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Vaccino di Oxford in dirittura d’arrivo e Gorini incontra astronauta Parmitano

Il vaccino anti-Covid dell’università di Oxford, Irbm e Astrazeneca è ben tollerato, soprattutto negli anziani, e induce una protezione immunitaria simile a quella vista nei giovani adulti. Come riferisce l’agenzia ANSA, lo indicano i risultati della fase 2 della sperimentazione, pubblicati sulla rivista Lancet, condotta su 560 adulti sani, di cui 240 con più di 70 anni. Per sapere se il vaccino protegge dall’infezione da SarsCov2, bisognerà aspettare i risultati della fase 3 della sperimentazione ancora in corso. Del vaccino, di cui l’Agenzia europea dei farmaci (Ema) ha avviato all’inizio di ottobre la rolling review, primo passo dell’iter di approvazione, erano stati anticipati sulla stampa non scientifica alcuni risultati della fase 3.

Il prossimo passo per confermare la validità del vaccino sviluppato dall’università di Oxford sarà verificare se protegge dall’infezione da SarsCov2, la durata della sua protezione e se è efficace anche negli anziani che hanno già altre patologie, condizione che li espone ad avere una forma grave di Covid-19. A spiegarlo sono i ricercatori dell’ateneo inglese, il cui studio è pubblicato sulla rivista Lancet.

“Le risposte immunitarie indotte dai vaccini sono spesso attenuate negli anziani perchè il loro sistema immunitario si deteriora gradualmente con l’età, rendendoli più suscettibili alle infezioni. È quindi cruciale che i vaccini anti-Covid siano testati anche su questa fascia di popolazione, che deve avere la priorità nella vaccinazione”, commenta Andrew Pollard, coordinatore dello studio. Secondo quanto richiesto dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), “il vaccino deve proteggere anche gli anziani, essere sicuro ed efficace nel prevenire la malattia e/o il contagio e dare almeno 6 mesi di protezione in chi più è esposto al virus”, rileva Sarah Gilbert, co-autrice dello studio. “Il nostro studio risponde ad alcune di queste domande, ma rimane la questione sull’efficacia e durata della sua protezione – continua – Dobbiamo inoltre confermare i nostri risultati negli anziani con problemi di salute, per verificare che il vaccino protegga chi è più a rischio di avere forme gravi di Covid”.

Il “vaccino di Oxford” presenta notevoli vantaggi rispetto agli altri due, entrambi americani, che si trovano in fase più avanzata, quello di Pfizer-BioNTech e il vaccino di Moderna. AstraZeneca ha infetti spiegato che per conservarlo basta la normale catena del freddo, quella per intedersi dei normali frigoriferi casalinghi, mentre Pfizer-BioNTech richiede temperature a -80° e Moderna almeno -20°. Solo di quest’ultimo, però, è stata già provata l’efficacia anche sui più anziani. Altro asso nella manica degli inglesi, il prezzo: AstraZeneca ha già fissato a 2,8 euro, che è anche il suo costo. Rmarrà tale fino a giugno 2021 e comunque fino a quando l’Oms non dichiarerà cessata la pandemia. Moderna potrenne invec chiedere 20 euro (ma si è detto anche 30) e Pfizer 16,5 euro.

Come riporta il Corriere della Sera, il governo italiano ha prenotato 70 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca «che saranno consegnate entro giugno, pertanto tutti gli italiani che vorranno farlo potranno vaccinarsi». Lo ha dichiarato Piero Di Lorenzo, presidente dell’Irbm di Pomezia che chiarisce come le prime dosi, dopo la validazione degli Enti regolatori potranno essere consegnate entro l’anno. «Verosimilmente le prime vaccinazioni potranno partire da gennaio».

Allo Jenner Institute di Oxford e al vaccino AstraZeneca lavora anche un allievo di Roberto Burioni, il giovane ricercatore riminese Giacomo Gorini. Che, come riferisce su Facebook, oggi ha avuto un’altra grande soddisfazione: “Questa mattina ho avuto un grandissimo onore: ho incontrato in videochiamata il Colonnello Luca Parmitano, astronauta e in passato comandante della Stazione Spaziale Internazionale durante la spedizione 61. Abbiamo chiacchierato sul ruolo delle biotecnologie nell’esplorazione dello spazio, sul rapporto con gli obiettivi che ognuno di noi si pone, e mi sono fatto spiegare come ci si sente a starsene seduti con un razzo piantato dietro la schiena. È stato veramente un grande onore”.

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