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Il tribunale di Rimini dà ragione al PD: i volontari della Festa dell’Unità sono in regola

Il Tribunale di Rimini ha emesso una sentenza a favore del Partito Democratico di Rimini.

I fatti.

Nel 2016 durante la Fiera di San Gregorio di Morciano, 5-13 marzo, la locale sede del Pd organizza (come ogni anno), nella sede del Pd di Morciano una iniziativa di autofinanziamento attraverso l’organizzazione di una osteria dove è possibile degustare specialità del territorio. Al pari e come tutte le feste del Pd l’iniziativa vede la presenza di volontari, iscritti o simpatizzanti, che svolgono l’attività esclusivamente a titolo gratuito.

Nel 2016 si presenta la Guardia di Finanza contesta al Pd la mancata emissione di scontrini fiscali e i volontari non in regola dal punto di vista del rapporto di lavoro subordinato.

Ma con questa sentenza il giudice, Dott Lucio Ardigò, chiarisce in modo netto alcuni aspetti importanti.

Nella motivazione della sentenza che accoglie il ricorso del Pd il Giudice argomenta:

– Risultano infatti circostanze non contestate che : che i volontari presenti alla festa del Pd sentiti dalla Guardia di Finanza abbiano dichiarato di avere svolto l’attività incriminata a titolo di volontariato ed in modo assolutamente gratuito in quanto simpatizzanti od iscritti al Partito Democratico ;

– l’attività dei volontari sia stata prestata all’interno del circolo del PD di Morciano di Romagna con sede in Piazza Umberto I n. 13 che viene normalmente utilizzato durante tutto l’anno per lo svolgimento di incontri ed iniziative politiche di vario genere ;

– nella brochure “L’Abc delle Feste” redatto dall’Ufficio Feste del PD viene specificato che : “ le feste rappresentano una delle fonti primarie di autofinanziamento delle strutture locali del Partito” e “questa finalità le distingue dalle attività commerciali e pertanto nei punti ristoro non sono presenti casse fiscali né si emettono scontrini fiscali” .

– Sul piano fiscale vengono poi in rilievo le disposizioni che ai fini IVA esclude il carattere commerciale delle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate in occasione di manifestazioni propagandistiche dai partiti politici rappresentati nelle assemblee nazionali e regionali che ai fini delle imposte dirette prevede che “ Il reddito derivante dall’esercizio di attività commerciali svolte in occasione di manifestazioni propagandistiche da partiti politici rappresentati nelle assemblee nazionali o regionali è esente dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche e dall’imposta locale sui redditi…l’esenzione compete a condizione che si tratti di attività di carattere temporaneo esercitata direttamente dal partito nello stesso luogo in cui si svolge la manifestazione e che questa sia connessa con i fini istituzionali propri del partito”.

– Ora è noto che tutte le volte in cui un soggetto pone le proprie energie lavorative a disposizione di un altro, si crea un rapporto che può essere subordinato o coordinato, ma che normalmente è a titolo oneroso : essendo il rapporto di lavoro per definizione sinallagmatico . Fa eccezione il lavoro prestato “ affectionis vel benevolentiae causa ”, nel quale la prestazione viene resa dal lavoratore senza controprestazione, in quanto il lavoratore è motivato da un rapporto di affetto verso il fruitore della prestazione, di familiarità, da un vincolo caritativo o filantropico, ovvero ideale o religioso : siamo qui in presenza di un “ volontariato ”, che esclude l’onerosità del rapporto di lavoro e quindi ne esclude la causa tipica di scambio tra lavoro e retribuzione.

– Più in particolare , in tema di militanza politica ideale , Cass. Sez. L n. 11089 del 03/07/2012 (Rv. 623173 – 01) ha ribadito che ogni attività oggettivamente configurabile come prestazione di lavoro subordinato si presume effettuata a titolo oneroso, ma può essere ricondotta ad un rapporto diverso, istituito “affectionis vel benevolentiae causa”, caratterizzato dalla gratuità della prestazione, ove risulti dimostrata la sussistenza della finalità di solidarietà in luogo di quella lucrativa .

Il Giudice nell’accogliere il ricorso del Pd ha anche condannato l’Inail ha pagare le spese processuali.

Questa sentenza smonto in modo puntuale e documentato anche le altre contestazioni della Guardia di Finanza relative agli scontrini fiscali. Per questo motivo si esprime soddisfazione tra gli esponenti del Pd della Val Conca e di Rimini. Il Pd è stato difeso dagli avvocati Antonio Mumolo e Francesco Pizzuti del Foro di Bologna.

Il dispositivo integrale del giudice Sentenza Pd-Inail

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