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Torna a splendere la terrazza del Grand Hotel, tra chef stellati e piatti pregiati (FOTO)

«Il Grand Hotel era la favola della ricchezza, del lusso, dello sfarzo orientale. Quando le descrizioni nei romanzi che leggevo non erano abbastanza stimolanti da suscitare scenari suggestivi, tiravo fuori il Grand Hotel»

Con queste parole Federico Fellini descriveva il Grand Hotel di Marina Centro, l’Ostenda d’Italia. Lo faceva in un libro uscito postumo, “Ritorno a la mia Rimini“, ma le parole, il Maestro, le scrisse nel lontano 1967. E non erano certo cronache contemporanee. Erano racconti che scavavano nella memoria e affondavano le radici in un passato per noi ancor più lontano che forse il capolavoro dal successo (ma non dallo sapore) più nazional popolare restituisce a un pubblico, l’indimenticabile Amarcord. Le parole distacco e fascinazione rappresentano un ossimoro ma al contempo ben identificano il significato della frase estratta dal compendio felliniano dedicato alla sua città natale. E quindi diventano un binomio, quando nella stessa opera il maestro, sempre riferendosi al Grand Hotel spiega che attorno alla sua maestosa silhouette  «Gli si girava intorno come topi per darci un’occhiata dentro, ma era impossibile. Allora curiosavamo nel grande cortilone dietro, pieno di macchine dalle targhe affascinanti e indecifrabili»

Cambiano i tempi, più di mezzo secolo dopo, cambiano le percezioni, cambiano le città. Non c’è più bisogno di girarci attorno, al Grand Hotel i cancelli sono aperti e almeno nel giardino ci si può entrare, e l’Ostenda è ora monumentale nel cuore di una movida che allora non c’era ancora, ma che con i suoi riflettori ammanta pure questo albergo sorto 111 anni fa. Eppure il Grand Hotel furoreggia fuori da Rimini ancora con un alone di leggenda.Luogo felliniano per eccellenza – anche se spesso lo si dice un po’ a casaccio perdendo di vista il vero senso delle parole sovra riportate – qualche turista venuto da lontano si chiede quanto costi pernottare in una delle camere o semplicemente ne ha sentito parlare come una delle meraviglie della Riviera.

E ieri sera, in grande stile, il Grand Hotel ha inaugurato come di consueto la sua terrazza esterna con una cena deliziata dai piatti di 14 chef stellati e internazionali. Cambiano i tempi, appunto, l’invito alla cena non era esclusivo ma su prenotazione. E in 300 commensali hanno partecipato a questo banchetto inaugurale organizzato dal Gruppo Batani in collaborazione con Rendez Vous sur Les sommets e con L’istituto Paol Boccuse di Lione. 

Paola Batani con alcuni degli chef

“L’ouverture de la terrasse”, un evento fortemente voluto da Paola Batani, l’amministratrice del Gurppo Batani Select Hotels, che ha fatto gli onori di casa al fianco di un parterre composto da quattordici maestri di primo piano della cucina internazionale, francese ed italiana. Da Alain Le Cossec ad Antonio Cabras, a Romain Barthe, passando per Mariano Guardianelli, Riccardo Agostini, Enrico Croatti e lo chef Silver Succi del Quartopiano.

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