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Via libera alla variante Galvanina, ecco tutto il progetto

La III commissione consigliare ha approvato, questa mattina, il progetto di “Ricucitura paesaggistica, ambientale ed architettonica del Complesso della Galvanina”. Sono stati 16 i voti favorevoli (la maggioranza più Gennaro Mauro), 4 gli astenuti, nessuno contrario.

Si tratta di un progetto di riqualificazione importante per l’attività industriale della Galvanina e per la riqualificazione di tutta l’area che comprende anche le terme romane e le altre attività terziarie.

Il complesso industriale della Galvanina. Foto panoramica

Nello specifico, il progetto presentato, che si qualifica come progetto unitario non a caso denominato di “Ricucitura paesaggistica, ambientale e architettonica del Complesso della Galvanina”, comprende la realizzazione di una serie di opere edilizie funzionali all’attività d’impresa, classificabili come interventi di ampliamento e di nuova costruzione, distribuiti su tre distinte attività, corrispondenti allo Stabilimento produttivo (che si occupa dell’imbottigliamento dell’acqua minerale captata dalle fonti), al parco e fabbricato delle Terme (dove si trova la fonte storica della Galvanina con il monumento cinquecentesco), al ristorante Pomodoro.

Il progetto unitario si pone l’obiettivo di rendere architettonicamente e paesaggisticamente coerenti tra loro queste aree, grazie ad alcuni interventi di riqualificazione ambientale e di valorizzazione del sistema degli spazi aperti, e, a livello strettamente compositivo, grazie alla scelta di un linguaggio architettonico diffuso e riconoscibile per i tre sotto-ambiti (caratterizzato da una continuità cromatica, morfologica e di materiali) in modo da attribuirgli una coerenza stilistica identitaria.

La verifica dello stato dei luoghi ha evidenziato una serie di attività edilizie che si sono succedute nel tempo, e fatto emergere alcune problematiche edilizie di particolare complessità.

Grazie al lavoro dei tecnici incaricati dall’azienda Galvanina (architetti Stefano Guidi e Matteo Zamagni, coordinamento generale Ing. Fabio Agabiti) e degli uffici comunali (coordinati dall’Ing. Chiara Dal Piaz), si è concluso un iter iniziato nel 2014 con la richiesta da parte della proprietà della Galvanina al Comune di Rimini per l’utilizzo della procedura in variante agli strumenti urbanistici per l’ampliamento delle attività industriali e terziarie.

Gli interventi riguardano la riorganizzazione degli spazi esistenti per l’attività industriale ed un ampliamento previsto in 4.800 mq. Per l’attività terziarie (servizi, uffici e pubblici esercizi) l’ampliamento previsto è di 2310 mq.

La riqualificazione delle Terme

A fronte di queste ampliamenti la società Galvanina S.p.A. ha versato al comune di Rimini un contributo straordinario di 972 mila euro come previsto dalle norme nazionali.

Con l’approvazione definitiva in Consiglio Comunale (che avverrà nella prossima seduta)  l’azienda Galvanina ha la possibilità di ampliare le linee di produzione e competere sui mercati, soprattutto esteri.

All’attività industriale si accompagnerà anche un’attività di funzioni per una fruizione del parco della Galvanina da parte dei cittadini. La Galvanina è stato negli anni non solo un marchio di qualità delle acque minerali, ma anche un luogo di divertimento di livello nazionale (ad esempio con il Bandiera Gialla).

Si tratta di un progetto complesso sia per il luogo dove si svilupperà che per gli obiettivi ambiziosi che si pone, “perché – ha detto l’assessore al territorio Roberta Frisoni nella presentazione della proposta ai commissari – oltre ad accompagnare un’azienda storica del territorio nel suo programma di sviluppo in Italia e nel mondo, si tratta di riordinare, ampliare e dotare di nuove funzioni il suo core business in un luogo straordinariamente importante e delicato com’è il colle di Covignano.”

Uno sviluppo di un’attività produttiva privata d’eccellenza che si può configurare di “pubblico interesse” per le complessive ricadute positive sul territorio riminese a incominciare da quelle sull’occupazione destinata ad aumentare nella prospettiva fino a 20 nel settore produttivo e tra i 40 e 50 in quello delle terme e della ristorazione. Numerosi sono poi i vantaggi che la sua realizzazione avrà sul territorio sotto diversi profili, da quello paesaggistico – ambientale che la riqualificazione renderà maggiormente coerente sia architettonicamente che paesaggisticamente, a quello storico – culturale, con la riqualificazione dello storico fabbricato delle Terme realizzato negli anni ’60 dall’architetto riminese Mario Ravegnani Morosini, per finire a quello socio – economico attraverso la valorizzazione e lo sviluppo di un’azienda storicamente insediata nel territorio comunale e la prospettiva della creazione di nuovi posti di lavoro. Il contributo straordinario, poi, già versato dall’azienda consentirà la realizzazione di interventi volti a migliorare la viabilità sia carrabile sia nelle connessioni ciclabili del colle di Covignano, che il recente programma dei lavori pubblici ha già recepito prevedendo opere per 750.000 euro per la viabilità Covignano – San Lorenzo monte e 200.000 per il collegamento ciclabile con l’Istituto Marvelli.

L’intervento, che ha dovuto far i conti con diverse modifiche della normativa dal momento della sua presentazione alla fine del 2014, potrà essere approvato in variante agli strumenti urbanistici ai sensi dell’art.8 del Dpr 160 del 2010. Sul progetto sono stati ben 15 gli enti che si sono espressi favorevolmente tra cui quelli delle soprintendenze per i beni archeologici che per quelli architettonici e paesaggistici.

La convenzione, dalla cui sottoscrizione inizierà a decorrere il tempo entro cui dovrà essere realizzato l’intervento previsto in cinque anni, definisce anche le modalità e le tempistiche dell’opera specie per quanto riguarda le opere abusive riscontrate nell’area (e per cui il Comune ha chiesto una polizza fideiussoria di 673.000 euro), che saranno effettuate preliminarmente in maniera da non inficiare la continuità del ciclo produttivo.

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