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“Violata la Bolkestein, stabilimenti fuorilegge”. La procura di Genova sequestra i bagni marini

Il Pubblico Ministero di Genova Walter Cotugno, respinge la richiesta di dissequestro di aree demaniali situate sull’arenile. Qui insistono tre concessionari balneari, ed appellandosi alla direttiva europea che impone all’Italia di mettere a bando pubblico le autorizzazioni demaniali, il magistrato non toglie i sigilli. “Non saprei a chi dover riconsegnare le aree: se al Comune, al Demanio o a quale altro soggetto”, avrebbe detto il pm agli avvocati di uno dei tre concessionari che ha chiesto il dissequestro.

Il pm di Genova ritiene di non poter ignorare la direttiva Bolkestein. Peraltro, la massima magistratura europea era stata investita del caso dai giudici italiani, chiamati a pronunciarsi in due contenziosi che riguardavano proprio concessioni balneari.

La Corte lussemburghese, se da una parte dice che le concessioni dei beni demaniali (in particolar modo le spiagge) ai privati sono legittime, dall’altra ricorda che “devono essere oggetto di una procedura di selezione tra i potenziali candidati, che deve presentare tutte le garanzie di imparzialità e trasparenza, in particolare un’adeguata pubblicità”. E “la proroga automatica delle autorizzazioni non consente di organizzare una siffatta procedura di selezione”.

Questa notizia riportata dal Repubblica edizione di Genova è preoccupante. Rischia di aprire contenziosi in tutta Italia e soprattutto una materia così delicata richiede un intervento del Governo e del Parlamento italiano rapido.

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