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Tosi alla Vescovi: “Casa della solidarietà, proposta demagogica e fuorviante”

Renata Tosi, ex sindaco di Riccione e di nuovo candidata alla poltrona di prima cittadina, replica subito alla promessa di Sabrina Vescovi, candidata Pd del centro sinistra, bollando come “Proposta demagogica e assolutamente fuorviante destinare la ex sede della CGIL ad accogliere una fantomatica casa della solidarietà. Abbiamo aperto alla disponibilità di tutte le associazioni gli spazi comunali rendendoli luoghi di aggregazione e di servizio sociale. Una diversa destinazione della ex Camera del Lavoro non andrebbe a risolvere alcun problema o esigenza, visto che all’associazionismo e al volontario sono stati dedicati ampi spazi e migliori opportunità”. 

“L’impegno a sostenere il volontariato e le sue espressioni associative – sostiene la Tosi – è sempre stato al centro della nostra attenzione. Sia attraverso atti conseguenti sia soprattutto nel creare tutte le condizioni possibili per dare a tutte, nessuna esclusa, le organizzazioni solidali della città, ambiti e contesti per poter operare. Abbiamo per questo aperto alla disponibilità di tutte le associazioni gli spazi comunali rendendoli luoghi di aggregazione e di servizio sociale. Abbiamo e, vogliamo ancor di più contribuire, a rendere Riccione una città solidale, vicina a chi opera per i più bisognosi, gli emarginati, i deboli e i più sfortunati. Un programma-progetto su cui lo stesso Commissario straordinario e’ voluta intervenire con l’apertura di ulteriori spazi, ancora liberi, mettendoli a disposizione delle associazioni e delle organizzazione del volontariato cittadino”.
“Tutto questo nel segno della continuità e dell’equità con quanto abbiamo fatto noi”, insiste l’ex sindaco.

Che conclude: “La proposta demagogica e assolutamente fuorviante di destinare la ex sede della CGIL ad accogliere una fantomatica casa della solidarietà, ha tutto il sapore di una boutade elettorale che si propone solo come soluzione aleatoria e poco credibile. Fermo restando che, pur considerando il valore simbolico dell’edificio, quell’immobile rientra nel quadro dei beni alienabili del patrimonio della città. Non tanto e non solo, per una questione prettamente economica, ma anche perché una sua diversa destinazione non andrebbe a risolvere alcun problema o esigenza, visto che all’associazionismo e al volontario sono stati dedicati ampi spazi e migliori opportunità, tra l’altro ancora non del tutto utilizzati, creando solo un vulnus ad un processo di ottimizzazione razionale dei beni e delle risorse comunali, elemento centrale per una gestione economica del bilancio comunale e delle sue continue e sempre più stringenti esigenze di equilibrio e di sostenibilità. Lanciare proposte ad effetto solo demagogico e populista, serve unicamente a conquistare qualche voto, ma non certo a tenere insieme elementi fondanti della nostra comunità come il volontariato e il sostegno solidale”.

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