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Verucchio, le celebrazioni per il 77esimo anniversario dalla liberazione

Verucchio celebra il 77esimo anniversario della sua Liberazione con tre giorni di appuntamenti organizzati da Anpi Alberto Brigi, Comune e Fratelli di Taglia: sabato 18 settembre alle 16 la “Camminata nei luoghi della memoria” con tappe con accompagnamento teatrale e presentazione in anteprima del video musicale “Settembre” sul terribile eccidio del 21 settembre 1944. Domenica, Banda Musicale sul sagrato della Collegiata e dopo la messa deposizione della corona d’alloro con cerimonia istituzionale accompagnata dalla Banda. Martedì 21 lo spettacolo “Amore senza vocabolario-Racconti dal lager” al Teatro Pazzini

Ad aprire il sipario sarà una Camminata nei luoghi della memoria con presentazione in anteprima del video del brano “Settembre” di e con gli attori Marco Giulio Magnani e Marco Moretti, a chiuderlo la pièce teatrale “Amore senza vocabolario-Racconti dal lager” di Luigi Maria (Gino) Pagliarani, una lettura animata con paint performing in programma martedì 21 settembre al Teatro Eugenio Pazzini: è un nutrito programma articolato con tre appuntamenti in quattro giorni quello con cui Anpi Verucchio Alberto Brigi, amministrazione comunale e Fratelli di Taglia celebreranno il 77esimo anniversario della Liberazione del paese e il terribile eccidio dei nove martiri.

Il programma

La due giorni prenderà il via sabato 18 settembre alle 16 appunto con la Camminata nei luoghi della memoria: ritrovo e  partenza da Piazza Malatesta e percorso di circa un’ora con tappe con accompagnamento teatrale e grado di difficoltà medio basso che si chiuderà al monumento ai caduti alla Fratta. Da qui si scenderà quindi al sottostante parco intitolato appunto ai nove martiri e sarà proprio il cippo che testimonia il luogo della loro uccisione a farsi teatro dell’anteprima di “Settembre”.  Il video musicale che fa seguito all’omonima pièce di e con Marco Giulio Magnani e Marco Moretti. La quota di partecipazione è 3 euro, sono obbligatorie la prenotazione via whatsapp al numero 320-2321534 e la mascherina e si consigliano scarpe e abbigliamento comodi.

Domenica 19 settembre alle 10.50 la Banda Musicale Città di Verucchio suonerà qualche brano sul sagrato della Chiesta Collegiata prima della Santa Messa in suffragio delle 11, quindi al Cippo al Parco 9 Martiri ci sarà la canonica cerimonia di deposizione di una corona d’alloro con il saluto istituzionale della sindaca Stefania Sabba e una nuova interpretazione della banda musicale Città di Verucchio.

Martedì 21 settembre, nel 77esimo anniversario dell’eccidio, al Teatro Eugenio Pazzini andrà infine in scena a partire dalle 21.15 la pièce teatrale “Amore senza vocabolario-Racconti dal lager” di Luigi Maria (Gino) Pagliarani, una lettura animata con paint performing realizzata nell’ambito delle iniziative su “Teatro e Memoria” finanziate dalla Regione Emilia Romagna con la Legge 3. La Lettura animata con paint performing art di Massimo Modula e musica dal vivo ha la regia di Giovanni Ferma e Marina Signorini, le voci narranti di Patrizia Signorini e Daniele Dainelli e l’accompagnamento musicale di Massimo Modula (chitarra, voce e colore), Giacomo Depaoli (percussioni), Massimo Marches (chitarre e Mandolino) e Daniele Torri (sax e flauti)

La drammatica esperienza dell’autore nei lager, il ricordo delle umiliazioni inflitte dai soldati tedeschi e la dura sopravvivenza, fatta di piccoli espedienti quotidiani, ma anche la speranza e soprattutto l’amore nato da un gioco di sguardi, rapito, inseguito e mai raggiunto. Un amore senza dialogo tra un ragazzo italiano e una ragazza russa che condividono lo stesso destino. Un amore grande, un amore “senza vocabolario”. Rievocare, riaprire, ristabilire un contatto “non dimenticare”. E’ questo lo scopo di “Amore senza vocabolario”, spettacolo dove si mescola la letteratura alla pittura, il tutto accompagnato e sottolineato dalla musica dei “Baiafonda”– Un omaggio a Luigi Maria Pagliarani conosciuto anche come Gino Pagliarani uno dei più illustri riminesi, ispiratore insieme a Federico Fellini e Sergio Zavoli del movimento culturale riminese nell’immediato dopoguerra.

 

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