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Via le foglie di fico dalle primarie

Ieri sera ho seguito con attenzione l’intervista che Gnassi ha rilasciato ad una tv locale. Chiacchierate informali che casualmente ho avuto con lui avevano un po’ anticipato il suo pensiero. Che nelle risposte alle tante domande del giornalista ne è scaturito in modo compiuto ed esaustivo. Una vera e propria weltanschauung. Una visione della vita, del mondo, della città che è stata alla base della sua azione amministrativa e di tutta la squadra di governo: giunta, consiglio comunale, tecnici…Stamattina, con un sms in cui gli auguravo buon 1° maggio,  gli ho espresso il “ringraziamento per il lavoro svolto nonché  stima e rispetto”. Il tutto sotto l’icona della bandiera del “vecchio PCI”. Un’immagine provocatoria senza alcun dubbio. Volutamente provocatoria. Paradigmatica però della critica che gli ho rivolto ai margini del messaggio: la modalità con cui intende far proseguire i progetti dell’azione del  governo della città.

Andrea è convinto, fermamente convinto, che quest’ultima abbia gettato le basi per un consenso che va ben oltre alle forze politiche. TUTTE: di maggioranza o di opposizione che siano. A cui va aggiunto quello delle civiche di vecchia e nuova generazione.

E dal momento che molti dei progetti sono in itinere. Che altri sono impegnati in una corsa contro il tempo per accedere al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Next generation Italia. Che occorre resettare e collegare questi piani alle emergenze e ai cambiamenti che il Covid ha evidenziato drammaticamente nel tessuto economico e sociale della nostra collettività…

Non possiamo certo stupirci che il sindaco uscente cerchi di “blindare” questo percorso assicurandone la continuità attraverso gli uomini – in particolare uno – che é stato al suo fianco acquisendone fiducia e stima. E, cosa di non poco conto, averne ben retto urla e improperi delle sue ripetute sfuriate..

C’è la possibilità di ipotizzare un percorso diverso senza stravolgerne i contenuti? E soprattutto senza ricorrere alle primarie che, ancorché legittimate dallo Statuto del Partito, rischiano di aprire un cratere nel centro sinistra in cui il primo a finirci dentro sarà il vincitore o la vincitrice delle stesse? 

Allo stato attuale pare proprio di no. Abbiamo fatto una dura battaglia come Circolo Euterpe per scongiurare questa ipotesi. Raccogliendo consenso, adesioni di altri Circoli, di intellettuali, insegnanti imprenditori, gente comune… Abbiamo chiesto di far partire la discussione dai contenuti programmatici e non dai nomi…Conseguentemente abbiamo chiesto ai due aspiranti candidati di ritirasi e favorire una terza candidatura condivisa da loro e dalle forze dell’intera coalizione…Abbiamo chiesto ai nostri dirigenti ai vari livelli, ai diversi organismi di partito di farsi carico di proposte alternative unitarie, atte a scongiurare lo scontro e la deriva conseguente. Già lo scontro… Scontro su che cosa? Sulla discontinuità amministrativa? Sulla sua continuità? Sulla non opportunità di avere finalmente una candidatura femminile alla carica di Sindaco? Sull’inadeguatezza di quella maschile?

Niente! Il lavoro fatto, le discussioni prodotte non hanno approdato a nulla! Si va quindi al “muro contro muro” dimostrando di non aver imparato nulla dalle tristi esperienze dei comuni limitrofi e da altre realtà significative ed importanti dell’intero territorio nazionale.

La via ci sarebbe eccome… Mettere i candidati in una stanza con il segretario e non farli uscire senza aver trovato una soluzione da far condividere all’intero partito e presentarsi poi uniti alla coalizione e quindi all’intera  città…

Ma quale segretario e soprattutto quale partito ha oggi l’autorità, la forza per compiere un’operazione simile? Il “vecchio PCI” non esiste più …se non nella provocazione fatta ad Andrea nei termini che ho raccontato. Niente di più! Nondimeno buon senso e responsabilità dovranno essere messe in campo per ridurre i danni di questo scontro fraticida. Se primarie saranno facciamole nel modo più aperto possibile. Lasciamo però da parte la demagogia. Sappiamo come sarà la diffusione della pandemia nel mese in cui si andrà a votare? Come si fa a stabilire ora un voto “in presenza in ogni luogo della città. Forese, mare, frazioni:100, 200 gazebo”? (Jamil). E consentirlo a tutti i 150.000 abitanti della nostra città? Quindi Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia compresi? E senza alcun controllo per i doppi voti? Dunque aperte si, ma con un minimo di serietà, anche no?! Ma al di là delle modalità su cui si dovrà discutere in Direzione e almeno su questo raggiungere un accodo, sicuri che non esista la possibilità per i candidati di sottoscrivere un preventivo “codice” di rispetto i cui articoli siano utile deterrente ai veleni già in circolo nella città?

In grado di  alleviare, almeno in minima parte, il nostro elettorato dallo sconforto di questa ennesima divisione al nostro interno? Utopia? Si…forse, anzi sicuramente. Ma vogliamo anche toglierci la possibilità di sognare?

Giorgio Grossi

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