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Viserba, i proprietari dell’immobile finito in mano alla camorra: “Sconvolti, noi fra le tante vittime”

“Siamo sconvolti. Noi fra le tante vittime della camorra”: è la reazione della famiglia Morolli di Viserba, quando ha scoperto che a prendere in affitto un suo immobile era stato uno degli individui coinvolti nell’operazione Hammer.

L’inchiesta della procura di Rimini ha portato i Carabinieri ha individuare la presenza di clan camorristici in riviera in lotta fra loro. Uno degli indagati, Armando Savorra, pluripregiudicato napoletano di 62 anni, avrebbe fatto da prestanome per Antonio Acampa, un conterraneo di 40 anni, ritenuto il braccio destro di Ciro Contini, nipote del boss Eduardo Contini attualmente in carcere a Napoli. Il suo compito era riciclare il denaro sporco del clan e lo avrebbe fatto attraverso un’attività collocata a Viserba in un immobile di proprietà degli ignari coniugi Morolli.

L’attività consisteva inizialmente in un negozio di ortofrutta, ma dal gennaio 2019 era stata trasformata in Viserba Rent, ditta di autonoleggi, attraverso un regolare cambio di destinazione.

L’avvocato Monica Morolli è figlia della coppia Viserbese piombata in questo incubo e cura i loro interessi legali. L’altro figlio è Mattia Morolli, assessore del Comune di Rimini. Nessuno dei due possiede quote di quell’immobile.

“Ci siamo rivolti agli inquirenti appena abbiamo saputo dai giornali questi fatti – spiega la dottoressa Morolli – e loro ci hanno immediatamente rassicurati, i miei genitori sono state fra le tante vittime di questa vicenda. Durante le indagini non siamo mai stati contattati,  a noi nessuno ha chiesto informazioni. Ora l’attività è sotto sequestro, ma l’immobile no. Quindi per farci pagare l’affitto ci rivolgeremo all’amministratore giudiziario”.

Al momento di affittare quell’immobile, tutto sembrava a posto. Le normali verifiche, quelle che qualsiasi proprietario svolge quando qualcuno si propone come inquilino, erano state tutte rassicuranti. Né per un contratto civilistico fra privati sono richiesti controlli sui casellari penali. Contratti registrati, pagamenti regolari, mai un problema. Fino a scoprire di avere la camorra in casa.

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