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Vendita azioni Hera, differenze fra l’assessore Brasini e le relazioni tecniche

La vendita di azioni Hera merita ulteriori riflessioni. Per due buone ragioni.

La prima è un’ intervista rilasciata dall’assessore al bilancio Gianluca Brasini, che ha dichiarato ad un giornale on line, che dei 9,1 milioni di euro che verranno ricavati dalla vendita dalle azione Hera, 2,1 milioni verranno utilizzati per la riduzione dei debiti di Rimini Holding.
Nella documentazione fornita ai consiglieri comunali si legge però qualcosa di diverso:

– che per soddisfare la richiesta di finanziamento del proprio socio unico Comune di Rimini, sopra indicata, l’amministratore unico di Holding ha quindi ipotizzato la vendita di parte delle azioni “libere” di Hera, in misura tale da reperire, sulla base del prezzo di vendita attualmente prudenzialmente ipotizzabile (2,50 €/azione, anche se ad oggi la quotazione è di circa 2,65 €/azione), al netto delle spese di vendita da sostenere, stimabili, prudenzialmente, in circa €.140.000,00 (di cui circa €.16.000,00 per competenze all’advisor “Equita s.p.a.” e circa €.124.000,00 – pari all’1,35% del prezzo realizzabile, stimabile in €.9.250.000,00 – per la commissione alla banca collocatrice) e delle imposte gravanti sulla plusvalenza presumibilmente realizzabile, le risorse necessarie per:

– distribuire al socio unico Comune di Rimini, nell’anno 2017, la somma complessiva di euro 11.000.000,00 dallo stesso richiesta;
– estinguere solo parzialmente, per circa 1/3 del suo valore (pari a circa 2,1 milioni di euro), il mutuo residuo di Holding verso Monte Paschi di Siena, portandolo dall’attuale importo di circa 6,3 milioni di euro al futuro importo di circa 4,2 milioni di euro.
pari a circa complessivi €.13.110.000,00;

Pertanto a bilancio del Comune di Rimini entreranno 11 milioni di euro. Di questi a bilancio ne erano previsti già due milioni come contribuzione di Rimini Holding al Comune di Rimini. Significa 9 milioni di euro aggiuntivi nel bilancio investimenti del Comune di Rimini, 2,1 milioni che verranno utilizzati per ridurre il mutuo di oltre 6 milioni con Monte dei Paschi, sono aggiuntivi rispetto a quelli del Comune.

Riassumendo: dalla vendita delle azioni Hera si pensa ad un introito di 9,1 milioni di euro che sommate alle disponibilità liquide già possedute da Holding (circa €.4.000.000,00) porta la disponibilità finanziaria a 13,1 milioni di euro. Di questi 2,1 milioni vanno a Rimini Holding ad estinguere parte del mutuo dei 6 milioni. Il resto al Comune di Rimini.

Pertanto, o sta sbagliando l’assessore, oppure sono sbagliati i numeri della relazione allegata alla delibera.

Più “simpatico” il commento di Gennaro Mauro, che evidentemente ha un’idea tutta sua riguardo l’economia. Infatti egli afferma:” Le condizioni per dismettere la nostra quota di azioni in Hera sono ottimali, l’attuale quotazione è pari ad euro 2,70 ad azione. Basta pensare che il valore attuale del flusso dei futuri dividendi per azione attesi eguaglierebbe il valore atteso di vendita di ogni azione solamente in un arco temporale di oltre 25 anni”.
“Ciò significa che pur percependo dividendi costanti per i prossimi 25 anni  – ragiona il Consigliere comunale del Movimento Nazionale per la Sovranità – questi non raggiungerebbero le risorse economiche che otterremo oggi dalla vendita delle azioni“.
Tutto vero. Si è dimenticato solo un dettaglio: se le azioni non si vendessero,dopo 25 anni di dividendi  sarebbero ancora del Comune di Rimini con il loro valore

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