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Ufficiale: Kawasaki entra in Bimota, ecco il primo bolide

kawasaki bimota

Dopo le anticipazioni che circolavano da tempo, ora è ufficiale: Kawasaki entra in Bimota prendendosi il 49,9% delle azioni. La maggioranza resta agli imprenditori svizzeri Marco Chiancianesi e Daniele Longoni. La casa giapponese commercializzerà i gioielli fabbricati a Rimini nella sua rete vendita, oltre a essere, come già in passato, il partner tecnico che fornirà motori e componentistica.

Per Bimota, la casa fondata nel 1975 da Giuseppe Morri e Massimo Tamburini, il “Michelangelo delle moto”, è la resurrezione, dal momento che la produzione era ferma da tre anni.

E il primo frutto dell’accordo è già arrivato, in bella mostra al Salone della moto di Milano. E’ la Tesi H2, prototipo che riprende la ciclistica della storica Tesi 3D. Con quel modello rivoluzionario e raffinatissimo concepito dall’ingegner Pierluigi Marconi, presentato come prototipo proprio al Salone di Milano nell’83 ma commercializzata solo dal ’90, Bimota si impose ai vertici assoluti nella fascia delle moto d’elite.  La Tesi H2  sarà dotata di un 4 cilindri sovralimentato capace di sprigionare oltre oltre 200 CV (il propulsore della Z-H2) e disporrà dell’elettronica più aggiornata, mentre la ciclistica riprende tutte le intuizioni di Marconi.

La produzione dovrebbe partire nel giugno 2020 nel nuovo stabilimento lungo la superstrada fra Rimini e San Marino. Le Bimota sono prodotte su ordinazione; si spera,- come spiega lo stesso Marconi alla stampa –  di mantenere una quota minima di 200 moto l’anno, con l’obiettivo di arrivare a 500.

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