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Vaiolo delle scimmie, almeno un caso accertato a Rimini

Vaiolo delle scimmie, c’è (almeno) un caso accertato a Rimini. Il tampone positivo al pox virus è riferito a un giovane di poco più di vent’anni che non si sarebbe contagiato durante un viaggio ma proprio nel capoluogo romagnolo. Per la cronaca sarebbero infatti più di uno i tamponi riferiti al territorio romagnolo e provinciale analizzati dal laboratorio Ausl di Pievesistina risultati positivi al virus. Il giovane sta bene anche se ha manifestato i sintomi tipici della malattia: febbre alta, malessere e stanchezza e comparsa di pustole e vescicole.

Per l’Oms, il vaiolo delle scimmie “è una minaccia alla salute la cui evoluzione è preoccupante”, ma che al momento non ha raggiunto lo stadio di un’emergenza sanitaria globale. “Ad oggi l’evento non costituisce una emergenza di sanità pubblica di portata internazionale, che è il livello più elevato di allerta che l’Oms possa emettere”, ha dichiarato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus.

La malattia spesso si esaurisce con sintomi che di solito si risolvono spontaneamente entro 14-21 giorni, non è molto contagiosa tra gli uomini e si trasmette attraverso l’esposizione alle goccioline esalate e dal contatto con lesioni cutanee infette o materiali contaminati.

I sintomi (tra cui febbre, mal di testa, dolori muscolari e eruzioni cutanee) possono essere lievi o gravi e le lesioni possono essere molto pruriginose o dolorose.

A spiegarlo è l’Oms, a fronte di vari casi segnalati in Europa, Stati Uniti e un primo caso segnalato oggi anche in Italia.
Il periodo di incubazione del vaiolo delle scimmie è generalmente compreso tra 6 e 13 giorni, ma può variare da 5 a 21 giorni. Il serbatoio dell’animale rimane sconosciuto, anche se è probabile che sia tra i roditori. Il contatto con animali vivi e morti attraverso la caccia e il consumo di selvaggina o carne di arbusti sono noti fattori di rischio.

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