Fascismo. Alla teoria del fronte ampio, capace di unire il più vasto ventaglio di forze sociali nella lotta al fascismo, si contrappose la teoria del “tanto peggio, tanto meglio”, tanto più dura sarà la ferocia del fascismo, tanto più rapida sarà la lotta per abbatterlo.

Naturalmente dipende dal concetto di “rapidità”. Il fascismo durò più di vent’anni e costò all’Italia circa un milione di morti nella seconda guerra mondiale. Ciò naturalmente non impedì di vedere riemergere di tanto in tanto questa teoria nei decenni successivi alla caduta del fascismo.

Forse può servire citare la relazione di Kolarov (da non confondere con il fluidificante della Roma) al VII Congresso dell’Internazionale (1935) che lanciò la proposta dei Fronti Popolari antifascisti: ”Nell’interesse di una lotta vittoriosa contro il fascismo, bisogna cercare i contadini là dove sono e prenderli così come sono, con le loro organizzazioni ed i capi nei quali essi credono…”.

Giuseppe Chicchi

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