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Un 25 aprile diverso e più necessario che mai: festeggiamo così la Liberazione

Oggi per la prima volta dal 1946 il popolo italiano non può festeggiare il 25 aprile come sempre. Il drammatico momento che l’Italia sta vivendo lo impedisce. Stiamo combattendo tutti insieme una battaglia del tutto diversa, che ci sta infliggendo danni mai così pesanti, dopo quelli provocati dalla guerra voluta dal governo fascista di allora.

Ciò nonostante, qualcuno anche quest’anno, proprio quest’anno, ha obbedito a un suo insopprimibile di bisogno: tentare di toglierci la Festa della Liberazione, cancellarne il significato, insultarne i protagonisti.

A chi chiede che bisogno abbiamo di festeggiare il 25 aprile ha risposto a modo suo il vice presidente del Senato della Repubblica, Ignazio Benito Maria La Russa (Fratelli d’Italia): “Il 25 Aprile diventi il giorno del ricordo delle vittime del Coronavirus”.

Ha risposto il consigliere comunale di Forlì Francesco Innocente Lasaponara, maggiore (per ora) dell’Esercito Italiano, con un post su Facebook che (per ora) gli è costato solo l’espulsione dal suo partito, la Lega.

Hanno riposto quelli che – violando fra l’altro le regole che la stragrande maggioranza degli Italiani sta osservando con una dedizione che stupisce innanzi tutto loro stessi – per la nona volta in 15 anni (la terza negli ultimi tre), ieri hanno lasciato la loro firma inconfondibile sul monumento ai 126 caduti della brigata partigiana “Giuseppe Mazzini” sulla malga di Mariech a Valdobbiadene, in provincia di Treviso. Quella brigata che ebbe anche il distaccamento “Valmarecchia” che occupò San Leo costringendo alla resa e disarmando la guarnigione fascista. Proprio il 23 marzo scorso il coronavirus si è portato via uno di quei partigiani, Savino Baroni.

Il monumento ai partigiani della Brigata Mazzini sulla malga di Mariech come è apparso ieri, 24 aprile 2020

Se qualcuno lo domanda ancora, ecco perché è giusto e necessario più che mai festeggiare il 25 Aprile dopo 75 anni. Ma come?

Le autorità celebreranno oggi la Festa della Liberazione deponendo una corona d’alloro sul Monumento ai Caduti per la Libertà nella piazza di Rimini che porta il nome dei Tre Martiri.

Noi che non ci saremo, possiamo festeggiare in tantissimi altri modi.

Possiamo seguire, dalle 15.30 in poi, le iniziative della “più grande manifestazione virtuale dal dopo guerra a oggi”, che trovate qui: www.25aprile2020.it

Con questo link https://bit.ly/LuoghidellaMemoriaRN si possono poi visitare i monumenti, le lapidi, i cippi che ricordano i Partigiani e i Patrioti che hanno sacrificato la propria esistenza nella lotta per la riconquista della libertà.
L’iniziativa “Passi e ripassi” è stata promossa dal Comune di Rimini e la locale Sezione ANPI, che ha elaborato la story map che visualizza l’ubicazione e “racconta” la storia dei luoghi della Resistenza di Rimini, attraverso la raccolta della documentazione fotografica e narrativa, curando le schede biografiche e documentali che sono state trasportate sul territorio georeferenziandole nei punti degli accadimenti. La mappa interattiva si trova anche qui: bit.ly/2VMiwyZ 

Sulle pagine social della Biblioteca Civica Gambalunga, è pubblicato L’Offensiva della Linea Gotica e la liberazione di Rimini, realizzato nel 1979 per celebrare il 35° anniversario della liberazione di Rimini coi filmati e le foto dell’Imperial War Museum di Londra, dell’Istituto storico della Resistenza di Forlì, che mise a disposizione il filmato sull’8a Brigata Garibaldi Romagna, e con le fotografie di Angelo Moretti, acquisite dalla Gambalunga nel 1969.

La campagna social #RaccontiamolaResistenza, avviata dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e dagli altri 65 istituti della rete il 29 marzo su Facebook, Twitter e Instragram, ha raccolto moltissimi contributi video, audio e
testi pubblicati sulla pagina fb, anche da singoli cittadini, gruppi e enti locali: una straordinaria mole di materiali che restituiscono il valore della lotta di liberazione.

Si può partecipare ad altre riflessioni e azioni attraverso questi link:

E tante possiamo seguire altre iniziative sui social e le radio, seguire le trasmissioni speciali e i film in televisione. Possiamo ascoltare e cantare le canzoni della libertà. Ed esporre il Tricolore Italiano alle nostre finestre, sui nostri balconi e cancelli.

Buon 25 aprile!

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