“Un pezzo di memoria candidato a diventare sala civica lasciato volutamente in abbandono”
21 Maggio 2026 / Redazione
Caro Diario,
quella minuscola porzione di muro che noti in mezzo al verde rigoglioso è quello che resta del mulino della Corderia. La foto è di una settimana fa. Ne abbiamo già parlato del destino che doveva avere e che invece ha avuto. Però credo che questa foto sia sintomatica della politica cittadina. Un pezzo di memoria candidato a diventare sala civica lasciato volutamente in abbandono, mentre dietro di lui si è costruito un nuovo quartiere con tanto di supermarket, parcheggio interrato e tombinamento della fossa Viserba.
Per raccontarti la doppia moralità di chi ci amministra, mi lego ai fatti degli ultimi giorni: il comune è contro il Bess in località San Martino in Venti. Il Bess è un sistema di batterie che serve a immagazzinare e stabilizzare l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Il governo della città è contrario perché il sito individuato è a rischio idrogeologico.
Bene, finalmente abbiamo attivato una coscienza green nei nostri amministratori. Con la stessa motivazione sono contrati all’impianto eolico al largo delle coste, perché impattante visivamente e crea una zona interdetta alla pesca. Ottimo, salvaguardiamo il mare anche perché abbiamo vietato le sigarette nelle spiagge e i contenitori di plastica non biodegradabile. Viene proprio voglia di vantarsi di come questo comune sia finalmente ambientalista, attento alle esigenze del nostro fragile pianeta moribondo.
Anche se…
Anche se l’altra sera il sindaco si è detto dispiaciuto dalla bocciatura della nuova Statale 16, che se costruita avrebbe devastato tutto il nostro territorio agricolo. Anche se la costruzione del nuovo padiglione della fiera viene fatto in una zona con rischio idrogeologico e un consumo di suolo enorme. Anche se è consentito costruire al posto di una casa monofamiliare un condominio di 5 piani senza parcheggio. Anche se si potranno spostare cubature dal lungomare per andare a costruire a monte della ferrovia nuove palazzine residenziali. Anche se via Ducale da via medievale del centro storico è diventata la nuova circonvallazione cittadina. Anche se ci andiamo ad indebitare di € 7.2 milioni per 25 anni per costruire 300 posti auto scavando sotto piazza Marvelli a due passi dal mare. Anche se sono stati prorogati piani particolareggiati vecchi di decenni solo perché le aziende costruttrici erano futuri incarichi di consulenza. Anche se la proposta del parco urbano dentro all’ex camping Carloni giace volutamente nascosta dentro ai cassetti del Forum 1. Anche se abbiamo il 25% del suolo cementificato in area di vasta pericolosità idraulica e si vuole costruire ancora come a Rivabella e in zona porto il mercato delle aste del pescato.
Anche se potrei continuare, mi fermo qui.
Caro Diario non è sempre facile individuare quali siano i parametri dell’amministrazione per determinare se un’opera è sostenibile oppure no. Forse per capirlo basta seguire i soldi.
Stefano Benaglia