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“Università a Rimini un fiore fra i più belli”

L’insediamento universitario a Rimini è stata una “scelta consapevole e fortemente voluta” e va “coltivato come un fiore tra i più belli”. Col via all’Alma Fest nei campus della Romagna, oggi il saluto alle matricole da parte dei presidenti dei Consiglio di campus, con tre ‘cerimonie’. A partire dal riminese Sergio Brasini, l’occasione, sottolinea, per “dare il senso di comunità e appartenenza di tutti gli studenti”. Dagli anni ’70, aggiunge, “abbiamo fatto tanta strada con il sostegno delle Istituzioni locali”, arrivando a contare oltre 150 docenti, oltre 100 unità di personale tecnico-amministrativo e 5.000 studenti, per quello che è il campus “più internazionale”.

L’investimento sull’università, gli fa eco il neo sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, è “fondamentale, aiuta il territorio a crescere. Da voi ci aspettiamo tanto come cittadini temporanei”, sottolinea dando la sua disponibilità ad “ascoltare le proposte su come migliorare ancora la città”.

“A nome della città – ha salutato il neo-sindaco – oggi pomeriggio ho dato il benvenuto alle ragazze e ai ragazzi che hanno scelto Rimini per studiare. In fin dei conti anche io sono per certi versi una ‘matricola’, che sta muovendo i primi passi nel nuovo ruolo da sindaco, pur con dieci anni di esperienza da assessore alle spalle. Alle studentesse e agli studenti ho chiesto di essere parte attiva del cambiamento che vogliamo portare avanti. Chiediamo contributi, stimoli, suggerimenti per rendere la nostra città più bella, sempre più accogliente e più internazionale”.

La direttrice di Er.go, azienda regionale per il diritto agli studi superiori che gestisce tra l’altro la residenza universitaria da 90 posti letto vicino alla stazione, Patrizia Mondin, lancia l’auspicio che la struttura “torni aperta” in tutti i suoi spazi per la comunità. Nei giorni scorsi, aggiunge è stato firmato un accordo per mettere in campo “specifiche misure” per gli studenti afghani, “speriamo siano in tanti”. Infine l’in bocca al lupo ai ragazzi del presidente di Unirimini Simone Badioli e della rappresentante degli studenti Asia Barugolo: “L’università è uno dei posti più importanti da frequentare, per proporre idee e dire come la si pensa. Il consiglio- conclude- è a prendere parte alle iniziative del campus”.

 “Lavorare qui tutti i giorni, per un anno e mezzo di lockdown, senza vedere studenti, è stato un po’ una sofferenza, mentre vedervi oggi qui presenti, interagire tra voi, mi rende felice, perché l’esperienza universitaria non è solo formazione o avere un titolo, l’eredità che porterete per sempre con voi sono le amicizie che potete coltivare in questi anni”. Queste, invece, le parole di saluto di Luca Mazzara presidente del Campus universitario di Forlì, in apertura della manifestazione promossa da Alma Mater e Cusb. Mazzara ricorda poi che con 6.800 iscritti, quello di Forlì è il campus più popoloso della Romagna. Sono in oltre 220 i docenti e 148 i dipendenti del personale tecnico e amministrativo forlivese.

“Siamo un campus dinamico, votato all’internazionalizzazione – prosegue – il più nutrito di studenti in Romagna, e stiamo crescendo con corsi di nicchia, molto integrati l’uno con l’altro”. Da Cesena, anche il presidente di campus Massimo Cicognani saluta gli studenti, felice di vedere tante facce ‘dal vivo’. “L’Università va vissuta in presenza e l’Ateneo di Bologna non è un’Università telematica, quindi ora torniamo alla quasi normalità”. Il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, dal canto suo assicura l’accoglienza della città agli studenti: “Se vorrete restare dopo gli studi per i vostri progetti di vita, sappiate che vi consideriamo nostri concittadini”.

(Agenzia DIRE)

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