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Vaccini, a Rimini 40 bambini fuori dagli asili

Decaduta l’iscrizione alle scuole comunali per l’infanzia Rimini (fascia 0 – 6) per 13 bambini i cui genitori non hanno fornito la documentazione valida per attestare il possesso del requisito di regolarità vaccinale ai sensi della Legge ne 119 del 2017, la cosidetta Legge Lorenzin.

All’inizio del marzo scorso erano state determinate le graduatorie per l’accesso ai nidi e agli asili comunali per l’anno scolastico 2019/2020. Al 19 giugno erano ben 184 le posizioni irregolari. Nelle settimane successive, tuttavia, diversi genitori hanno ritirato spontaneamente i loro bambini dalle graduatorie mentre altri hanno provveduto a fornire la documentazione necessaria a regolarizzarsi.

Per quanto riguarda i 13 bambini la cui iscrizione è decaduta per la mancanza di documentazione, si tratta di bimbi che avevano già frequentato i servizi scolastici del Comune di Rimini nello scorso anno scolastico.  Questi atti si aggiungono ai 27 già notificati, per un totale di 40 procedimenti.

In tutti questi casi le famiglie hanno avuto tutto il tempo, e stiamo parlando di molti mesi e un intero anno scolastico, per poter regolarizzare la propria posizione, in un dialogo costante con i nostri uffici – spiega l’assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini Mattia Morolli – Oltre a poter contare sul supporto organizzativo del servizio pediatrico dell’AUSL della Romagna, che garantisce alle famiglie che intendono vaccinare i propri figli di provvedere senza formalismi e in pochi giorni, così da poter avere in mani in tempi celeri la documentazione che ricordiamo è requisito indispensabile per confermare l’iscrizione. E’ l’ultimo atto quindi di un percorso che parte da lontano, fatto di lettere, incontri, solleciti, mirati ad agevolare il più possibile le famiglie nell’adempimento delle prescrizioni di legge. Il Comune non può chiudere gli occhi davanti ad atteggiamenti palesemente elusivi, mirati oltre ogni evidenza ad aggirare le normative ma soprattutto rischiose: ricordo infatti che stiamo parlando della tutela della salute della comunità e in particolare delle fasce più deboli ed esposte. La linea tenuta finora, fatta di accompagnamento alle famiglie ma di intransigenza nel tener fede a un obiettivo che consideriamo prioritario, ci ha consentito di ridurre notevolmente il gap di copertura vaccinale che ha storicamente contraddistinto il nostro territorio. Mi auguro che l’attività che stiamo portando avanti – la cui bontà è stata riconosciuta anche dal Tar dell’Emilia Romagna che a fine maggio ha respinto i ricorsi contro l’ordinanza – sia servita anche a diffondere una maggiore consapevolezza e informazione sul tema dell’importanza della copertura vaccinale per la salute di tutti. Voglio ribadire che grazie alla determinazione del Comune di Rimini, la percentuale dei bambini vaccinati nella fascia di età 0-6 si è elevata tra 2017 e 2018 di oltre 6 punti percentuali medi. La dimostrazione concreta che solo intervenendo e agendo per la tutela del diritto alla salute, e non chiudendosi gli occhi o rifugiandosi in atteggiamenti di comodo e pilateschi, si garantiscono i diritti inalienabili di tutti e dell’intera comunità”.

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