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Turismo 2017: numeri buoni e problemi irrisolti

Periodo di primi bilanci sull’andamento della stagione turistica 2017.

Dopo i dati dell’Osservatorio Regionale sul turismo che non hanno nessuna validità statistica in quanto non sono validati da nessun organo italiano (Istat) e tanto meno europeo (Eurostat) la Regione Emilia Romagna ha pubblicato nei giorni scorsi i dati ufficiali Istat,

Sono dati quantitativi e non qualitativi: è uno dei limiti delle analisi sul turismo, sia a livello regionale che nazionale. Hanno, tuttavia, il pregio di essere confrontabili negli anni in quanto omogenei sia a livello delle singole località turistiche che a livello nazionale ed europeo.

Dunque, cosa dicono i dati Istat di quest’anno per la nostra Riviera?

Nei primi 8 mesi viene confermata la tendenza di quelli precedenti: un incremento negli arrivi e nelle presenze nella provincia di Rimini.

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 La permanenza media dei primi 8 mesi rimane praticamente stabile: era di 5,7 giorni nel 2016 ed è di 5,8 nel 2017.

Se si analizzano i tre mesi estivi (giugno, luglio ed agosto) si possono notare altri elementi importanti.

In primo luogo, la permanenza media si discosta anche in modo significativo da località a località:

datsett21Dati riferiti a giugno, luglio ed agosto 2016/2017 (fonte Regione Emilia Romagna)

Rimini e Riccione sono le realtà dove più breve è la permanenza; al contrario Bellaria Cattolica e Misano avvicinano e superano i 6 giorni di permanenza.

Questo dato viene confermato anche confrontando l’incremento degli arrivi con l’incremento delle presenze.

datsett31Dati riferiti a giugno, luglio ed agosto 2016/2017 (fonte Regione Emilia Romagna)

Le località con una percentuale più alta di pernottamenti sono anche quelle che riducono di meno la differenza di incremento tra arrivi e presenze. Rimini e Riccione hanno gli incrementi maggiori negli arrivi ma non mantengono la stessa percentuale di aumento nelle presenze.

Ora uno sguardo anche ai dati di Destinazione Romagna nel suo insieme:

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E quelli sulle località balneari di Cervia e Lidi Ferraresi:

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Le due tabelle su Cervia e i Lidi Ferraresi confermano la tendenza di questa estate. I Lidi, che hanno campeggi tra i più attrezzati d’Italia, sfruttano al meglio la congiuntura favorevole incrementando oltre il 20% con una permanenza media di oltre 8 giorni.

Tutti questi dati, quantitativi, segnalano una  evidente e progressiva perdita di attrattività per la vacanza principale nel turismo balneare tradizionale.   Solo 10 anni fa la permanenza media sulla Riviera di Rimini era di 9 giorni; oggi si colloca sotto i 6 giorni.

L’ultima annotazione sui dati turistici  riguarda la congiuntura: internazionale e meteorologica. Tutto il turismo balneare italiano ha visto una estate particolarmente positiva. Il ministro del turismo Dario Franceschini, facendo un primo bilancio del turismo italiano, nelle settimane scorse parlava di un “vera e propria estate da record”. Un incremento del 25% negli stabilimenti balneari dell’Emilia Romagna rispetto al 2016 (indagine campione di Cna Balneatori). Le presenze turistiche nei mesi di Giugno, Luglio ed Agosto hanno raggiunto, in Italia, i 90 milioni, con un incremento del 16% rispetto al 2016. Numeri ben più consistenti di quelli registrati dall’ufficio statistico della Regione Emilia Romagna.

E’ tuttavia vero che si tratta di una estate particolarmente positiva. Una congiuntura internazionale che avvantaggia alcuni Paesi dell’area del Mediterraneo (Grecia, Cipro, Spagna ed Italia) a scapito di altri (Marocco, Turchia, Tunisia) dove il rischio attentati ha penalizzato la percezione di sicurezza.

Una mano è stata data anche dalle condizioni meteo che hanno segnato l’estate 2017 per l’assenza di precipitazioni e di intere settimane all’insegna del bel tempo.

In conclusione, una estate numericamente positiva,  ma che lascia aperti tutti i problemi di innovazione del prodotto e di penetrazione sui mercati esteri.

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