A Le Mans è andata in scena una domenica destinata a restare nella storia della MotoGP. Tripletta Aprilia, impresa mai riuscita prima nella classe regina, e soprattutto il ritorno alla vittoria di Jorge Martin, che ha interrotto un digiuno lungo 588 giorni con una gara feroce, aggressiva, da campione ritrovato.
Ma dentro il trionfo della casa di Noale c’è stato anche tanto sapore romagnolo. Perché sul circuito francese i piloti riminesi sono stati protagonisti assoluti, tra sogni di vittoria, cadute amare e rimonte spettacolari.
Il grande protagonista di giornata è stato Marco Bezzecchi. Il pilota di Viserba ha accarezzato il successo fino a tre giri dalla fine, dopo aver guidato la corsa con autorità e velocità impressionante. Sull’asciutto il Bez è stato il più rapido di tutti: deciso in partenza, preciso nella gestione e capace di tenersi dietro anche Bagnaia nella fase più delicata della gara.
Solo il ritorno incontenibile di Martin gli ha negato una vittoria che sembrava possibile. Lo spagnolo lo ha attaccato senza esitazioni nel finale, sfruttando un ritmo insostenibile per chiunque. Bezzecchi ha dovuto arrendersi, ma il secondo posto vale comunque tantissimo: resta leader del Mondiale, anche se soltanto con un punto di vantaggio proprio su Martin.
«Sono contento, ma perdere il primo posto a tre giri dalla fine fa male», ha ammesso il romagnolo a fine gara. Parole sincere, che raccontano perfettamente il sapore dolceamaro di una domenica da protagonista.
Per la Romagna però non c’è stato soltanto Bezzecchi. Anche Francesco Bagnaia, seppure torinese di nascita ma ormai simbolo della VR46 Academy e adottato sportivamente dalla Riviera, aveva mostrato segnali incoraggianti. Partito dalla pole, Pecco sembrava finalmente competitivo per il successo dopo settimane complicate.
Il duello con Bezzecchi prometteva spettacolo: i due amici e compagni di allenamento viaggiavano su tempi altissimi, con Bagnaia sempre più vicino all’Aprilia numero 72. Poi però è arrivata l’ennesima caduta stagionale. Una scivolata pesante soprattutto dal punto di vista psicologico, perché riapre dubbi e fragilità che sembravano parzialmente superati.
Le Mans conferma così il momento difficilissimo del campione Ducati, in una giornata nera per la casa di Borgo Panigale già colpita dall’assenza di Marc Marquez, operato dopo l’incidente del sabato.
Nel finale si è preso la scena anche Fabio Di Giannantonio. Il romano del team VR46 ha completato una rimonta straordinaria, strappando il quarto posto all’ultimo giro ai danni di Pedro Acosta. Una Ducati salvata almeno in parte dall’orgoglio del team di Valentino Rossi, in una giornata in cui la superiorità Aprilia è stata evidente.
Da segnalare anche l’ottima prova di Enea Bastianini, stabilmente nelle prime dieci posizioni per tutta la gara
Le Mans lascia dunque immagini forti: le lacrime liberatorie di Martin, la delusione di Bezzecchi, il volto cupo di Bagnaia. E soprattutto racconta una MotoGP che oggi parla sempre più romagnolo, tra talenti cresciuti sulle piste della Riviera e protagonisti capaci di infiammare il Mondiale.