Home > Politica > Il Trumpcare non l’ha voluto nessuno, lezione anche per la sinistra italiana

Il Trumpcare non l’ha voluto nessuno, lezione anche per la sinistra italiana

I proclami del Presidente Donald Trump sulla sanità americana avevano lasciati tutti esterrefatti: la frase slogan era infatti, Obamacare is a disaster” , la riforma sanitaria di Obama è un disastro.

Per la verità, la riforma sanitaria di Obama potrebbe avere sicuramente alcuni difetti, o molti, a seconda da quale punto di vista la si osserva, ma appare indubitabile che estendere l’assistenza sanitaria alla maggioranza della popolazione, come in definitiva aveva fatto infatti l’Obamacare, non appariva un obiettivo da deprecare.

Eppure Trump durante la campagna elettorale aveva pesantemente criticato il sistema sanitario instaurato da Obama. Proponendo, a suo dire, un’altra organizzazione sanitaria basata sulla formula assicurativa, che  avrebbe garantito la copertura sanitaria e l’assistenza ad una altrettanto ampia platea di americani, mentre il premio assicurativo sarebbe stato detraibile dalla tassazione.

Ma dal dire al fare ce ne passa.

Il primo provvedimento infatti inviato dal Presidente Trump al Senato prevede in buona sostanza un taglio all’assistenza sanitaria di 5.8 bilioni di dollari.
Senza, naturalmente, misure alternative.

La rivolta è scoppiata proprio nel partito del Presidente, quello Repubblicano, dove 41 senatori si sono rifiutati di votare la controriforma Trump.

Ma, incredibile a dirsi, il provvedimento ha ricompattato anche il Partito Democratico (quello americano), in cui pire esisteva un certa frangia che non vedeva troppo di buon occhio l’Obamacare.

Tutto il mondo è paese verrebbe da dire, ma il provvedimento ‘trumpiano’ ha fatto ritornare all’ovile i renitenti democratici.

Alla fine il “Trumpcare” è stato ritirato, morto sul nascere.
Il Presidente Trump allora è stato sconfitto ?
Sarei prudente nell’affermarlo.

Il soggetto ha più volte dimostrato la sua caparbietà e sono convinto che tirerà fuori qualche mossa a sorpresa. Vedremo.

Ma una cosa è certa. Anche Trump ha imparato (?) che di fronte a problemi complessi – e la sanità è uno di questi – l’improvvisazione e la boria non pagano.

In chiave italiana e europea, cosa significa su questa bocciatura?
Per quali i diseredati americani che ora tirano un sospiro di sollievo per chè avranno ancora l’Obamacare, hanno votato Trump che prometteva di cancellarla?

Certamente le ampie fasce di povertà e la forte immigrazione dal Sud America hanno portato dalla parte del magnate una quota preponderante di cittadini americani poveri, che lo hanno votato “di pancia” non “di testa”. I poveri spaventati da quelli più poveri di loro; i latinos da tempo negli State preoccupati dalla concorrenza di quelli che continuano ad arrivare.

Mi sovviene una frase di Beppe Grillo in occasione del referendum del 4 dicembre che apertamente invitava gli elettori a votare con la pancia: e dunque non con la pericolosa testa.

Ma Grillo sa bene che con la pancia vuota è la testa per prima che si rifiuta di funzionare. Pancia vuota è lavoro incerto e malpagato, ma anche il degrado di molte città, specie le più grandi, dove tanti fenomeni appaiono fuori controllo: l’immigrazione come il disordine urbanistico, la criminalità come la mancanza di manutenzione urbana. Le testa ha un bel dire, numeri inoppugnabili alla mano, che sono tutti fenomeni in calo. La pancia risponde che pochi o molti che siano, quei fenomeni colpiscono innanzi tutto, e tutti i giorni, proprio i più deboli.

Chi ha i mezzi per difendesi – economici, culturali, sociali – chi insomma il problema di come riempire la pancia l’ha risolto, può anche ascoltare la testa.  Ma chi è indifeso di fronte a tutto ascolta solo la paura. E dalla paura alla rabbia, cieche entrambe, il passo è breve.

Da tutto ciò il centro-sinistra dovrebbe trarre parecchie riflessioni.
Se lasciamo ‘flottare’ certi problemi, senza tornare fra la gente, ascoltare e trovare soluzioni, la sinistra riformista può dirsi tale?
Il Governo Renzi ha iniziato ad affrontare dei problemi, ha trovato in parte soluzioni, ma ancora molto rimane da fare.

Inutile cercare di accantonare un leader per trovarne altri; il problema sta invece nel tracciare una linea, delineare un programma, partendo da quanto già costruito nei mille giorni, e continuare a lavorare sodo.

E se si è scoperto che alla prova dei fatti per il popolo americano non era l’Obamacare il macigno da rimuovere, ancora meno per noi italiani lo è la nostra sanità. Certo occorrerà lavorare su questo tema, ma i problemi urgenti sono altrove. 
Discutiamone per tempo, perché potremmo arrivare in ritardo.

Alberto Ravaioli

Scroll Up