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Una botta di nostalgia

Ok. Il nostro Sindaco ha ragione quando sostiene nel suo messaggio di Ferragosto che “non c’è niente di meglio in Italia della nostra Riviera. Mille divertimenti, mille occasioni di svago e di conoscere gente. Il mare, la spiaggia, la musica, insieme ai musei aperti, le colline, i borghi, i castelli che si affacciano a quelle linea blu che è l’Adriatico; il centro storico, l’odore inconfondibile della piadina, l’alba e il tramonto a due passi dalla riva per rilassarsi con yoga e pilates”.

Però ieri sera, 13 agosto 2018, alle ore 23.00, la passeggiata in Via Vespucci, a Marina Centro era inesistente vista la data. Marina Centro è anni che ha problemi del “contorno” ai suoi alberghi, rammodernati e abbelliti. Ma non è questo il tema che voglio toccare. E non è certamente la chiusura del Lungomare per eventi vari che migliora la situazione.
L’attacco di nostalgia ieri sera l’ho avuto quando ho incominciato a pensare a quello che ho vissuto e visto fra il 1969 e il 1979 lavorando nei locali di Via Vespucci, al Bar Hamburg e al Ristorante Garden (che naturalmente oggi non ci sono più). Ma ricordo anche che sono nato in Via Cormons alla Pensione Maurizia e che sono cresciuto lavorando le estati in questo albergo di famiglia.

Mi sono domandato: perché un turista (ma anche un riminese) deve passeggiare sul marciapiede di Via Vespucci da Piazzale Fellini a Piazza Tripoli oggi, di fronte a brutti negozi?

E ho incominciato a ricordare invece cosa era la passeggiata in quegli anni, quando, servendo ai tavoli, non riuscivi a sfondare dalla gente che c’era dalle 20.30 alle 24.00. E allora incominciamo ad elencare cosa c’era su Via Vespucci: i locali da ballo (Casina del Bosco, Embassy, Quinta Dimensione, Oriental Park), arene all’aperto (Ambasciata, Astra), il mitico Ristorante Bar Embassy di Elio Tosi. C’era il via vai della gente che entrava in questi locali, spesso “tirata” a lucido. C’era l’arrivo delle attrazioni, in particolare all’Embassy: da Fred Bongusto a Mina, dalla Vanoni a Giorgio Gaber, da Gianni Morandi a Gino Paoli solo per citarne alcuni. C’erano i tavoli riservati ai “vitelloni” da Elio. C’era l’attesa per la presentazione delle “prime” cinematografiche anticipate in Riviera in agosto, prima di entrare nei normali circuiti cinematografici in autunno. E alla mattina mi capitava di servire il primo caffè alla Vanoni o ai membri della Equipe 84 o ad Augusto Daolio dei Nomadi, ospiti degli alberghi di Marina Centro. E tante altre occasioni per stare in Via Vespucci a guardare o a vivere la stagione balneare.

7 agosto 1970: Lucio Battisti a Rimini

Oggi, ma ormai da tempo, tutto questo non c’è più. E’ vero il turismo è cambiato, anche Rimini sta cambiando. Molte trasformazioni dell’ultimo decennio sono rilevanti, ad esempio tutte quelle che riguardano il Centro storico. Ma Marina Centro è invece peggiorata, è più brutta, di anno in anno ha meno appeal del passato. Molte speranze erano riposte nel progetto “Parco del Mare”, ma sembra che di questo si siano perse le tracce al momento.
Il mio attacco di nostalgia è finito alle 23.15 quando ho deciso di risalire in macchina e tornare a casa. Buon Ferragosto.

Le immagini delle notti riminesi nelle foto di Davide Minghini (Biblioteca Gambalunga)

Paolo Zaghini

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